Attività formative, si cambia

Novità a Scienze Politiche, per quanto concerne le attività formative. Sono quelle che lo studente può scegliere di frequentare, nell’ambito di ciascun insegnamento, sostenendo una prova che accerti poi la semplice idoneità, ma non dia origine a voto alcuno. In sostanza, non fanno media. I crediti complessivi relativi a queste attività formative, fino allo scorso anno, potevano essere conseguiti, nell’ambito del corso di studio, sia sostenendo moduli da tre crediti, sia affrontando moduli da sei crediti. Allo studente era offerta l’opportunità di decidere tra attività formative con programma più sostanzioso, affrontando però un minor numero di prove, oppure spezzettare gli impegni tra attività formative meno “pesanti”, con l’inconveniente, però, di essere esaminato più volte. “A partire  dall’anno accademico 2008/09”, informa la presidenza “la rosa degli insegnamenti indicati nei panieri di tutti i Corsi di Laurea, da scegliere nell’ambito delle attività formative ed altre attività è stata notevolmente ampliata al fine di offrire agli studenti una più valida preparazione multidisciplinare. Tenuto conto che gli insegnamenti prevedono moduli da 3 cfu, i crediti fruibili possono essere attinti da ogni insegnamento purché non superino per ciascuno di essi i 3 cfu”. In sostanza, sono abolite le attività formative da sei crediti.  “La Facoltà”, prosegue la nota della presidenza, “considerata l’opportunità da parte degli studenti di usufruire di una maggiore scelta di insegnamenti secondo moduli dispone che la disciplina si applichi a partire dall’A.A.2008/09 per tutti gli studenti iscritti”.
La novità ha suscitato vari commenti, tra le ragazze ed i ragazzi di  Scienze politiche. Non tutti positivi, in verità. C’è chi contesta la necessità di affrontare più prove. Angela Finestra, recentemente eletta in Consiglio di Facoltà, rassicura i suoi colleghi: “vero, si tratta di sedersi una volta in più davanti al docente. Infatti, invece di sostenere un modulo da 6 crediti ed uno da 3, bisognerà affrontarne 3 da 3. Tutto sommato non mi pare un dramma”. Marcello Framondi, un altro dei rappresentanti degli studenti, ritiene che la novità sia positiva: “è un modo per ampliare la scelta tra le possibili attività formative”.
Il caso, sottolinea però Dario, che interviene sul sito dell’associazione Politologi, è emblematico di quanto sia complicato a Scienze politiche, per lo studente, ottenere informazioni e delucidazioni. Riflette e si interroga: “mettendo da parte questa singola questione, il discorso che faccio da sempre è sempre lo stesso. Possibile mai che in questa Facoltà, per ottenere notizie certe, bisogna affidarsi sempre al rappresentante di turno, alla voce di corridoio, o alla mail mandata al docente ? C’è un sito istituzionale , perché non sfruttarlo adeguatamente?” 
Tra l’altro, non pochi iscritti lamentano di non essere stati informati per tempo che ci sarebbe stata una deroga alla nuova normativa, per gli esami di gennaio e di febbraio. Tra questi, Alessandra: “C’è gente ( la sottoscritta per esempio) che a gennaio ha sostenuto una prova da 3 crediti, portando un programma da 6, perché non era informata della deroga. Mettere un avviso in bacheca no?!? A me sarebbe bastato leggerlo il 13 gennaio mattina per trovarmi ora 6 crediti e non 3”.
Fabrizio Geremicca
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