Ad Economia apre ufficialmente il Laboratorio Start Up Lab

È arrivato il momento: lo Start Up Lab del Dipartimento di Economia della SUN apre ufficialmente i battenti. Era nell’aria da un po’, ma l’inaugurazione è arrivata il 4 giugno nell’Aula Magna del complesso capuano, e con essa anche l’occasione per discutere di alcuni temi importanti per il territorio regionale e nazionale. Ad un momento iniziale di presentazione, infatti, ha fatto seguito una tavola rotonda a cui hanno partecipato diversi partner del neonato Laboratorio, con l’aggiunta di alcune testimonianze dirette di neo imprenditorialità giovanile.
Dopo i saluti del Prorettore alla ricerca Massimiliano Mattei, il prof. Giuseppe Sannino, Vicedirettore del Dipartimento, ha introdotto l’incontro, chiarendo anche la natura del soggetto trattato a beneficio dei tanti studenti presenti: “Quando parliamo di spin off ci riferiamo ad una derivazione da una realtà già esistente. Può essere industriale o universitaria e, in quest’ultimo caso, nasce dall’iniziativa di alcuni accademici che, pervenuti ad un risultato di ricerca tangibile, si prefiggono di applicarlo trasformandolo in impresa, anche per creare un ritorno economico al territorio circostante e alla stessa università”. Di questo si parla allora, oltre che di start up naturalmente. 
“In realtà, questa costola del Dipartimento è nata nel mese di febbraio; però, come è mio solito, preferisco raggiungere prima qualche risultato e poi inaugurare”. Questo esordio dice già tanto del prof. Mario Sorrentino, docente di Economia e Gestione delle imprese, nonché Direttore di Start up lab. A lui, naturalmente, il compito di presentare il progetto: “Start up lab è un Laboratorio accademico che vuole fare leva su una serie di competenze che sono già presenti nel nostro Dipartimento”. E tante sono le competenze in tema di imprenditorialità, sfruttando le quali, spiega il prof. Sorrentino, il Laboratorio offrirà alcuni servizi, in parte gratuiti ed in parte in convenzione, a singoli giovani o a realtà più grandi: si va dal coaching per definire i business plan, al supporto per la creazione di spin off e incubatori; dall’orientamento per le start up competition, all’assistenza legale. “E poi c’è anche un altro obiettivo, che si è imposto prepotentemente negli ultimi mesi, ovvero diffondere l’imprenditorialità nelle grandi imprese e negli enti di ricerca. Ovviamente tutti i dati che raccoglieremo ci serviranno poi per fare ricerca qui in Dipartimento, dunque c’è una grande sinergia tra operatività e studio. Tutto questo partendo dalla considerazione che in Italia, e in Campania in particolare, il sistema di innovazione non è ancora pienamente sviluppato”.
Tanti i professori che hanno dato la loro disponibilità per offrire in prima persona dei servizi all’interno del progetto; ancora di più quelli che hanno dato fiducia al progetto, se si considera che l’iniziativa è stata votata all’unanimità negli organi preposti.
A questo punto, dopo la presentazione dei dati nazionali sulle esperienze di spin off da parte del prof. Roberto Parente, ordinario di Creazione e gestione dell’impresa innovativa all’Università di Salerno, e dopo un videomessaggio di saluti inviato dal prof. Ian MacMillan, Direttore dello Snider Entrepreneurial Research Center di Philadelphia, ha avuto inizio la tavola rotonda, da cui è emerso un tema cardine attorno al quale le parole di ciascuno hanno poi tessuto il filo del ragionamento. Cosa possono fare istituzioni intermedie come l’Università, o alcuni dei partner coinvolti, di fronte alle lentezze dei meccanismi statali? Ha ancora senso affidare le speranze dei giovani imprenditori ai bandi istituzionali? Tutti hanno espresso, con le ovvie sfumature, una diffusa sfiducia, pur difendendo il valore intrinseco delle esperienze innovative e delle avventure imprenditoriali giovanili. Tutti impressionati, in particolare, dalle esperienze di Maurizio Mirabile, CEO di Optosensing S.r.l., spin off dal Dipartimento di Ingegneria SUN, e di Noemi Angotti, aspirante startupper che sta trovando nel nascente laboratorio una prima sponda per concretizzare la sua idea di bike sharing innovativo applicato alla città di Caserta: “Quello che mi sento di dire è che non bisogna avere paura di fallire, e quando ci si approccia ad un lavoro di questo genere non ci sono certezze né orari. Non ci sono risorse e c’è la necessità di mettersi in gioco. Se c’è bisogno di contattare un fornitore bisogna alzare il telefono, se c’è bisogno di una consulenza legale devi chiamare un avvocato… il problema è che non sempre ti ascoltano. Perciò vedo un’ottima opportunità in questo Start up lab, proprio perché concentra in un unico strumento tutto quello di cui ha bisogno chi vuole fare impresa oggi”. 
E se l’imprenditorialità prevede sempre un fattore di rischio, c’è da lavorare anche contro la ormai imperante retorica delle start-up, quella vulgata per cui, come pure si è detto durante il convegno, “start-up” non è più il nome di una fase della vita di una impresa, bensì il nome di una tipologia di investimento. Le start-up, insomma, non possono avere l’obiettivo di restare tali. Anche su questo lavorerà il Lab, per dare alle idee degli studenti basi solide e attese realistiche. Quante di queste supereranno quella famosa fase, consolidandosi come realtà imprenditoriali affermate, è una domanda critica, perché quale sia il destino di questi capitali non lo sa davvero nessuno. Una opinione in merito l’ha data il Professore Emerito della Federico II Sergio Sciarelli, in chiusura della mattinata: “Mi è parso di capire dalle cose che ho letto che il rammarico di tutti quelli che si occupano di spin off è che queste realtà poi non riescono a diventare grandi. È una delusione che non condivido. Le spin off non devono mirare a diventare grandi imprese, ma devono essere un laboratorio di imprenditorialità. Devono, insomma, creare innovazione, e quindi per far questo non hanno bisogno di ingrandirsi. Buoni laboratori di imprenditorialità, dunque, ma un po’ meno di managerialità. Ben venga, allora, fornire dei servizi di tipo manageriale per supportarle”.
Valerio Casanova
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