Statistica promuove un focus group con i suoi laureati

Un momento di approfondimento per valutare, alla luce delle carriere degli studenti e dei riscontri occupazionali, le attività formative svolte. Lo ha promosso il Corso di Laurea in Statistica che, venerdì 26 marzo, ha organizzato un rinfresco serale, seguito da un focus group con laureati, dottorandi e dottorati, per discutere insieme dei percorsi post laurea e delle scelte degli studenti. Alcuni hanno deciso di trasferirsi in altre sedi per proseguire gli studi magistrali; altri, invece, dopo la laurea di primo livello hanno subito iniziato a lavorare.   
“E’ un’occasione importante per fare il punto della situazione con coloro che hanno completato il primo ciclo di formazione. I nostri numeri, molto contenuti, ci consentono di svolgere un approfondimento in questo senso”, spiega la prof.ssa Simona Balbi, Presidente del Corso di Laurea, prima di lasciare l’aula per dare il via ad una libera discussione dei ragazzi. 
“Ho deciso di proseguire con la Magistrale alla Facoltà di Scienze Statistiche di Milano per ragioni personali, ma soprattutto perché la decisione di attivare un Corso interfacoltà con Scienze Politiche mi sembrava limitante. Però la preparazione che ho ricevuto mi aiuta molto”, afferma Claudia Farias. Anche Assunta Nappi ha deciso di continuare altrove: “non mi è piaciuto il Corso condiviso e volevo fare nuove esperienze. Ma non mi sono trovata bene. La visione della materia a Roma è molto diversa da quella che ho ricevuto a Napoli. Siamo abituati a lavorare sui dati, lì invece è tutto molto teorico”. Giuseppe Sassano si è appena laureato ma lavora già da un anno a Padova come programmatore: “Ho iniziato con un corso di un mese, che è diventato prima uno stage e poi un’assunzione a tempo determinato”. L’informatica è uno dei temi centrali dell’incontro: è opinione condivisa che affrontarne di più, e soprattutto alcuni programmi molto richiesti benché costosi, sarebbe preferibile. Nella discussione emerge, però, che al Corso si utilizza un programma avanzato che comincia solo ora a farsi strada nei centri di ricerca da cui in genere parte l’innovazione. Altro fulcro del dibattito, la formazione economica che non è uguale in tutte le Facoltà. “Qui siamo abituati a lavorare con modelli e dati, invece ora affrontiamo le cose da un punto di vista prettamente aziendale, legato alle strategie”, dicono Diego Esposito e Nunzio Alpi (neo laureato), anche loro membri del gruppo dei ‘romani’. “Quando sono arrivato in azienda pensavano che sapessi molto di più di economia perché in fondo siamo laureati di questa Facoltà”, sottolinea Esposito. Uno dei nodi è legato proprio alla figura dello statistico, non chiara a tutti i settori lavorativi. Alcuni laureati si sono ritrovati a svolgere lavori diversi. “Io, invece, quando ho cercato lavoro, ho trovato proprio un’azienda in Campania che richiedeva statistici”, interviene Pasquale Dolce, l’unico del gruppo iscritto a Scienze Politiche, che si occupa di analisi di mercato. Frequentemente capita anche che gli statistici vengano assorbiti con mansioni più simili a quelle di un informatico. In generale, tutti coloro che si sono trasferiti altrove hanno avuto possibilità di sbocco, talvolta anche solo con il titolo triennale, assorbiti in alcuni casi da banche o società di revisioni, con mansioni relative al marketing, ragion per cui alcuni dei laureati triennali stanno seguendo o pensano di seguire un Master in questo settore. E’ il caso di Giuseppe Scamardella, che ha deciso di iscriversi al Master in Service Management della Facoltà. “È un canale preferenziale per entrare in contatto con molte aziende”, sostiene. Anche ad Ida Martiniello, 27 anni, originaria della provincia di Avellino, che si è fermata alla Triennale, piacerebbe seguire un Master. Oggi lavora presso un’agenzia pubblicitaria, rivestendo varie mansioni. Si occupa di gestione dei clienti, di coordinare i servizi di marketing, di grafica. “Ho conosciuto la società durante lo stage, è un lavoro che mi piace, però vorrei riprendere la Statistica”. Maddalena Saggiomo, 25 anni, napoletana, è occupata presso una società edile dove ricopre diversi ruoli. Anche lei ha interrotto gli studi dopo aver conseguito la laurea Triennale “perché è arrivato il nuovo ordinamento e non ho capito cosa avrei dovuto fare”. Maddalena ha scelto il percorso quando era a scuola: “Durante l’ultimo anno di scuola ci hanno portato in visita qui al Dipartimento. Mi sembrava una cosa nuova, ho scelto il curriculum finanziario ed ho sostenuto anche degli esami prettamente economici. Una preparazione che mi ha dato un’apertura mentale e mi ha permesso di affermarmi in questo settore. Non sogno una grande carriera, ma spero di realizzarmi e raggiungere un po’ di stabilità”. 
C’è chi ha scelto la strada della ricerca. Daniela Nappo, 27 anni, originaria dell’area vesuviana, ha da poco terminato il dottorato. “Il mio desiderio è nato alla Specialistica grazie al prof. Vincenzo Esposito Vinzi, ora in Francia, che mi ha fatto appassionare ai temi di ricerca. È stata una bellissima esperienza, rifarei tutto”. Tutto è cominciato il giorno in cui ha ritirato il diploma di maturità: “A scuola mi diedero le brochure di vari Corsi di Laurea, fra cui Statistica e Informatica. Non ne sapevo niente, ma è stato amore a prima vista”. In questi anni si è occupata di modelli per lo studio della soddisfazione dei clienti, sviluppando un nuovo algoritmo. È assegnista di ricerca e spera di restare all’università o di lavorare in un ente di ricerca. “In Italia siamo pochi ma spesso il lavoro ce lo rubano i laureati in materie economiche. I miei colleghi di corso sono inseriti, ma se ne sono andati via tutti”, racconta. E’ al secondo anno di dottorato Cristina Tortora, 25 anni, napoletana. Il suo campo di studio è la cluster analysis, lo studio di gruppi di individui o variabili omogenei fra loro. Afferma: “Mi piacerebbe la carriera universitaria, ma è una strada difficile. Ho iniziato a percorrerla durante la tesi specialistica, in Francia, lavorando con i professori Marino e Palombo che continuano a seguirmi”. Una carriera da studentessa senza inconvenienti, arricchita dal doppio titolo italiano e francese. “Ho trascorso sei mesi a Lione, un’esperienza importante”.
Simona Pasquale 
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