Carriera diplomatica, il concorso “è per secchioni”

La carriera diplomatica costituisce una forte attrattiva per molti giovani. Per intraprenderla occorre superare un concorso considerato particolarmente ostico. “E’ una selezione sicuramente difficile, ma non impossibile. L’importante è metterci tutta la vostra passione e un grande impegno”, rincuora il prof. Biagio De Giovanni chiamato ad inaugurare, il 15 novembre a Palazzo Marigliano, la trentesima edizione campana del Master in Studi Diplomatici, organizzato dalla Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (S.I.O.I.), al quale si possono iscrivere i laureati in Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche. De Giovanni, ordinario di Storia del pensiero politico contemporaneo ed ex Rettore de ‘L’Orientale’, alle spalle una lunga carriera politica, prima come Deputato Europeo e poi come Presidente della Commissione Affari Istituzionali del Parlamento Europeo, ha tenuto una lezione su “Che significa costruire una democrazia europea”. Partendo dai concetti di nazione come base della democrazia moderna e rapporto tra democrazia moderna e sovranità popolare, ha intavolato una disquisizione sulla necessità di un legame tra democrazia e Stato-nazione e sull’attuale problema di una legittimazione per la governance nazionale. De Giovanni è fiducioso nel grande processo di costruzione dell’Europa. Un processo non ancora concluso ed i cui protagonisti saranno anche coloro che stanno per iniziare o hanno appena concluso con successo il Master, superando il concorso a luglio. Ad esempio Valerio Giorgio e Dario Savarese. “Mi sono laureato due anni fa in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso la Facoltà di Scienze Politiche de ‘L’Orientale’ – racconta Dario, originario di Portici – e mi sono subito iscritto al Master. In seguito ho fatto uno stage presso il Ministero degli Affari Esteri, continuando a studiare per superare il concorso che consta di cinque prove scritte su materie di Economia, Diritto Internazionale, Storia, Inglese ed una seconda lingua”. Anche Valerio, laureato in Giurisprudenza alla Federico II, insiste sulla necessità di dedicare molte ore allo studio: “E’ un concorso per ‘secchioni’ – ironizza – e se qualcuno pensa di intraprendere questa professione perché si viaggia molto sbaglia. Da quando ho iniziato a studiare per l’esame mi muovo meno di prima”. Il consiglio a coloro che stanno per iniziare questo lungo cammino: “Oltre allo studio, leggete e informatevi attraverso giornali che si occupano di economia a livello internazionale. Fate uscire i vostri interessi dall’orto locale”. Entusiasti i nuovi allievi del corso che seguiranno le lezioni (suddivise in una ventina di ore circa a settimana) fino a giugno. “Molti dei miei colleghi hanno scelto di andare a Roma, nonostante la quota di iscrizione sia molto più alta – ha detto Paola Pascarelli, appena laureata in Scienze Internazionali a ‘L’Orientale’ – Spero che sia un vantaggio per noi, che qui siamo una decina in tutto e speriamo quindi di essere seguiti ancora meglio dai docenti”.
 Anna Maria Possidente
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