Didattica a distanza, un valore aggiunto terminata l’emergenza

“Sarebbe un peccato se, conclusa l’emergenza, tornasse tutto come prima. La lezione on-line non è una bestemmia anche in tempo, per così dire, di pace”. Parole del prof. Alberto Aloisio, senatore accademico e docente nel Dipartimento di Fisica della Federico II. La sua è una riflessione sulla didattica a distanza alla quale stanno facendo necessariamente ricorso gli Atenei italiani per l’emergenza sanitaria. Una elaborazione che non è solo personale, perché nasce dal confronto tra docenti di almeno 25 Atenei italiani e dalla composita comunità di ricercatori e professori universitari Lettera 150, che è coordinata da Giuseppe Valdidara, un giurista in forza all’Ateneo di Torino. “Premetto – argomenta il prof. Aloisio – che il rapporto docente- studente e studente-studente è un valore imprescindibile. L’università è soprattutto condivisione di competenze, un punto di incontro e discussione, tuttavia quanto di buono è emerso finora dalla didattica on-line va valorizzato e non sprecato. È un valore aggiunto che tornerà molto utile anche quando sarà terminata l’emergenza del coronavirus. Io stesso, quando in Senato Accademico si discuteva di didattica telematica, ero sempre molto scettico e frenavo. Ebbene, devo ricredermi”. I campi di applicazione della modalità da remoto, quando finalmente ci si sarà lasciati l’emergenza alle spalle, potrebbero essere molteplici, a detta del prof. Aloisio che li elenca. “Permette di far tenere lezione a docenti di altri Atenei italiani e stranieri con una facilità che potrebbe moltiplicare le occasioni. Io sono il titolare di corso sui Calcolatori elettronici e non potrei invitare a Napoli un ingegnere Intel a svolgere una lezione o potrei farlo con molte difficoltà superabili tramite la didattica on-line. I contributi dall’esterno potrebbero essere molto più frequenti di quanto accada ora e questo sarebbe utilissimo in particolare per i dottorandi, che avrebbero molte opportunità di entrare in contatto con esponenti di rilevanza internazionale”. Un altro vantaggio da non trascurare della didattica on-line rispetto a quella tradizionale: “permetterebbe anche a noi docenti federiciani di moltiplicare le possibilità di erogare didattica. Oggi, se io devo tenere una lezione ad Agraria ed una Monte Sant’Angelo, vado in difficoltà, la mia giornata lavorativa si perde tra traffico e spostamenti”. Ancora, rileva Aloisio, il ricorso alla didattica da remoto in affiancamento a quella in presenza consentirebbe di realizzare un obiettivo del quale si discute da tempo in seno alla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, quello di creare percorsi didattici finalizzati al conseguimento di un doppio titolo di laurea con un unico Corso di studio. “Finora – racconta il docente – questa possibilità si è sempre arenata a causa di problemi logistici. Come può lo studente stare a Monte Sant’Angelo ed al Politecnico per seguire un corso di Ingegneria chimica, per esempio, ed uno di Chimica? Ecco, anche da questo punto di vista la tecnologia on-line potrebbe venirci incontro. Naturalmente con un approccio ragionato. Valorizzare e prendere il meglio da questa esperienza che, obtorto collo, stiamo vivendo è una buona idea. Tra l’altro, da quanto leggo dai quotidiani, non è immediata la riapertura degli Atenei. L’Università probabilmente rimarrà on-line fino alla fine del semestre ed adotterà un approccio flessibile per il primo semestre del prossimo anno. La nostra sperimentazione è condannata a continuare e quindi tanto vale farla al meglio e trarne il massimo profitto possibile”. Se si guarda a quanto è accaduto da marzo ad oggi, riflette il prof. Aloisio, “va riconosciuto che l’Università italiana è riuscita a reagire praticamente senza preavviso ed in completa emergenza erogando più del novanta per cento della didattica dall’oggi al domani. Una prova di maturità, di prontezza della reazione e di attaccamento del docente al suo ruolo di insegnante”. Racconta la sua esperienza come titolare di un corso frequentato da un centinaio di ragazze e ragazzi: “c’è una forte presenza studentesca. Seguono le lezioni con ottimi numeri. Aggiungo che non ho mai avuto un problema tecnico od una interruzione di servizio. Posso fare assistenza agli studenti praticamente sempre. Inviano mail, ci colleghiamo su Teams e faccio approfondimenti, seminari. Un ricevimento virtuale. Insegno una disciplina scientifica e quindi utilizzavo in parte anche slide che ora sono diventate una componente fondamentale della lezione. La piattaforma mi permette anche di condividere grafica avanzata, disegno assistito da calcolatore ed altri strumenti”. Permangono, ovviamente, alcune criticità: “Gli esami scritti sono veramente molto difficili da gestire. È difficile se non impossibile da surrogare l’attività di laboratorio propriamente detta. Non significa che una certa pratica di laboratorio non possa essere anticipata on-line collegando gli strumenti alla rete come un normale calcolatore, ma è chiaro che è solo un anticipo di quella che sarà la lezione di laboratorio propriamente detta”. Conclude il prof. Aloisio: “La Federico II non diventerà mai una università telematica, sia chiaro, e non sarebbe auspicabile che lo diventasse. Siamo altro, abbiamo una vocazione diversa. Proprio in considerazione degli sforzi compiuti in questi due mesi con ottimi risultati, però, abbiamo il dovere di sfruttare al meglio, in futuro, anche le possibilità che offre l’on-line”.
Fabrizio Geremicca
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