Creare un’impresa culturale, l’esempio del social network Kublai

Un social network pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale, promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico. Si chiama Kublai (http://progettokublai.ning.com/) ed è un sito che mira appunto a mettere in rete artisti, organizzatori, designer e imprenditori su tutto il territorio nazionale che presentino progetti finalizzati allo sviluppo del loro territorio. Negli ultimi mesi una cinquantina di progetti – dagli eventi culturali alle imprese per turismo e servizi, alle piattaforme sociali – sono stati presentati sul sito e discussi dagli utenti, mentre i migliori sono stati sostenuti nella progettazione da parte di economisti del Dipartimento di Politiche di Sviluppo; gli ultimi tre progetti selezionati riceveranno ulteriore assistenza per essere poi presentati ufficialmente in un evento finale a Roma, oltre che nel territorio di riferimento. Kublai – il nome deriva dall’imperatore Kublai Kan, al quale Marco Polo raccontava delle province lontane, mettendo in primo piano soggetti innovativi quanto sconosciuti – mira quindi a fornire assistenza nella progettazione, anche attraverso lo scambio di idee e proposte che si attiva nella comunità virtuale, e a facilitare le connessioni tra i progetti e i possibili finanziatori.  
A Napoli Kublai arriva ufficialmente con un seminario – ‘Kublai: la Pubblica Amministrazione nella rete dei creativi’ – organizzato il 5 dicembre dal prof. Stefano Consiglio nell’ambito del ‘Laboratorio per la creazione di impresa culturale’ avviato dall’inizio dell’anno accademico nel Corso di Laurea di Beni Culturali a Lettere. A intervenire in un’aula della sede di via Marina c’era il dott. Marco Magrassi del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo (Ministero dello Sviluppo Economico), ma anche diversi altri partecipanti al progetto Kublai tra studenti e creativi napoletani. “Quest’inusuale apertura del Ministero a connessioni e contributi provenienti dal mondo esterno è di per sé rilevante, ma può avere anche una valenza formativa per gli studenti – spiega il prof. Consiglio – I ragazzi possono osservare come nascono progetti concreti in cui la creatività viene connessa allo sviluppo del territorio e seguirli nella loro evoluzione”. Uno dei 50 progetti in discussione sul social network Kublai – che conta circa 400 iscritti e utilizza anche molto Second Life come strumento per mettere in connessione i membri della comunità – è stato appunto promosso dal prof. Consiglio. L’idea alla base di “Angeli di Napoli” è creare un network di persone che possano accogliere e guidare i visitatori che arrivano nella nostra città e farli sentire meno ‘turisti’.  “Quando si viaggia è bello avere un amico del posto per essere accompagnati a visitare luoghi meno turistici e perché è possibile immergersi per qualche giorno nella vita della città”, spiega il prof. Consiglio. Da qui l’idea del network con vari partecipanti che si candidano a svolgere la funzione di ‘angelo’: il visitatore potrà scegliere tra i vari profili e verrà seguito nella fase di progettazione del viaggio oltre che di accoglienza, e a sua volta si impegnerà a ricambiare eventualmente il favore nella sua città. Un progetto ancora in fase di elaborazione che però, come tutti gli altri visibili su Kublai, punta in primo luogo allo sviluppo e alla promozione del territorio a cui è legato. “Gli studenti identificano i progetti e ne seguono le varie fasi di sviluppo, lavorandoci da casa, e poi in aula ne discutiamo l’elaborazione”, racconta il prof. Consiglio. Oltre alla presenza di Magrassi, l’incontro del 5 dicembre è stato anche arricchito dall’intervento, sebbene virtuale, del creatore del network Kublai Alberto Cottica, economista e musicista folk-world (tra i fondatori dei Modena City Ramblers), che ha incontrato gli studenti in diretta attraverso Second Life. Un intervento decisamente motivazionale, che ha invitato gli studenti a mettersi in gioco, a darsi da fare, perché un network come Kublai ha bisogno di raccogliere proprio contributi non ancora strutturati, come quelli degli studenti, che possono però racchiudere un grande potenziale creativo da sviluppare con l’aiuto degli esperti. L’invito a mettersi in gioco è lo stesso che verrà portato avanti negli incontri che il prof. Consiglio promuoverà sempre nell’ambito del ‘Laboratorio per la creazione di impresa culturale’, proponendo agli studenti ogni due settimane incontri con figure diverse che lavorano nel vasto ambito dei Beni Culturali, “incontri da cui ricavare spunti ed elementi di confronto con il mondo reale, che è alla portata di tutti. Non bisogna lasciarsi spaventare dall’idea che in campo lavorativo esistano chissà quali geni con i quali non ci si può confrontare”.
Viola Sarnelli
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