Appassionati di arte gli allievi di Cuma

C’è un filo comune che lega gli allievi del Master in Cultural Management (Cuma) ed è una profonda passione per l’arte. I ventitré ragazzi che hanno partecipato alla prima edizione di Cuma – unico master nel Mezzogiorno d’Italia per la formazione di figure professionali esperte nella gestione di progetti ed eventi nel settore dello spettacolo, organizzato da Stoà in collaborazione con Federculture – parlano di un’esperienza esaltante. Durante i sette mesi di corso (da gennaio a settembre 2005), gli allievi si sono “sporcati” le mani lavorando su progetti reali, hanno allestito uno spettacolo, hanno svolto stage di circa tre mesi all’interno di strutture qualificate. Per quattro di loro si paventa perfino la possibilità di trasformare il tirocinio in un vero e proprio contratto di lavoro.
“Ho scelto di frequentare il Cuma perché amo il teatro in tutte le sue sfaccettature – dichiara Marco Apolloni, laureato in Economia alla Federico II -. Sono stato attore, registra e organizzatore di eventi teatrali e non è un caso che abbia redatto una tesi proprio sul marketing teatrale. Il master, quindi, mi ha offerto la possibilità di specializzarmi nel settore della gestione teatrale”. Una laurea in Scienze Politiche a L’Orientale, un diploma in pianoforte al Conservatorio, un dottorato in Storia dell’Europa con una ricerca sull’organizzazione dei teatri napoletani nel Settecento: per Giusi Langella la decisione di iscriversi al Cuma è stata più che coerente con la sua formazione e le sue inclinazioni, tant’è che dei quattro percorsi del master “ho puntato su quello amministrativo (gestione e organizzazione, comunicazione, fund raising sono gli altri, ndr) e ho proseguito nella stessa direzione con uno stage nell’ufficio amministrativo del Mercadante”.
Il master si è snodato attraverso lezioni frontali in aula, inizialmente su materie di tipo economico, per poi passare ad argomenti più strettamente correlati al mondo della cultura, sino ad arrivare alla realizzazione di progetti artistici veri e propri, culminati nell’allestimento di uno spettacolo teatrale, “una nostra libera interpretazione de I giganti della montagna di Pirandello, andato in scena a Villa delle Ginestre con quasi quattrocento paganti”, riferisce Paolo Branco, laureato in Economia Aziendale alla Federico II, che si è occupato della biglietteria e della ricerca di sponsorizzazioni. Paolo, infatti, è proprietario di una biglietteria per eventi teatrali, concerti e manifestazioni sportive. “Il master mi ha dato la possibilità di specializzarmi nel fund raising e di prendere contatti utili per il mio lavoro, derivati anche dallo stage che ho svolto al Festival Pucciniano di Torre del Lago”.
Tra gli aspetti positivi del master, il gruppo che si è formato. “L’aula era viva, attenta e molto interessata”, racconta Marco. Al punto che “qualcuno di noi – fa sapere Giusi – sta anche pensando di strutturarsi per dare vita a un progetto futuro”. Per Marco, inoltre, “gli scambi culturali con i docenti sono andati al di là dell’aula, una vera ricchezza per noi allievi”. Un pizzico di disorganizzazione, l’unico aspetto negativo di Cuma, “inevitabile – ammettono i ragazzi – perché alla sua prima edizione”. “Qualche lezione era poco attinente al tema del master”, chiosa Marco; secondo Paolo, “bisognava prestare maggiore ascolto a quegli allievi che chiedevano l’approfondimento di alcuni argomenti, la contabilità per esempio”. 
Insomma, un giudizio sostanzialmente positivo quello formulato dagli allievi. “Sicuramente un’ottima esperienza – sostiene Marco -. Per quanto mi riguarda, resta un po’ di delusione per gli stage. E per ripagarmi della poco esaltante avventura al Festival Pucciniano, gli organizzatori di Cuma mi hanno concesso la possibilità di svolgere un altro periodo di tirocinio, questa volta presso l’assessorato alla cultura di Ercolano, dove le cose sembrano andare per il meglio”.
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