Daniela e Raffaele: i due vincitori del premio Guacci

Il 5 maggio tre pullman di studenti dei vari Corsi di Laurea della Facoltà si sono recati in visita allo stabilimento Guacci al Cis di Nola per la IV edizione del Guacci Day. 150 studenti che hanno preso parte all’iniziativa sono stati scelti tra i 950 che avevano presentato la propria candidatura. Li hanno accompagnati il Preside Giuseppe Cirino e i professori Armando Ialenti, Rosa Carnuccio, Rosaria Meli, Antonio Calignano, Giuseppina Mattace Raso, Maria Grazia Rimoli, Carla Cicala. Il dott. Luigi Guacci ha accolto gli ospiti e li ha invitati a visitare lo stabilimento illustrando l’iter che serve ad espletare gli ordini provenienti dalle farmacie, il dott. Crescenzo Cinquegrana ha spiegato ai ragazzi le norme che regolano la gestione di un deposito farmaceutico, distribuendo loro una copia delle normativa aggiornata ed i rappresentanti degli studenti hanno offerto mortai di ceramica e targhe ai docenti in ricordo dell’evento. Momento clou della giornata è stata la premiazione di due neo-laureati che hanno lavorato alle tesi presso il  Dipartimento di Farmacologia: Daniela De Stefano e Raffaele Simeoli ai quali Guacci ha consegnato un assegno da 900 euro. 
Daniela De Stefano, 31 anni, il 17 marzo ha conseguito la seconda laurea in Farmacia. La prima l’aveva ottenuta nel 2002 in CTF. Dopo un dottorato e la Specializzazione in Farmacia Ospedaliera ha deciso di iscriversi alla Specialistica in Scienze del Farmaco: “Non avevo più copertura assicurativa per continuare la ricerca in Dipartimento. E poi il nostro è un settore in rapida evoluzione: se non si studia è facile rimanere indietro”. Ha svolto la tesi sull’uso di un oligodeossinucleotide per il fattore di trascrizione NF-kB, una proteina coinvolta nell’infiammazione, relatrice la prof.ssa Carnuccio (Facoltà di Biotecnologie), relatore interno il prof. Ialenti. Il suo lavoro di tesi è stato premiato perché completo e incentrato sullo studio di un potenziale farmaco. Oggi De Stefano ha una borsa di studio di due anni bandita dal Ministero della Salute per seguire, da un punto di vista farmacologico, il progetto di sviluppo di gel biomedicali per il trattamento delle pieghe da decubito sotto la guida dei professori Giuseppe De Rosa e Mariachiara Maiuri. Sarebbe felice di poter in futuro continuare a fare ricerca per l’Università: “Ho avuto dei contratti di tutorato e assistenza ai docenti. Il mio lavoro mi piace in toto. La cosa più bella è avere a che fare con tantissimi giovani: la loro curiosità rinnova anche la mia”.
L’altro vincitore è Raffele Simeoli, 24 anni, laureato lo scorso dicembre con una tesi su un probiotico, il Flortec, brevettato dalla Bracco e testato in vivo su una trentina di ratti. Relatrice la prof.ssa Meli. “Abbiamo indotto sui ratti la steatosi, una patologia a carico del fegato dovuta all’accumulo di grassi – sintetizza così i suoi risultati – Dopo 4 settimane di dieta abbiamo riscontrato un inizio di steatosi e di insulino-resistenza. In questo modo abbiamo dimostrato che i probiotici sono utili nel prevenire patologie sia a livello epatico, sia a livello sistemico. Dovrebbero essere raccomandati, per esempio, ai bambini che hanno cattive abitudini alimentari”. Ora continua, come volontario, le sue ricerche in laboratorio in attesa di partecipare al prossimo dottorato. Gli piacerebbe continuare a lavorare in laboratorio “ma è difficile che l’Università me ne dia la possibilità visto che non naviga nell’oro – afferma – Sono pronto ad andare a svolgere la ricerca per Centri privati. Non mi precludo nessuna possibilità. Ad oggi mi sembra che la cosa più logica sia andare a lavorare all’estero”. Nutre una grande passione per gli animali ma, racconta, che a sezionare i ratti non ha avuto alcun problema: “Sono cresciuto in una piccola fattoria tra cani, cavalli, maiali, capre e conigli, ma lavorare sui ratti non ha urtato la mia sensibilità. Non mi sono trovato mai davanti ad una scena cruenta. I ratti non soffrono, sono tenuti in condizioni igieniche ottimali e c’è un veterinario che li controlla quotidianamente”. 
(Ma. Pi.)
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