Biotecnologie per la salute, la spedizione dei mille…e trecento

Cosa significa andare a mille? Lo sa il Corso di Laurea in Biotecnologie per la salute che, per l’anno accademico 2015/2016, ha visto il numero delle adesioni al test di ammissione superare di quasi quattro volte il tetto massimo di iscrizioni, fissato a 375 matricole. Un dato che, come commenta il professor Giovanni Paolella, coordinatore del Corso di Laurea, “testimonia, in linea con gli scorsi anni, che c’è forte interesse per la disciplina”. Il tempo di completare la procedura di selezione e poi la palla passerà alla didattica. le porte della struttura di via De Amicis si
apriranno “durante la settimana che ha inizio il 5 ottobre. L’idea è di dare il tempo a chi ha superato il test di potersi immatricolare. Gli altri, invece, dovranno attendere lo scorrimento. In ogni caso, possono anche cominciare a seguire le lezioni, per poi perfezionare l’iscrizione nel giro di una ventina di giorni”. In attesa di stilare il calendario
definitivo, è già noto che l’impegno accademico si tradurrà in “lezioni articolate in tre giornate, alle quali se ne aggiungerà una quarta per lo studio dell’inglese”. Tre le discipline che attendono le nuove leve. Si tratta di Chimica Generale, da 9 crediti, Matematica ed elementi di statistica, da 6, e, infine, Fisica applicata e principi di informatica da 11. Proprio quest’ultimo è il primo esame suddiviso in due moduli che gli studenti si ritroveranno lungo la propria strada: “l’Informatica è stata associata alla Fisica perché può aiutare a risolvere determinate problematiche, ma
ovviamente può tornare utile pure per altre discipline. Durante i tre anni ci sono diversi esami integrati, necessari quando materie, importanti singolarmente, si interfacciano tra loro”. Probabilmente qualche studente avrà già familiarità con alcuni dei concetti che verranno espressi in aula. Tuttavia, riprenderli all’università, secondo il prof. Paolella, significa, “da un punto di vista degli obiettivi formativi, mettere in evidenza che le Biotecnologie per la salute sono discipline scientifiche che hanno necessità di basi solide”. Inoltre, rispetto a quanto appreso tra i banchi di scuola, il piano di studi consente di “riorganizzare i contenuti secondo una logica più rispondente alle esigenze del Corso e di mettere in pari tra loro studenti che hanno avuto preparazioni scolastiche differenti”. La
didattica, però, non è pensata solo sui libri: “da quando abbiamo ricevuto la nuova struttura, sono state messe a nostra disposizione diverse attrezzature per svolgere attività di laboratorio. Stiamo cercando progressivamente di introdurre piccole variazioni per favorire attività pratiche e contenuti sperimentali, aumentando, ad esempio, le parti di informatica e le iniziative a supporto delle discipline cliniche”. Il consiglio per affrontare al meglio il tutto è di “impegnarsi fin dal primo giorno ed essere presenti in aula, soprattutto perché i docenti hanno un rapporto diretto con gli studenti. Inoltre, ci si può rivolgere al responsabile di semestre che affronta le problematiche caratteristiche di ogni singola parte dell’anno”. Proprio in quest’ottica si attende di conoscere il successore del prof. Carlo Altucci nelle vesti di coordinatore del primo semestre del primo anno. Dovrebbe arrivare entro la fine del mese la scelta del docente di riferimento di un semestre che darà il benvenuto a 375 studenti e dirà addio, o arrivederci, ad altri mille.
Ciro Baldini
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