Dai video ai taccuini di viaggio

Dalla voce degli studenti, ecco qualche idea progettuale. Il team di Gianpiero D’Aniello (studente di Scienze e Tecniche dell’Edilizia) con il progetto “Dove la fantasia diventa arte” si è concentrato proprio sui murales. “Abbiamo mappato i murales e li abbiamo classificati per tema: allegorico, fantastico fiabesco, tradizionale, commemorativo e storico. Ad ogni tema corrisponde sulla mappa un simbolo: una maschera, una bacchetta magica, il cappellino del mazzamauriello che è un folletto molto presente nei murales, un non ti scordar di me e un libro. Abbiamo immaginato, poi, di collocare questi simboli accanto ai murales, con un supporto in legno che abbia anche un qr-code da scannerizzare con il cellulare e che dia la possibilità di accedere ad un video informativo con storia, aneddoti e curiosità su quel murale e sull’artista”. I ragazzi del team hanno pensato anche ai bambini e “per loro abbiamo progettato un libro illustrato in cui abbiamo raccontato una fiaba ispirandoci ad un personaggio tipico dei murales. La nostra storia narra di Fiorello il mazzamauriello e del suo incontro con due bambini, Giovanni e Dora che sono in realtà Giovanni Casale e sua moglie”. Un taccuino da viaggio è la proposta del gruppo di Marco Moscato (studente di Scienze e Tecniche dell’Edilizia): “Il nostro taccuino si divide in quattro parti. La prima racconta le origini di Valogno, la seconda illustra il progetto di Giovanni e Dora, la terza descrive i murales e comprende anche delle foto, e la quarta è composta da alcune pagine bianche in cui il potenziale turista può prendere degli appunti o scrivere le sue impressioni”. È incentrato, invece, sulle persone il lavoro del team di Alina Applauso (studentessa di Design e Comunicazione). “Leggendo le recensioni su Trip Advisor ci siamo accorti che una delle lamentele più comuni dei visitatori era quella di poter effettuare delle visite brevi poiché, nel borgo, non ci sono delle strutture per l’accoglienza dei turisti. Così abbiamo proposto l’idea dell’albergo diffuso: convertire, cioè, quelle case non abitate in spazi dove il turista si può fermare anche per una notte o due”. Il team ha progettato un vero e proprio percorso esperienziale: “Abbiamo realizzato un dossier con le fattezze di una cartolina in cui sono segnate tutte le abitazioni presso cui il turista può fermarsi e incontrare le persone del luogo interessate a fare una chiacchierata o proporre qualche attività”. Il percorso esperienziale dovrebbe partire, però, già prima di Valogno: “Nei comuni limitrofi si potrebbero inserire dei piccoli murales con le fattezze del mazzamauriello. Un modo per incuriosire il turista e prepararlo a quello che vedrà. In questo ci siamo ispirati alle briciole di Pollicino”. Anche il progetto dell’équipe di Mina Iavarone (studentessa di Scienze e Tecniche dell’Edilizia) “Dal grigio ai colori” si focalizza su un dossier in quattro capitoli. I primi tre incentrati sulla storia del borgo, il progetto di Giovanni Casale e i murales, mentre il quarto è “una guida itinerante rustica in cui sono indicate le botteghe degli artigiani, le chiese, il palazzo baronale. Il dossier ha anche una pagina bianca su cui il turista può fare un disegno. Sarebbe la sua proposta di un murale”.

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