Dai social network ai galatei nella Belle Époque

"Calcio professionistico e fair play finanziario: quali le regole del gioco?”; “Non solo Disney: i linguaggi del fantasy”; “Diritto penale e social network”;  “La fiscalità circolare: la legge contro gli sprechi alimentari”; “Alla scoperta della memoria”, sono solo alcune delle numerose e interessanti attività che spiccano nel programma dell’Open Week, per dar modo ai ragazzi di scoprire curiosità legate direttamente al percorso di studi che intendono intraprendere. Napoli città ‘culturale’ è un’attività indirizzata al Corso di Scienze dei beni culturali: arte nella quale si approfondiranno aspetti e temi riguardanti il centro storico di Napoli, patrimonio dell’UNESCO. “L’attività comprende, prima di tutto, una chiarificazione del programma del Corso di Studi e poi un’analisi del centro storico di Napoli sotto il punto di vista urbanistico, architettonico, come bene culturale da studiare, gestire e conservare”, spiega il prof. Matteo Borriello che la coordina. Il messaggio principale da trasmettere è “far capire agli studenti che bisogna vivere il proprio territorio con consapevolezza. I giovani, spesso, dimostrano di conoscere Napoli in modo superficiale. Pensano al centro storico come luogo di divertimento, per l’uscita con gli amici, ma c’è molto di più; e soprattutto chi sceglie questo Corso di Laurea deve tener presente che sarà un argomento di primo interesse all’interno dei propri studi. Tenteremo, infatti, anche di analizzare le problematiche legate alla zona, i cui spazi ristretti sono stati assaltati negli ultimi anni dal boom turistico, ma che è rimasta la meta preferita delle passeggiate di molti napoletani”. Per il Corso di Lingue e culture moderne, invece, è stata programmata un’attività dedicata ad alcune scritture femminili che rappresentano una letteratura italiana poco conosciuta ma di grande successo: Saper vivere: i galatei e la letteratura femminile nell’Italia Belle Époque, diretta dalla prof.ssa Paola Villani. “Ci interesseremo di una cerchia di scrittrici che ha composto non solo romanzi ma anche manuali, articoli giornalistici, quindi produzioni di servizio non considerate opere d’arte, ma che però alla fine dell’Ottocento e inizio Novecento vendevano tantissimo ed erano molto richieste – spiega la docente – Gli scritti riguardano temi moderni come la moda, le regole del galateo, quindi come comportarsi, come ricevere ospiti, come vestirsi; ma anche temi semplici e quotidiani, come la famiglia, la figura di moglie e donna; oppure argomenti più frizzanti come i flirt e le sigarette”. Tra queste figure rientrano Ida Baccini, Matilde Serao, la marchesa Colombi (pseudonimo di Maria Antonietta Torriani) e Teresa de Gubernatis. “Il loro è stato, per così dire, un ingresso prepotente nell’industria culturale portata avanti da grandi nomi per lo più maschili, ma che sottolinea la conquista di uno spazio da parte delle donne, che cominciano a far sentire la propria voce. Attraverso questi esempi, confronteremo il passato con la realtà contemporanea per comprendere i principali cambiamenti avvenuti nel corso del tempo”.
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