Alle urne il personale del Federico II

Si svolgeranno tra il 19 e il 22 novembre le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) per la Federico II. Sono chiamati a scegliere i loro rappresentanti sindacali circa 4500 lavoratori: sette liste per 45 consiglieri Rsu.
“Durante le contrattazioni di Ateneo il 50% della rappresentanza è costituita dalle sigle sindacali presenti al contratto e per il restante 50% dalle RSU, che quindi svolgono un ruolo determinante”, spiega Carlo Melissa, rappresentante sindacale della CISL.  “Tutte le tornate elettorali per la votazione degli Rsu sono cruciali- aggiunge Massimo Di Natale, rappresentante sindacale CGIL-  Il ruolo delle rappresentanze unitarie è importante per la loro indipendenza”.
E proprio per la rilevanza dell’appuntamento elettorale, non sono mancate le polemiche sugli orari di apertura dei seggi. Se nelle ultime tre consultazioni il personale della Federico II ha potuto votare tra le 7.00 e le 20.00, quest’anno le sigle sindacali autonome hanno chiesto di unificare il voto nella fascia oraria compresa tra le 8.00 e le 17.30 provocando una forte reazione tra i sindacalisti CGIL CISL e UIL che hanno gridato allo scandalo. “In questo modo si toglie il diritto di voto a tutti quei lavoratori che effettuano i turni – denuncia Melissa- Per il personale turnista tra gli oltre 2300 lavoratori del Policlinico sarà quasi impossibile votare con questi orari di apertura dei seggi: chi ha lavorato di notte smonta alle 7.00 e nel giorno successivo è di riposo, chi fa il pomeriggio non si allontana dal reparto nelle prime ore, quelle più cariche di lavoro”. Questi sono solo alcuni esempi che porta a sostegno del disaccordo con le posizioni degli autonomi. Le tre sigle confederali hanno, intanto, presentato un ricorso perché venga ripristinato il vecchio orario. “Abbiamo presentato un ricorso al Comitato dei Garanti a livello provinciale- conferma Di Natale- Le votazioni per gli Rsu sono un momento di garanzia per le rappresentanze e quindi bisogna favorire la partecipazione di tutti i lavoratori al di là dell’orientamento di voto”.
La campagna elettorale è caratterizzata, dunque, dai toni accesi fin dai primi giorni.
“Come Cisl università, uscente da tre anni di lavoro sindacale, – aggiunge Melissa- e tenendo conto che nelle ultime due tornate abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, speriamo di raggiungere buoni risultati pure questa volta, anche perché all’interno della nostra lista vengono rappresentate tutte le categorie lavorative”. “Negli ultimi sei anni siamo riusciti ad ottenere degli ottimi risultati. La nostra sigla- dichiara Melissa-  è stata tra i principali artefici delle importanti conquiste ottenute per il personale tecnico amministrativo”. Aumenti salariali fino a 140 euro, il riconoscimento di alcune indennità, aumento dei ticket restaurant da 5.16 euro a 7 euro: alcuni degli obiettivi raggiunti in questi anni. “Il nostro motto è ‘365 giorni al tuo fianco’- aggiunge Melissa- perchè i nostri rappresentanti sono sempre presenti e vicini ai bisogni dei lavoratori”. Nei programmi: “l’aumento dei ticket fino ai 10 euro, perché sappiamo tutti che ormai 7 euro sono diventati insufficienti per qualunque pasto”.
“Noi lavoriamo- spiega Di Natale- perchè si raggiunga un maggiore equilibrio rispetto al passato, in modo che, scongiurando la presenza di  maggioranze assolute, vengano rappresentate tutte le forze d’Ateneo. La forte presenza della Cisl negli ultimi anni ha di fatto condizionato il lavoro delle Rsu nel momento in cui finiva per riassumere tutte le rappresentanze”. Formazione e riconoscimento professionale e salariale: sono questi i punti principali del programma della Cgil, che presenta una lista con il 30% di presenza femminile. “Se si verificano quelle condizioni di equilibrio che noi ci auspichiamo- sottolinea Di Natale- si può puntare ad inaugurare una nuova strategia di intervento, proprio in un momento delicato per l’Ateneo: non sfugge a nessuno, infatti, il dibattito sulla centralità del sistema universitario per la crescita nazionale e non si può non tener conto, in quest’ottica, del contributo del personale tecnico e amministrativo”. Il punto, dunque, è valorizzare  il lavoro dei dipendenti dell’università non strettamente legati alla didattica e alla ricerca, attraverso politiche di formazione e di riconoscimento professionale. “Le trasformazioni che hanno investito il mondo del lavoro sono profonde- commenta Di Natale- e tutti hanno dovuto adattare i loro processi di lavoro autonomamente, senza nessun sistema che formasse il personale”.
Il riconoscimento del ruolo svolto dal personale T.A. all’interno del sistema università è anche il perno della campagna elettorale della Uil. “Le ultime vicende hanno dimostrato che da parte del sindacato c’è una carenza di comunicazione con la base: bisogna ricreare un rapporto diretto con i lavoratori basato su codici comunicativi attuali”, spiega Angelo Graniero. Ma questa forte attenzione per l’innovazione e la chiarezza nella comunicazione nasce dall’esigenza di veicolare messaggi forti: “il ruolo del personale tecnico e amministrativo non deve essere residuale rispetto alle altre componenti. Per questo è importante il riconoscimento del nostro ruolo  ed una maggiore presenza all’interno della politica di Ateneo. Ad esempio, riteniamo indispensabile aumentare la nostra influenza per l’elezione del Rettore”. E allora il segno di una forte esigenza di rinnovamento si ritrova anche nella composizione della  lista dei candidati presentata dalla Uil, composta per la maggior parte di giovani alla prima candidatura e da donne: “c’è una forte esigenza di innovazione e il sindacato deve rispondere a queste istanze provenienti dai lavoratori in maniera concreta- dichiara Graniero- Ci sono alcuni vecchi colleghi che rappresentano la continuità, ma la maggioranza delle candidature è coperta dai giovani  di cui molte donne”.
Valentina Orellana
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