Alcuni corsi del primo anno diventano annuali

“Chi arriva dalle scuole superiori vive una profonda crisi perché si trova a dover padroneggiare totalmente una disciplina, e non solo una parte di programma, a dover essere valutato sulla base di un’unica prova, e non di un intero anno di percorso”, afferma la prof.ssa Lucia Monaco, docente di Istituzioni di Diritto Romano e delegato all’ERASMUS di Dipartimento. “La frequenza dei corsi è comunque la migliore assistenza che gli studenti possano avere per superare questa fase così delicata”, aggiunge la docente. Per venire incontro alle esigenze delle matricole, sono stati tuttavia varati per il prossimo anno una serie di provvedimenti: “alcuni corsi del primo anno sono diventati annuali proprio per consentire ai ragazzi di maturare meglio il passaggio dalle scuole superiori, e per lo stesso motivo saranno introdotte delle prove intercorso limitate ad un’unica parte del programma”. Agli studenti, in cambio, sono richiesti due indispensabili requisiti: “la voglia di studiare e una forte ambizione. Come docente del primo anno mi preoccupano non solo quali difficoltà gli studenti debbano affrontare, ma soprattutto il modo in cui le affronteranno”. Con la giusta determinazione, spiega la docente, si arriva ovunque: “faccio sempre ai miei studenti l’esempio di Gavino Ledda, analfabeta e povero che diventò uno scrittore in età adulta solo perché lo volle con tutte le sue forze. È una questione di mentalità”. Un’altra qualità immancabile per le future matricole: “la curiosità, soprattutto nello studio, che non va affrontato con superficialità”. Una curiosità che potrebbe portare i ragazzi anche verso mete lontane, grazie al progetto ERASMUS: “con l’attuazione del nuovo ERASMUS PLUS saranno 26 gli accordi internazionali, conclusi soprattutto con la Spagna, ma anche con la Germania, la Cecoslovacchia e il Belgio”. Numerosi progetti si muoveranno anche in direzione del job placement, poiché la situazione lavorativa per un laureato in Giurisprudenza è decisamente competitiva, ma meno difficile di quello che può sembrare: “i tempi di collocazione sul mercato del lavoro sono più lunghi rispetto ad altri percorsi. Le percentuali di occupati ad un anno dalla laurea non sono alte, ma se guardiamo più lontano, a 5 anni dopo, le cose saranno migliorate. Bisogna considerare che per accedere a cariche come avvocatura, magistratura e notariato, la laurea è necessariamente seguita dalla scuola forense o dal praticantato. Questi settori, anche se difficili, stanno dando grandi soddisfazioni ai nostri ex studenti”. Il segreto di questi successi? “Una compatta organizzazione dell’offerta formativa, docenti mediamente giovani, e quindi più vicini anche mentalmente alle esigenze degli studenti, ed una dimensione più umana, considerati i piccoli numeri degli iscritti. Altri punti di forza sono una sede ben organizzata ed una vasta offerta mirata all’internazionalizzazione”.
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