A Scienze Politiche, nel complesso di San Marcellino, è stata inaugurata il 24 marzo ed è rimasta in esposizione fino al 2 aprile una mostra fotografica sul conflitto tra Russia e Ucraina. L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento in collaborazione con il consolato e l’associazione internazionale dei fotografi ucraini.
“La mostra – racconta il prof. Settimio Stallone, docente di Storia internazionale – comprendeva 25 foto che sono state scattate tra il 2022 e il 2024 e danno un’immagine della quotidianità del popolo ucraino in anni nei quali la loro vita è stata sconvolta. Le immagini non sono il frutto di un lavoro organizzato. Abbiamo esposto foto scattate da avvocati, medici, studenti universitari, professori i quali hanno iniziato, durante il conflitto, a documentare momenti della quotidianità in guerra.
Tranne una, non sono immagini cruente o di azioni di guerra, ma raccontano come ci si adatta a provare a vivere una vita normale nonostante il conflitto, di come si vada a fare la spesa o si decida di portare i bambini al parco nonostante le bombe, i missili e la violenza”.
L’associazione dei fotografi ucraini ha deciso di collezionare quelle foto e di esporle in giro per l’Europa. Nel giorno dell’inaugurazione in Dipartimento era presente Maksym Kovalenko, il console generale di Ucraina a Napoli, in città da cinque anni il quale “ha ringraziato l’Ateneo, che ha svolto molte iniziative in collaborazione con il consolato, e le istituzioni che hanno accolto profughi ucraini in fuga dal conflitto. Il console ha ricordato che nei primi mesi di guerra sono arrivati in Campania più di 20.000 ucraini.
Si è confrontato con gli studenti dei Corsi di Laurea in Scienze Politiche e in Relazioni Internazionali sui temi dell’attualità e ha spiegato cosa può fare, in simili frangenti, una rappresentanza consolare. Si tenga presente che il consolato dell’Ucraina a Napoli è tra i più grandi in Europa”. Il prof. Stallone, prima dell’inizio della guerra, è stato per motivi di studio e di ricerca in entrambi i Paesi coinvolti nel conflitto: “Coordinavo un accordo con l’Ateneo di Odessa che è stato purtroppo travolto dal conflitto. Negli ultimi anni il Dipartimento ha continuato a mantenere rapporti con le università ucraine di Kiev e Lviv. Abbiamo ospitato docenti, studenti e dottorandi ed inviato la richiesta di finanziamenti all’Unione Europea affinché venissero da noi studenti.
L’Ufficio Relazioni Internazionali ha chiarito che in questa fase non è possibile inviare studenti nostri lì. L’ateneo Federico II ha accordi con 5 o 6 Atenei della parte occidentale dell’Ucraina, uno anche con l’Università di Donetsk, l’area maggiormente coinvolta nelle ostilità. Avevamo diverse intese pure con Atenei della Russia, ma tutti gli accordi sono sospesi dal 2022, da quando è iniziata la guerra”. Dopo la mostra fotografica sono in preparazione altre iniziative attraverso le quali il Dipartimento si propone di stimolare la riflessione degli studenti, e in generale della città, sulle vicende internazionali: “Prima dell’estate vorremmo proporre un incontro sull’Iran, che dovrebbe svolgersi in collaborazione con la comunità napoletana degli studenti iraniani. C’è poi l’idea di un’iniziativa su Gaza insieme con Amnesty International e con Save the Children”.
Il tutto, sottolinea Stallone, “si inquadra nell’ambito del progetto di un Dipartimento che proponga al territorio approfondimenti e spunti di riflessione sulle realtà geopolitiche apparentemente lontane, ma che hanno un impatto molto concreto anche su chi vive in Italia. In un mondo dove tutto è connesso non c’è evento, anche quello apparentemente più lontano da noi, che non determini conseguenze, effetti e ripercussioni anche nella nostra parte del mondo”.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 26








