Appelli, il Movimento raccoglie 1.300 firme

Il ‘Movimento di Giurisprudenza’ si mobilita sul fronte esami. La spinosa questione degli appelli della sessione estiva ha coinvolto il Collettivo che, fin da subito, è sceso in campo con proprie iniziative. Archiviata la possibilità di collaborare con i rappresentanti degli studenti, a causa di un’incompatibilità sul modo di esternare il proprio dissenso, il Movimento segue una linea meno soft. Ha organizzato una petizione che ha raccolto più di 1300 firme tra gli studenti. “Il Movimento ha consegnato in Presidenza e alla Commissione Didattica alcune richieste ben precise. Chiediamo che le sedute d’esame siano fissate avendo riguardo alla data di chiusura dei corsi, non prima di 15 giorni dall’ultima lezione”. Inoltre, si chiede che “tra gli appelli della stessa sessione vi sia un lasso di tempo non inferiore a 31 giorni, per dare modo a tutti gli studenti di preparare più esami contemporaneamente”. Proposte comuni, che esprimono la ‘vox populi’ del mondo universitario. Il movimento chiarisce che la prima difficoltà da gestire concerne le date d’esame del mese di luglio, troppo ravvicinate. “Per questo – spiegano gli studenti del Collettivo nel documento – chiediamo a tutti i professori di dilazionare l’appello principale, facendo slittare le date ulteriori dopo il 15 del mese. In questo modo si ha la possibilità concreta di studiare e approfondire un argomento senza il timore di non avere il tempo necessario. Il mese di luglio è quello dove si vede concretizzato il lavoro fatto, se viene tolta agli studenti questa prerogativa, viene leso un grave diritto”. 
“Nei mesi passati, il Preside Lucio De Giovanni ha invitato i docenti della nostra Facoltà ad evitare di concentrare le sedute d’esame nella prima decade del mese, rimettendo la questione alla discrezionalità dei singoli professori. Tuttavia risulta ormai inammissibile affidarsi esclusivamente a provvedimenti tampone basati sulla possibilità di ottenere un ‘favore’ dai docenti. Per questo poniamo come obbligo una regolamentazione permanente che eviti il perpetuarsi ciclico di  tale situazione”. In attesa di una risposta che faccia chiarezza e non mera demagogia, gli studenti restano vigili e monitorano ogni passaggio. “Sembra che il programma di riforma della didattica, che vede gli appelli seguire i corsi senza soluzione di continuità, si sposi perfettamente con la ‘sfaticataggine’ di molti docenti, interessati a prendere le ferie quanto prima… Non vogliamo fare polemiche sterili – conclude Ciro, studente del  Movimento – ma non possiamo più aspettare che si ripresenti la stessa situazione nel prossimo anno accademico. Aspettiamo una risoluzione chiara che prenda in seria considerazione tutte le esigenze manifestate dagli studenti”. 
Il prof. Giovanni Leone si è impegnato a farsi promotore presso il Consiglio di Facoltà delle richieste dei firmatari la petizione. La seduta si tiene il 9 giugno, mentre andiamo in stampa. Si parlerà anche della questione appelli.
(Su.Lu.)
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