Consegna dei diplomi agli allievi del Master in Marketing e Service Management

Convegno internazionale per la consegna dei diplomi agli allievi del Master di primo livello in Marketing e Service Management coordinato dal prof. Luigi Cantone. Si è svolto giovedì 20 maggio a Monte Sant’Angelo. Giunto alla settima edizione, il Master conta ormai centocinquanta diplomati e un tasso di occupazione dell’83%. Vanta il sostegno di un’importante rete di banche, fondazioni e imprese, che permette di avere una quota di iscrizione bassa, 2500 euro, ed un buon numero di borse e premi di studio. Prevede circa 500 ore d’aula, per sviluppare forti competenze nel campo delle metodologie a supporto delle decisioni, mentre il resto del tempo è occupato dallo sviluppo dei project works e dallo stage finale di tre mesi. “Vorremmo realizzare un corso che sia un punto di riferimento, inserendo nel percorso anche concetti di Marketing esperenziale e relazionale ed accrescere il numero di docenti provenienti da altri atenei, anche stranieri”, aggiunge il prof. Cantone, parlando dei progetti futuri. “Per integrare le diverse prospettive dell’impresa ed essere più vicini al cliente in un momento di incertezze in cui il passato racconta poco, è indispensabile innovare i processi per garantirsi la sopravvivenza a lungo termine”, dice nella sua relazione la prof.ssa Antonella Carù, docente dell’Università Bocconi, che sottolinea quanto il concetto di innovazione debba essere inteso anche in termini di rinnovamento della domanda. Consumatori creativi, che danno vita a comunità legate dalla passione per una marca, in alternativa a quella per una squadra, un cantante o un’attività. “Si tratta di tribù fedeli alla marca, che vivono il senso di appartenenza e l’immaginario dell’esperienza legata al prodotto”, spiega il prof. Bernard Cova, docente della Scuola di Management Euromed con sede a Marsiglia citando l’esempio della comunità di ‘alfisti’ nata per le prossime celebrazioni dei cento anni dell’Alfa Romeo. I consumatori sono chiamati a lavorare per l’azienda, ma questo comincia a creare dei disagi dal punto di vista pratico, perché il valore della marca sale e il guadagno va agli azionisti e la comunità può trasformarsi in nemica di una marca. Perciò se l’azienda non gestisce la  sensibilità degli appassionati, o non crea altri fenomeni, può avere delle ritorsioni. La costruzione dell’autenticità del marchio, con esempi legati alle auto, allo sport o da bevande come Coca Cola o Pepsi, è al centro della relazione del prof. Nicholas Alexander, docente della Scuola di Management dell’Università gallese di Aberystwyth che da due anni insegna al Master. “La pratica del Marketing genera messaggi interessanti sul ruolo del marchio nella comunità, identificato da tre livelli – oggettivo, costruttivo e sostanziale – per creare un’associazione mutuale in forte relazione con il marchio, in grado di dar vita ad una forte competizione commerciale”, dice Alexander. “Da alcuni anni, presso il nostro laboratorio di Marketing portiamo avanti un progetto di ricerca per mettere a punto nuove tecniche, osservando come sempre più le imprese utilizzino tecniche di ricerca qualitativa. La generazione di prodotto viene inserita in processi di marketing estesi a tutte le fasi di generazione, sviluppo e lancio del prodotto attraverso la customer insight, prospettiva nuova che vuole caratterizzare il modo in cui il consumatore vede i propri bisogni”, aggiunge Cantone concludendo la sessione dell’incontro dedicata alla ricerca. Il convegno, arricchito dal contributo di testimonianze di importanti società come Banca Nazionale del Lavoro, Red Bull, Microsoft, Wind e Barilla si è concluso con la  consegna dei diplomi ai ventidue ragazzi del corso 2008/2009 entusiasti della formazione ricevuta.
“Lavoro già da tre anni in una multinazionale, ma volevo specializzarmi. Spesso si preferisce il privato, ma noi abbiamo usufruito delle strutture e di una preparazione universitaria, con la possibilità di ottenere delle borse di studio. Un rapporto costi-benefici vantaggiosissimo”, afferma Vincenzo Tammaro, 28 anni, laureato in Scienze Politiche che ha seguito il consiglio di un collega. “Lavoro a Napoli come direttore della comunicazione per conto di un’importante società della grande distribuzione. Sono contento, ho già preso parte a riunioni importanti, lavorando con persone della direzione. Inoltre, sono sempre in contatto con gli uffici marketing di altre aziende”, dice Antonio Grasso, 28 anni, laureato triennale in Economia Aziendale che ha scelto di frequentare il Master per approfondire la materia che più di tutte l’aveva affascinato. Anche Serena Villani, 25 anni, laureata in Scienze del Turismo, lavora nell’ufficio Marketing di una società di grande distribuzione, ma a Milano. “Mi è sembrata un’ottima opportunità per avere una panoramica più ampia di una materia che avevo affrontato in maniera superficiale. Mi piacerebbe lavorare in ambito turistico, dopo aver accumulato esperienza nel settore del Marketing”, sottolinea. 
Il bando per la partecipazione alla prossima edizione del Master si aprirà a luglio e scadrà a fine settembre. Si potrà scaricare dai siti mastersm.unina.it e unina.it. Per informazioni: infomsm@unina.it.
Simona Pasquale
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