Boncinelli e Galimberti a confronto sul Tempo

Tema accattivante, relatori eminenti, sede suggestiva, concerto finale: questi gli ingredienti che hanno premiato la conferenza dello scorso 22 aprile con un gran successo di pubblico. Ad affollare l’antica chiesa seicentesca della Croce di Lucca di piazza Miraglia, una platea eterogenea composta da studenti (a quelli di Medicina la partecipazione ha fruttato 0,5 crediti se del nuovo ordinamento, 5 se del vecchio) anche e docenti sia universitari che delle scuole superiori giunti copiosi per ascoltare un particolare dialogo sul tempo tra il genetista e biologo Edoardo Boncinelli e il filosofo-psicologo Umberto Galimberti. Chiamato a moderare l’incontro, Marco De Marco, direttore del Corriere del Mezzogiorno.
“La conoscenza del Tempo e il Tempo della Conoscenza. Conversazioni con testimoni del nostro tempo” è la prima delle sei tappe di un viaggio che vuole declinare il paradigma del tempo alla luce di varie discipline. “L’ambizione – spiega Vincenzo Sica, ordinario di Patologia clinica alla Facoltà di Medicina della Seconda Università e promotore dell’iniziativa – è costituire un punto di partenza e di approdo, da Napoli a Napoli, per un ciclo di conversazioni tematiche con ‘testimoni’ di diversi ambiti specialistici, tutti di rilievo nazionale e internazionale”. Aggiunge l’altro ideatore, Massimo Capaccioli, docente della Federico II e direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte: “a chi dice che Napoli avverte l’urgenza di ben altri interventi per fronteggiare le sue emergenze, rispondo che la principale tra le emergenze della città è la caduta delle occasioni di incontro tra i cittadini”.
Organizzatori della manifestazione, la Sun e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, col patrocinio della Provincia di Napoli e con il sostegno del Comitato per le Attività Culturali autogestite dagli studenti della Sun (ammirevole: hanno destinato una parte dei fondi per le iniziative degli studenti) e della sua Facoltà di Medicina. “3Abbiamo aderito a questo evento – afferma Gaetano Coppola, rappresentante degli studenti della Sun in Senato Accademico – per ampliare le opportunità formative degli studenti anche fuori le mura universitarie”. 
Affascinato dall’argomento, il Presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma spiega i motivi per cui l’Ente ha deciso di appoggiare la manifestazione: “le conversazioni sul tempo sono in linea con il lavoro di ricostruzione culturale che la Provincia sta mettendo in campo, cercando di ritrovare quel filo che dovrebbe tenere insieme la storia e la tradizione dei nostri novantadue comuni”. Un ammonimento, invece, parte da Francesco Rossi, Preside della Facoltà di Medicina della Sun: “la chiesa di Croce di Lucca è stata riconsegnata alla città da un po’ di tempo ed è subito diventata sede di diverse manifestazioni e attività seminariali. Tuttavia, la sua gestione ha un costo e i fondi non bastano mai”. Di qui l’appello al Presidente Di Palma: “abbiamo bisogno che anche la Provincia ci aiuti a rendere questo spazio migliore”.
Sica: “è il tempo
della trasparenza”
Da aprile sino al prossimo novembre, dunque, si parlerà di tempo: nella politica, nella musica, nel cinema, nell’astronomia, ecc., con nomi di spicco quali quelli di Giuliano Amato, Roberto De Simone, Marco Bellocchio e tanti altri. “Perché proprio il tempo? Perché il tempo accompagna ogni esperienza della realtà – afferma il prof. Sica – Il tempo è un enigma pieno di trappole: è impossibile definirne la nozione. Insomma, il tempo si trova in una molteplicità di stanze chiuse: queste conferenze nascono dalla voglia di visitarne alcune, rendendo più trasparenti qualche loro parete”. 
In tal senso ci provano Boncinelli e Galimberti. L’eleganza dialettica dei due relatori rapisce la platea. Per uno scienziato come Boncinelli, “il tempo interno nasce dal confronto tra l’aspettativa e la conferma o la smentita di un fatto”. Galimberti, invece, ritiene che il tempo sia “un’immaginazione culturale, e l’immaginazione è il luogo del nostro abitare. La cultura occidentale deriva dalla tradizione greca e da quella giudaico-cristiana: per i greci il tempo è ciclico e scopico; per i giudaici esiste un tempo escatologico”. 
Da ogni punto della chiesa ci sono mani alzate pronte a far domande, a volte più simili ad esagerazioni logiche che a semplici quesiti. Qualcuno chiede del rapporto tra tempo e religione nella scienza e nella filosofia. “Nella scienza non si deve parlare di atei, ma di credenti e non credenti. L’importante è che quando lo scienziato esegue i protocolli scientifici, metta tra parentesi le sue convinzioni. Poi, nella vita privata può fare e dire quel che vuole”, l’opinione di Boncinelli. Secondo Galimberti, “la filosofia nasce atea, come atto di empietà. La filosofia, pertanto, è necessariamente senza Dio”.
Affascinati dal tema e dai relatori, gli studenti. “Sono un appassionato di Galimberti. Mi aspettavo qualche sua invettiva sulla scienza”, ammette Antonio Ricciardi, terzo anno di Lingue a L’Orientale. E sempre Galimberti è il motivo della presenza di Roberto Scognamiglio, secondo anno di Filosofia a L’Orientale: “la sua mente mi incuriosisce”. Oltre gli universitari, anche tanti liceali. Dice Mara Stefanì, terzo Liceo classico al Plinio Seniores di Torre Annunziata: “il tema del tempo è interessante, ne trarrò spunto per la mia tesina all’esame di maturità”. Maurizio Prota, primo Liceo classico all’Umberto, confessa: “sono qui per alzare la mia media in Filosofia”. Renato Campanelli è professore di Filosofia all’Istituto Bianchi. Ha portato con sé diversi studenti della sua scuola, iscritti sia al Classico che allo Scientifico: “ci piace partecipare ad iniziative interessanti come questa. Tornati in classe, se ne continua a discutere”. Vista l’affluenza, gli organizzatori forse dovranno ipotizzare spazi più capienti per i prossimi appuntamenti. 
Le conferenze proseguiranno il 14 maggio, ore 10, all’Istituto di Studi Filosofici con il tandem Carlo Smuraglia (il tempo nella memoria) e Massimo Capaccioli (il tempo nell’astronomia). A moderare l’incontro, Francesco Pinto, direttore della Rai di Napoli. Chiuderà l’evento, il concerto “Tanghi, di nostalgia ed esilio” su musiche di Gardel e Piazzolla.
Paola Mantovano
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