Chi è e cosa fa il consulente di management: lo si è raccontato nella nuova edizione di ‘Prime leve’

Una giornata dedicata al futuro professionale degli studenti attraverso la costruzione concreta di un ponte tra università e lavoro: è il bilancio della seconda edizione di “Prime Leve”, il corso intensivo promosso da APCO (Associazione Professionale Consulenti di Management), che lo scorso 4 maggio ha riunito studenti e neolaureati federiciani presso il Dipartimento di Studi Umanistici.

Al centro dell’iniziativa, la figura del consulente di management, professionista sempre più strategico nei processi di trasformazione delle organizzazioni e nella gestione della complessità aziendale. “Un ruolo che non si limita alla dimensione tecnica, ma che interviene sui processi decisionali, sulle dinamiche interne e sul miglioramento delle performance complessive delle imprese”, come spiega la prof.ssa Vincenza Capone, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e coordinatrice della Commissione Placement del Dipartimento, che ha guidato l’organizzazione dell’evento.

“L’iniziativa ‘Prime Leve’ rappresenta un’esperienza di straordinario valore formativo, capace di contribuire a colmare, in modo concreto, la distanza che spesso separa il percorso universitario dall’ingresso nel mondo delle professioni – prosegue – È un progetto che intercetta un bisogno reale degli studenti, quello di capire non solo cosa si studia, ma come ciò si traduce nella realtà professionale”.

La giornata a testimonianza di un dialogo ormai strutturato tra università e associazioni professionali. Un impegno, quello sul placement, che trova una sua cornice stabile proprio nella Commissione guidata dalla docente: “Fortemente voluta dal Direttore del Dipartimento prof. Mazzucchi: prima esisteva solo una Commissione Orientamento, mancava un presidio stabile sul rapporto con le aziende. Adesso abbiamo colmato questa assenza”.

La struttura dell’evento ha alternato momenti teorici e testimonianze dirette. Nella prima parte, è stata presentata la figura del consulente di management, con un focus sulle competenze richieste e sugli ambiti di intervento. Successivamente, spazio ai professionisti del settore, che hanno raccontato percorsi e casi concreti, offrendo agli studenti una visione diretta delle dinamiche lavorative.

Ciò che è emerso nel corso della giornata è che, per intraprendere tale carriera, non esiste un percorso unico: “non è necessario avere una specifica laurea per svolgere questo mestiere, ma contano competenze adeguate e una formazione solida”. Un messaggio che ha spostato l’attenzione, più che sulle sole conoscenze tecniche, sul peso delle competenze trasversali. “Il focus non è solo sulle competenze verticali, ma soprattutto su comunicazione, attenzione all’altro, gestione delle persone – evidenzia la docente – La competenza trasversale non è qualcosa che si improvvisa.

Non è ‘so comunicare o non so comunicare’: si può imparare, si può costruire. Ed è esattamente su ciò che vogliamo lavorare”. In questo quadro, ‘Prime Leve’ si distingue anche nel panorama nazionale, dove iniziative simili sono spesso legate ad ambiti economici o ingegneristici. Alla Federico II, invece, il progetto nasce all’interno degli studi umanistici e ne valorizza il contributo. “APCO si è resa conto che molte competenze fondamentali nella consulenza non derivano solo da percorsi tecnico-economici; gli studi umanistici hanno un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze trasversali”, sottolinea Capone, che rivendica il significato culturale dell’iniziativa: “Sono molto fiera che questo progetto parta da un Dipartimento come il nostro. È un segnale importante: le competenze umanistiche non sono marginali, ma centrali per leggere e migliorare le organizzazioni”.

Non solo orientamento, dunque, ma anche accompagnamento in una fase delicata come quella del passaggio al lavoro. “Ho potuto osservare come questo progetto intercetti un bisogno profondo degli studenti: comprendere non solo ‘che cosa’ sapranno fare, ma soprattutto ‘chi’ potranno diventare come professionisti – prosegue la docente – La transizione dall’università al lavoro è un processo complesso, che implica la ridefinizione di aspettative, ruoli e rappresentazioni di sé”.

La risposta degli studenti è stata significativa: posti esauriti e richieste superiori alla disponibilità. Per chi ha superato la valutazione finale, APCO ha previsto inoltre anche l’ingresso per un anno nella propria rete, con ulteriori opportunità di formazione e networking.

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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 23

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