Concorso di poesie a Letteratura Inglese

Una festa per salutare un periodo intenso – ma anche stimolante – di lavoro. L’hanno organizzata, il 26 maggio, contribuendo ognuno con  cibo e bevande, docente e studenti di Letteratura Inglese (Laurea Specialistica in Lingue). Un bel momento di socialità – le occasioni di aggregazione nelle sedi universitarie sono rare (mancano tempo, spazio e, talvolta, volontà) – e un modo inusuale di calare il sipario su un corso che ha avuto il pregio di far vibrare le sensibilità, di emozionare. “La guerra e la sua rappresentazione nella poesia e nel romanzo della prima metà del Novecento”: il tema d’anno, con una particolare attenzione al movimento immaginista inglese. Un corso che, avvalendosi di registri espressivi diversi (poesia, cinema, letture collettive), è andato molto oltre l’uso esclusivo della lezione ex cathedra. Tant’è che ad un certo punto del cammino la prof.ssa Annamaria Lamarra, convinta “dell’indispensabilità che il testo restituisca un altro testo e che quindi sia lo studente a comporre”, ha proposto ai suoi corsisti – una novantina – di provare a scrivere una poesia con gli elementi appresi. Perché il modernismo, le avanguardie di primo ’900 – “che in Inghilterra mettono fine al periodo d’oro della Victorian Age” -, rinnovano il soggettivismo romantico, trasformano il modo di scrivere ricorrendo “alla psicologia, alla psicoanalisi”  ma anche, e soprattutto, “all’estetica del frammento, i corpi sminuzzati della I Guerra Mondiale”. L’invito a mettere nero su bianco è stato raccolto con entusiasmo. Al ‘concorso’ hanno partecipato una ventina di lavori; Rosaria Esposito, Sara Architravo, Tina Zampella: le vincitrici, con tre testi molto belli. “Una quarta poesia l’abbiamo letta in aula perché meritevole”, racconta la docente. 
Il recupero del senso della memoria collettiva – attraverso la proiezione di alcuni film (“Il giardino dei Finzi Contini”, “Mrs. Dallowey”) – ed una riflessione sull’identità di genere – lettura di pagine dell’autobiografia di Vera Brittain -: gli altri stimolanti obiettivi del corso. “La Brittain ha raccontato la storia attraverso la storia delle donne”, spiega la prof.ssa Lamarra. Il conflitto bellico che aprì il Secolo Breve trasformò profondamente oltre la vita degli uomini anche quella delle donne – per le quali la guerra “costituì un momento di emancipazione” -, eppure, sottolinea la prof.ssa Lamarra, la memoria le ha cancellate. Non è un caso che una delle più belle autografie di quelli anni, come quella della Brittain, sia stata  marginalizzata. Gli studenti sono quindi stati introdotti al dibattito sulla falsa neutralità del canone “ed hanno compreso perché gli scritti delle donne non vi sono entrati”. E il caso della letteratura di guerra è abbastanza lampante.
Dopo tanto impegno, anche per i corsisti di Letteratura Inglese arriva il momento dell’esame. Un saggio di quello che sarà lo hanno già avuto con la prova intercorso. “La svolgo tutti gli anni – dice la docente – Un test che prendo in considerazione solo se va bene. Diciamo che rappresenta una verifica per me più che per loro. Però ha un’utilità pratica ai fini dell’esame orale: affina le capacità di sintesi in quanto pongo alcune domande e chiedo di rispondere in un paio di paginette”.  Ed è un ottimo esercizio: “oggi non si insegna più a scrivere…”. (pa.)
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