Career Day alla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, 81 le aziende presenti

“Un lungo viaggio di mille miglia si comincia con il muovere un piede”, sosteneva Lao Tse. Giovedì 9 maggio, hanno mosso il primo passo verso una carriera di successo gli studenti federiciani che hanno riempito le aule dell’Edifi cio 1 di via Claudio per il Career Day organizzato dalla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. 81 le aziende che si sono presentate e rese disponibili per un colloquio one to one con gli aspiranti giovani in carriera. All’ingresso, le aule T1 e T2 accolgono rispettivamente aziende e studenti. Nelle aule A, B, C, D, E, F, T4, T5, 14, 15 e 16, dalle ore 10.00 in poi, si consegnano curricula e si mettono in mostra la propria personalità e le capacità acquisite. “Le aziende cercano competenze tecnico-scientifi che, ma anche la conoscenza delle lingue e una buona attitudine verso le soft skills – spiega il prof. Fabio Villone mentre segue l’andamento dei lavori – È sempre sbagliato sottovalutarle perché sono la chiave per un ingresso vincente. Leadership, capacità di lavorare in team, capacità di stringere relazioni interpersonali non sono competenze tecniche che si acquisiscono con lo studio, ma fanno parte della cultura generale dello studente. Il mercato del lavoro è sempre più globale e le aziende vogliono candidati che portino novità in termini di tematiche e di approcci nella risoluzione dei problemi”. Intanto Mario Pezzella, Vincenzo Amato e Andrea Gentile (primo anno alla Magistrale di Matematica) consultano i dépliant alle pareti e valutano quali presentazioni seguire e se sostenere un colloquio. Le aziende che si occupano di analisi di dati come Advanced Systems e Databooz hanno attirato la loro attenzione. “La leggenda narra che i matematici siano molto ricercati e che la capacità di spaziare in diversi campi faccia di loro merce rara. Sono qui anche per verifi care se questo è vero e per capire cosa il mondo del lavoro si aspetta da un matematico. Seguirò qualche presentazione, ma non so se sosterrò colloqui – spiega Mario – Le mie competenze riguardano l’analisi numerica, la gestione di problemi di aritmetica fi nita e la formulazione di modelli di ricerca di una soluzione. La mia fi gura professionale è diversa da quella di chi si occupa solo di risolvere e non di individuare e formalizzare un problema”. Un po’ sottovalutate le soft skills: “Possono accompagnare, aiutare, ma non credo che siano discriminanti. Mi aspetto che siano necessarie, invece, la conoscenza di almeno una seconda lingua, competenze in campo informatico, attitudine a lavorare tanto in team e accettare, almeno all’inizio, una retribuzione non molto alta”. Sulla stessa lunghezza d’onda i suoi colleghi che partecipano all’evento senza grandi pretese, almeno per il momento. “Il matematico sa risolvere problemi e ha buone competenze comunicative. È su questo che bisogna puntare”, è l’opinione di Vincenzo. Aggiunge Andrea: “Spero che le aziende vogliano candidati capaci di trovare sempre nuovi metodi per risolvere nuovi problemi”. Michele Emanuele Fortunato (primo anno Magistrale di Scienze e Tecnologie della Chimica Industriale) ha caricato il suo curriculum in piattaforma: “Mi interessano Termoplast, Okolab e Iterchimica, ma sono qui per conoscere altre aziende. Vorrei riuscire a lavorare nelle linee di impianti chimici di controllo del processo. Il campo della chimica è molto vasto e, quando sei studente, non sempre hai le idee chiare su quello che potrai fare un domani. Io ho una buona padronanza del software di calcolo MatLab che in azienda è molto ricercato. Immagino che le aziende continueranno a formarci e spero che non si approfi ttino di noi”. Seguirà le stesse presentazioni il collega Emmanuel De Gregorio e, in più, Sideralba: “Mi interessa la gestione di un impianto dal punto di vista applicativo, cioè progettuale e di controllo, non amministrativo, e voglio capire se le mie competenze sono adatte a svolgere questo ruolo. Durante il lavoro di tesi triennale ho trascorso molte ore in laboratorio e ho imparato ad usare alcune apparecchiature. Conoscere determinate apparecchiature e software secondo me è fondamentale, altrimenti non si va avanti. Questi incarichi richiedono anche molte responsabilità”. Il discorso torna sulle abilità extra-curriculari e riprende la parola Michele: “Quando si parla di relazionarsi con il team sul lavoro, dobbiamo pensare che capacità relazionali le acquisiamo, comunque, all’università nei rapporti con professori e professionisti. Molte aziende, al colloquio, non chiedono tanto competenze tecniche, ma valutano il profi lo psicologico della persona. Il nostro profi lo professionale richiede di trattare elementi chimici e prodotti nocivi e questo non possono farlo tutti. Quest’anno, l’università ci ha fatto seguire anche un corso di formazione sulla sicurezza”. Ancora, dal primo anno della Magistrale in Matematica arrivano Genny D’Abundo, Restituta Piro e Rosa Barbato. Parla Genny a nome di tutte: “Siamo interessate a HRM informatica, Netcom, KPMG, Huawei, NNT data. Vogliamo capire di cosa si occupano e cosa cercano in modo da poter, eventualmente, indirizzare i nostri studi visto che siamo al primo anno. Sulla piattaforma abbiamo inviato candidature a tappeto anche a quelle aziende che, al momento, non cercano profi li corrispondenti al nostro perché in futuro magari potrebbero prenderci in considerazione”. Come si con\\fi gura nelle mente degli studenti il rapporto dare/avere tra studente e azienda? “Quali competenze possiamo offrire alle aziende? Molto, credo. Siamo brave nel problem solving e un po’ di informatica non ci manca, anche se ovviamente non siamo informatici. Al momento saremmo interessate a tirocini per la preparazione della tesi. Però ci aspettiamo anche che le aziende continuino a formarci”.
Servizio di Carol Simeoli
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