Architetti, urbanisti, designer. Leggere i giornali e vivere la città

Sono due le Università campane che propongono Corsi di Laurea in Architettura (tutti a numero programmato): la Federico II e la Seconda Università.
La Facoltà federiciana, dislocata nel centro di Napoli, ha tra le sue peculiarità i Corsi Triennali in Urbanistica e Scienze dell’Architettura. Caratteristica, invece, della Facoltà che ha sede ad Aversa è l’inclinazione al Design con Corsi Triennali in Design per la Moda e Design e Comunicazione. Comune, invece, all’offerta formativa delle Facoltà è il Corso Quinquennale in Architettura UE a numero chiuso. I test d’ingresso, come in tutta Italia, si terranno il giorno 7 settembre.
 
Offerta formativa invariata rispetto allo scorso anno per la Facoltà di Architettura della Federico II. “Al Corso di Laurea quinquennale possono accedere 200 studenti. E’ un percorso che consente la professionalizzazione solo dopo il conseguimento della laurea”, illustra la prof.ssa Daniela Lepore, delegato all’orientamento nonché Presidente del Corso di Laurea in Urbanistica. Due i Corsi di Laurea Triennale: “Scienze dell’Architettura con 150 posti disponibili e Urbanistica che prevede 50 ammessi. Il primo consente un maggior margine di libertà nella scelta della Magistrale, che si può frequentare anche in un altro Ateneo, ma rimane un percorso che ha bisogno di essere completato; il secondo, invece, è più professionalizzante. Il laureato può lavorare in un ufficio tecnico comunale o in uno studio professionale in qualità di collaboratore con specifiche competenze di pianificazione”, spiega Lepore. 
Tra le iniziative a favore della matricole sono appena partiti “corsi di preparazione ai test d’ingresso tenuti dai docenti della Facoltà”. 
Alle matricole il consiglio di “leggere i giornali e vivere la città” perché quello dell’architetto, “in tutte le sue varianti, è un mestiere che ha molta attinenza con la realtà”.
 
Il Preside Claudi
“Da noi una persona fortemente motivata”
“Chi si iscrive ad Architettura è una persona fortemente motivata sia in termini sociali che di volontà di contribuire alla definizione di scenari futuri dell’ambiente e del costruito”. Il Preside della Facoltà di Architettura della Federico II Claudio Claudi delinea così la figura della futura matricola. Tante sarebbero oggi le possibilità occupazionali per i laureati: “In Campania ci sono centinaia di comuni che avrebbero l’obbligo di dotarsi di piani urbanistici. Ciò costituirebbe un volano professionale molto forte per coloro che si sono formati presso la Facoltà di Architettura”, afferma il Preside. “La sicurezza strutturale, la riqualificazione ambientale e l’architettura sostenibile” sono oggi i fattori che fanno pensare alla necessità di professionisti nel campo dell’architettura e dell’urbanistica.
Claudi conclude accennando all’attuale condizione in cui versa l’Università e rassicura: “Nonostante il problema dei ricercatori garantiremo anche per il prossimo anno accademico la qualità dell’offerta formativa”.
 
La parola agli studenti della Federico II
“L’architetto non è colui che 
combina tende e divani!”
“Passione” è l’elemento fondamentale per un buon percorso formativo. E’ quanto sostengono gli studenti. “Questa Facoltà ti dà la forma mentis adatta a realizzare opere di progettazione”, dice Nicola Napoli, iscritto al secondo anno della Magistrale in Progettazione Architettonica. “Abbiamo un laboratorio a semestre, costituito da lezioni frontali e applicazione pratica”, aggiunge la sua collega Liliana Starace secondo la quale “il vero lavoro si svolge in aula”. E altrimenti non potrebbe essere, dato che, come dice Martina Suppa, “la frequenza ai corsi è obbligatoria. Abbiamo lezione dal lunedì al venerdì per tutta la giornata”. Impegno full-time in Facoltà anche per gli iscritti ad altri Corsi, “ma è una cosa positiva” perché “se si seguono tutti i corsi nessuna materia risulta realmente difficile”, afferma Simona, al terzo anno della Triennale in Urbanistica che, però, lamenta una “cattiva organizzazione” della didattica in quanto “manca un giusto bilanciamento tra le ore di studio e il contenuto degli esami”. D’altro canto, però, c’è “una buona mediazione tra teoria e pratica. Già dal primo anno abbiamo laboratori, per cui iniziamo direttamente con l’applicazione”. Un metodo che dà agli studenti una certa consapevolezza perché “alla fine dei tre anni si comprende cosa si fa”, continua Simona. Anna, laureanda in Architettura, consiglia “un Corso di Laurea 3+2 perché il carico di studio è ben proporzionato alle ore di lezione”. 
Tra le materie studiate quelle che all’unanimità ottengono maggior consenso sono le progettuali. Per Simona interessanti sono state anche “Restauro, Tecnica e Tecnologie”. Note dolenti, invece, per le materie più strettamente scientifiche come Matematica, Statica e Fisica Tecnica: “Una cosa che manca a queste materie è che non hanno un approccio immediato con la  realtà, rimangono astratte. Nonostante siano propedeutiche ai laboratori, non hanno con loro alcuna attinenza”, dice Nicola. Altrettanto difficili sono Teoria delle Strutture e Scienze delle Costruzioni.
Assenti workshop e seminari gratuiti: “Le iniziative extra didattiche sono tutte a pagamento. L’unico workshop gratuito a cui ho partecipato (uno dei migliori) risale all’anno accademico 2005/2006. Insieme al noto architetto ragusano Maria Grasso Cannizzo realizzammo un progetto di ristrutturazione di un edificio ubicato in Sicilia”, commenta Martina.
Chi pensa che Architettura sia una Facoltà creativa si sbaglia. “Non c’è niente di artistico qui”, tiene a sottolineare Liliana che vuole sdoganare una credenza diffusa: “L’architetto non è colui che combina tende e divani!”. “L’elemento importante di questa disciplina”, conclude, “è la funzione, non il senso estetico”.
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