C’è malcontento

L’aria turbolenta che da diversi giorni preannunciava tempesta si è trasformata in una vera e propria pioggia gelata. Gli studenti che hanno visto cessare il corso da un giorno all’altro, per poi ritrovarsi in aula con un nuovo docente, nuovi compagni e un programma leggermente ‘lievitato’, non ci stanno. “Già da un po’ circolavano strane voci in giro – conferma Valeria Pastiello, studentessa – e lo stesso prof. De Sena a lezione ci aveva annunciato un possibile trasferimento. Solo che non ci aspettavamo che il tutto accadesse durante lo svolgimento del corso, proprio mentre si cominciava ad avere una maggiore confidenza con la disciplina”. “Siamo stati in Presidenza alcune settimane fa per avere ulteriori delucidazioni – spiega Giacomo Marone – Ci hanno risposto di non preoccuparci. La situazione poi è cambiata di colpo. Non abbiamo avuto il tempo di adattarci. Oggi ci ritroviamo a seguire in un’aula diversa e con un docente nuovo”. Il cambiamento c’è e si fa sentire. Almeno la metà degli studenti avrebbe preferito terminare il corso alla sua scadenza naturale. Spiega Giulia: “Il prof. Pagano, seppur gentile e premuroso, ha un approccio alla materia diverso. Inoltre, ci siamo dovuti allineare al nuovo corso. Siamo stati costretti a fare un balzo in avanti nel programma e a perdere alcune spiegazioni”. Il malumore è evidente soprattutto fra chi, seguendo le lezioni, aveva sperato in un occhio di riguardo durante la prova. “Ogni mattina mi occorrono ben 2 ore di viaggio per arrivare in Facoltà. Apprendere che il docente con il quale stavo lavorando è andato via a metà progetto mi ha gettato nello sconforto. Sento che in questo mese e mezzo ho sprecato il mio tempo”, commenta Valerio Nutti. “Si dovrebbe prevedere una norma che vieti di lasciare il corso – commenta sarcastico Guido – I calciatori, ad esempio, non lasciano la squadra a metà campionato. Se dobbiamo considerare il gruppo di studio in aula come una squadra affiatata, allora al nostro coach non dovrebbe essere concesso di lasciare il campo prima della fine”. Scherzi a parte, lo studente si dice “molto amareggiato” perché “seguiamo un programma diverso e un’impostazione generale differente. Anche se il manuale e gli argomenti sono immutati, la differenza si avverte soprattutto nell’esposizione della disciplina. Inoltre, chi ci assicura che resteranno le agevolazioni per noi corsisti?”. Disagi anche per l’affollamento dell’Aula Ottagono. “Siamo troppi – esclama Laura – Oltre il danno, pure la beffa. Non solo non abbiamo più il nostro docente, ma dobbiamo anche scalpitare per poterci sedere”. “L’accorpamento con un’altra cattedra è stata un’idea pessima- dichiara Mirko Oristano – Ci troviamo nella condizione di ospiti, dobbiamo adattarci ad un ambiente che si è già formato. Credo che lascerò le lezioni, la nuova situazione mi confonde. E come al solito ci rimettiamo noi studenti, in fin dei conti ho perso solo del tempo…”. Preoccupazione anche tra chi non segue. “In questi giorni il prof. De Sena ha tutelato i ragazzi frequentanti, elargendo consigli e informazioni. In questo frangente si è trascurata la maggioranza degli studenti – avverte Serena – Non ci sono state fornite rassicurazioni, sappiamo solo che probabilmente il professore terrà esami fino a marzo. Ma potrà essere realmente presente alle sedute? Non vorrei avere qualche spiacevole sorpresa proprio il giorno della prova”.
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