Croce e delizie della rotazione delle cattedre

A giugno si cambia. Gli studenti – in base alle iniziali del loro cognome – cambieranno cattedra, e quindi professore con cui seguire i corsi e sostenere l’esame. Ovviamente mutano programmi e testi da studiare. Il diritto, si intenda, è sempre quello, ma l’interpretazione giurisprudenziale muta di manuale in manuale e magari ciò che è rilevante per alcune cattedre, non lo è per altre. Sorge così il problema per quegli studenti che non hanno superato in precedenza un esame. E’ veramente così facile ‘concordare’ con il docente un programma alternativo senza dover ricomprare costosi testi di diritto? E inoltre, un programma diverso quanto influisce in sede d’esame sul buon esito della prova? 
Facciamo qualche esempio. Gli studenti che entro il mese di marzo non abbiano superato l’esame di Diritto Privato con il prof. Nicola Di Prisco, a partire dal prossimo semestre si ritroveranno con il prof. Enrico Quadri. “Sono stata bocciata a marzo – racconta Pamela – Ho studiato sul  Trabucchi. Sono qui in Dipartimento per chiedere se posso riportare lo stesso manuale senza dover comprare il Bocchini-Quadri, testo di riferimento di questa cattedra”. In realtà, la differenza tra i due manuali c’è e si vede. Il programma del prof. Quadri è molto più dettagliato e minuzioso. Dover ricomprare un nuovo testo significa spendere 65 euro che si vanno ad aggiungere ai 60 precedenti. Spiega Angela: “anche se gli argomenti sono gli stessi, vengono trattati in maniera diversa a seconda delle dottrine. I collaboratori rassicurano sul vecchio programma ma in sede d’esame c’è differenza tra chi studia il libro del professore e chi fa riferimento ad altro manuale”. Pensiero condiviso anche da Gianluca: “ho cambiato cattedra e, come altri, ho preferito spendere 65 euro e comprare il manuale del prof. Quadri. Non che sia obbligatorio ma, per esperienza personale, so che è meglio così. Due anni fa, con la rotazione, capitò la stessa cosa con Diritto Costituzionale: non comprai il nuovo libro, all’esame sono stato bocciato perché la mia preparazione non corrispondeva ai canoni richiesti dalla cattedra”.
Cambiano i libri, 
nuove spese
Situazione analoga all’esame di Economia Politica. In quest’ambito la differenza, però, è ancora più marcata in quanto l’orientamento dottrinale si protende in due campi diversi: la micro e la macro-economia. Talvolta per gli studenti si pone dunque la necessità di impostare l’esame in modo diverso e si perde parte del lavoro svolto in precedenza. Ad esempio la cattedra del prof. Pasquale Commendatore propende più verso la micro. “Abituato con le altre cattedre ad un orientamento macroeconomico, mi ritroverò a giugno ad affrontare un nuovo programma senza nemmeno l’ausilio dei corsi. La microeconomia è più difficile, così come il libro adottato”, dice Fabio che prevede “non sarà una passeggiata”. Costo del passaggio? “Solo 50 euro perché l’altro libro me l’hanno prestato, altrimenti ne avrei spesi molti di più”. Chi, invece, dalla cattedra del prof. Antonio Murolo è passato a quella del prof. Carlo Panico dovrà comprare due nuovi manuali per una spesa non inferiore ai 100 euro. “Il prof. Panico – dice Carla – ha adottato un testo di Microeconomia che non è in uso nelle altre cattedre, quindi bisogna comprarlo ex novo. Per il testo di Macro si è orientati ad una edizione più ampia; per avere un buon esito al test scritto bisogna utilizzare tendenzialmente quella. In Dipartimento riferiscono che la parte di macroeconomia la si può studiare da più testi ma quando si consiglia uno in particolare, un motivo ci sarà”. 
Anche Filosofia del diritto riserva qualche sorpresa non proprio piacevole.  Chi dalla cattedra del prof. Angelo Abignente si è spostato a quella del prof. Antonio Punzi dovrà comprare ben 4 libri per una spesa che si aggira intorno ai 150 euro. “Assurdo che i professori non propendano per un testo comune a tutte le cattedre – afferma Silvia – Un esame di Filosofia non può comportare una mole di studio così vasta e dispendiosa”. In effetti, il programma cambia radicalmente, mutano gli autori e, di conseguenza il pensiero filosofico; in questo caso concordare un programma diverso sembra inutile. “Non ho avuto modo di sostenere l’esame a marzo – spiega Claudia – anche se ho comprato tutti i libri consigliati dal prof. Abignente. A questo punto non posso comprarne di nuovi, aspetterò la prossima rotazione fra due anni, con la speranza che i testi non cambino ancora”. 
Un sollievo quando
il prof. è temuto
Talvolta la rotazione di cattedra, nonostante studio e costi aggiungitivi, è salutata con favore. “Sono stata bocciata a febbraio e aspettavo da due anni di poter lasciare questa cattedra per trovare riparo in un’altra”, confessa Anna che non dovrà più sostenere l’esame di Economia Politica con il prof. Murolo, docente abbastanza temuto. Alcuni tirano un sospiro di sollievo a Commerciale. “Finalmente dopo due bocciature – dice Germana – posso dire addio alla cattedra del prof. Carlo di Nanni. Sono contenta di comprare nuovi libri, di fare una nuova esperienza, dopo due anni ti fossilizzi e non riesci più ad andare avanti e la rotazione diventa necessaria anche a livello psicologico”. Il prof. Giuseppe Guizzi, che accoglierà tutti gli studenti provenienti dalla cattedra del prof. Di Nanni, “è molto disponibile – afferma Domenico – e probabilmente potremmo portare lo stesso programma. Comunque sapere che sarà un nuovo professore a valutarti costituisce quello stimolo in più per andare avanti”. Così a Procedura Civile per coloro che abbandonano la cattedra del prof. Nicola Rascio per testare quella del prof. Salvatore Boccagna. “Dopo la prima bocciatura a febbraio – dice Annamaria – sono contenta di verificare se quello che si dice del prof. Boccagna sia vero. Il professore, oltre ad essere molto giovane, è una persona disponibile che in sede d’esame ti aiuta a superare questo ostacolo che sembra insormontabile”. Il programma va modificato solo in parte e la spesa (alquanto sostenuta) viene ampiamente ripagata. “Un nuovo professore con cui confrontarsi – commenta Silvana – è proprio quello che ci vuole. La rotazione delle cattedre, se vista dalla giusta prospettiva, ti apre nuovi orizzonti. A volte ci accontentiamo di studiare di più, su libri diversi, su programia più vasti, pur di combattere quella tensione psicologica che da sempre è orientata verso le stesse cattedre”. 
(Su.Lu.)
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