Da laureato in Giurisprudenza al successo in teatro

Eduardo Tartaglia, 36 anni, laureato in Giurisprudenza a 23 con una tesi in Diritto Romano con il prof. Lucio Bove, su “Il plagio nel Diritto romano”, con voti 102. È in queste settimane sui quotidiani cittadini, non per i suoi titoli universitari, ma per altro: ha avuto successo nel campo teatrale, e fra poco anche cinematografico, con la Medusa distribuzione.
Tutto parte da lontano, una passione antica, il teatro, ed una cittadinanza in comune con altri grandi attori: S. Giorgio a Cremano, grosso comune ai piedi del Vesuvio, lo stesso di Massimo Troisi, della Smorfia, di Enzo De Caro. Troisi, per lui (come per molti in Italia) un faro, un cittadino stimato, un esempio di attore originale che ha mosso i primi passi partendo da un territorio non facile. Eduardo ha partecipato, con grande emozione, ai funerali del grande artista, giornata che l’ha segnato profondamente.
Sedici anni di una lunga gavetta, dagli studi universitari alternati con le prime sperimentazioni teatrali, i primi testi scritti per allietare gli amici. Attore, autore e regista, è solo dopo la laurea che decide che la sua strada è quella del teatro a tempo pieno. Appesa al chiodo, nella sua stanza, la pergamena di laurea inizia la sua trafila: aspirante attore presso altri attori, prima qualche esperienza generica, poi alla scuola di Mario Santella, all’Accademia del Bellini, allievo di Mariano Rigillo, quindi per tre anni con Renato Carpentieri. Da due anni “la decisione di camminare da solo” come la definisce lui, con testi propri da portare in giro, spesso facendo anche da attore e regista; tre anni fa anche una propria sigla di produzione “ET al quadrato”. Spettacoli a Napoli ma anche a Roma, in genere in teatrini piccoli, talvolta di provincia. Molta gavetta e molto palcoscenico. Poi la svolta: “un anno fa, a Roma, ho conosciuto la produzione Giglio, di Alessandro Giglio e Anna Lezzi, due bravi produttori. Abbiamo realizzato uno spettacolo scritto e diretto da me che è andato molto bene. Si chiamava ‘Un simpatico dirimpettaio’ ed aveva come attore principale Antonio Casagrande, una figura storica del teatro napoletano e non solo. Lo spettacolo è andato abbastanza bene”. Quindi, sempre l’anno scorso,  una farsa “Chi arde per Amor … si scotta e suda” che definisce “lo spettacolo più divertente che io abbia mai fatto e visto”. Ancora un successo. Ma ancora non ci siamo, ancora non si sfonda. “Il problema è che a Napoli puoi fare teatro 10-20 anni e non sei nessuno, nessuno che ti mostri riconoscimenti, che ti dia la giusta valutazione”. Perciò di nuovo a Roma, quest’anno, con un nuovo spettacolo “Sveglia e vinci”, con attori Veronica Mazza e Salvatore D’Onofrio. Una commedia che si ambienta alle pendici del Vesuvio. Tre settimane di rappresentazione in un piccolo teatrino di Roma e qui la svolta. “Una sera, un caso fortuito, è venuto a vederci l’amministratore delegato della prestigiosa Medusa cinematografica, in persona. Lo spettacolo è piaciuto ed hanno deciso di farne un film”. Di li a poco la stipula del contratto e il trionfo. Dal 6 al 15 ottobre di scena al teatro Sannazzaro di Napoli, “esaurito tutte le sere”. Il 13 ottobre, a teatro, a vederlo c’erano anche Alessandro Greco (il conduttore della trasmissione Furore), musicisti dell’orchestra di Renzo Arbore, Mita Medici e altri attori della soap opera ‘Un Posto al sole’; Antonio Azzalini, dirigente RAI, Caterina Vassilina, attrice, Marco Boccioni (della casa produttrice cinematografica Rodeo Drive) e tanti altri, con seguito di ricevimento in un importante albergo cittadino. Oltre al film, in preparazione c’è anche un musical su Lucio Battisti, sempre con la produzione Gigli di Roma, con regia di Sergio Iapino (lo stesso di Raffaella Carrà) e supervisione musicale del paroliere di Battisti, Mogol e del suo CET, il centro di ricerca musicale umbro.
E la laurea? “Sta bella al muro, non c’è pericolo che la utilizzi. Va detto però che ho conseguito anche il titolo di procuratore legale e partecipato al concorso a cattedra. Conseguiti ma mai utilizzati”.
Prossime tappe? Programmi? “5 anni in esclusiva con la Medusa cinematogra-fica, e un musical per l’estate prossima, dal titolo provvisorio “Emozioni” su Lucio Battisti”. Quale sarà il tuo ruolo? “Il drammaturgo alla vecchio maniera. Dalla stesura dei testi, alla storia, alla vicenda, ai dialoghi, tutto su documentazione preesistente –i capolavori di Mogol e Battisti- che è poi stata la grande difficoltà da superare”. Spettacolo che dovrebbe girare per l’Italia, probabilmente partendo dal “Palaemozioni” di Roma, una struttura multimediale all’avanguardia che dovrebbe sorgere l’anno prossimo nella capitale.
Anche una 
laureata
con lode 
in Diplomazia
Nello spettacolo “Sveglia e vinci”, con Eduardo Tartaglia, c’è anche Veronica Mazza. Attrice, 27 anni, nata nel ’73, laurea nel 1995, figlia di un professore di Clinica Medica del Secondo Policlinico (il prof. Mazza). Una laurea con 110 e lode in Scienze Politiche all’Istituto Universitario Orientale, indirizzo in Diplomazia e Funzioni Consolari, con una tesi in Storia delle Dottirine Politiche, relatore il filosofo Roberto Esposito. Anche da lei qualche battuta: “La laurea ti serve in questo lavoro come approccio culturale, ti da gli strumenti su come organizzarti, come fare teatro. In questo lavoro sono utili conoscenze di diritto, le lingue, Internet. Per me è stata importante anche l’esperienza del CUT, il laboratorio teatrale dell’Orientale. Ma sono tanti tra noi i laureati anche in Commercio internazionale e in Economia. Ma la maggioranza viene da Giurisprudenza”. “La laurea ti da la grinta e un diverso modo di approcciare il lavoro teatrale”. Insomma, sembrerebbe quasi che anche per fare teatro occorra la laurea.  (P.I.)
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