Dieci buoni motivi per scegliere la Magistrale in Storia

Perché scegliere la Magistrale in Scienze Storiche? È stato questo il tema all’ordine del giorno nell’incontro di orientamento tenutosi il 10 giugno. Il Coordinatore del Corso di Studi prof. Francesco Senatore ha la risposta pronta, anzi dieci. 
1. “Sceglierlo innanzitutto per un motivo culturale, perché il Corso offre una formazione stimolante che interseca nuove prospettive e filoni di ricerca significativi delle discipline storiche nel loro impatto con la società”, afferma il docente di Storia Medievale. 
2. Dalla storia urbana alla storia globale, passando per l’archivistica e la paleografia, e la più recente storia di genere, “i molteplici corsi offerti forniscono allo studente il vantaggio di essere seguiti costantemente lungo il percorso”, per via di un numero minore di iscritti. 
3. È il “privilegio numerico” che consente di sviluppare sin da subito “un rapporto diretto tra docente e studente”. Una proposta migliorativa: “la distribuzione dei corsi all’interno del singolo semestre per evitare sovrapposizioni nel calendario e favorire la frequenza”.
4. Ulteriore valore aggiunto risiede nella struttura del Corso di Laurea, in cui è connaturato l’elemento professionalizzante, ovvero “l’attitudine alla ricerca”. Non capita di rado che “gli studenti collaborino a stretto contatto con i professori nell’organizzazione di convegni”.
5. È un Corso che dimostra un’ottima tenuta negli anni e che rappresenta un unicum sul territorio. “Siamo una delle poche Università ad attivare percorsi di Storia, sul ciclo di studi Triennale e Magistrale”. Ragione per cui molti degli studenti che s’iscrivono al biennio, “quasi tutti aspiranti storici, provengono da altri Atenei italiani. Sono, dunque, fuorisede che scelgono di venire a Napoli perché questa è una laurea con una sua appetibilità”.
6. In cosa si differenzia la figura dello storico in confronto ad altre professioni del campo umanistico? “Lo storico, che impara a leggere documenti ufficiali o manoscritti inediti in grafie e lingue antiche, è l’unico studioso in grado di costruire ricerche partendo da fonti di prima mano, e non bibliografie”. 
7. Un Corso che sperimenta, inoltre, una didattica innovativa e fuori porta conducendo lo studente nel suo futuro luogo di lavoro. “Organizziamo spesso visite in Archivio, lì dove la formazione didattica incontra la ricerca scientifica. Esperimenti che intendiamo replicare con assiduità”. Anche perché si prospetta l’opportunità in molte di queste strutture, come la Biblioteca Nazionale o l’Archivio di Stato, di svolgere il tirocinio formativo.
8. Dal prossimo anno subentra una novità con percorsi maggiormente personalizzati. In genere, “alla Magistrale è permesso allo studente di selezionare un solo esame a scelta libera”. Chi s’iscrive a Scienze Storiche può, invece, modellare il proprio piano di studi a seconda delle rispettive inclinazioni, “scegliendo sempre tra due o tre, e a volte anche quattro, esami da sostenere”.
9. S’insegnerà, inoltre, anche ‘Didattica della storia’. Questa nuova disciplina, che comparirà nell’offerta formativa attiva per il prossimo anno accademico, è prevista sul secondo anno.
10. Sbocchi lavorativi tradizionali si profilano nel settore dell’insegnamento. “Questo perché la nostra laurea, per una questione di crediti necessari, consente di accedere anche alle classi di concorso di Lettere moderne e di Filosofia”. Ma non sottovalutare le imprese. “I dati di AlmaLaurea segnalano che il nostro laureato entro i tre anni dal conseguimento del titolo ha un lavoro”. Sebbene sia difficile fornire stime precise, “come per un laureato in Filosofia si aprono possibilità imprevedibili: nella gestione e valorizzazione dei beni culturali, nel settore turistico, nel ramo aziendale”. Non è neanche facile immaginarle tutte. Come mai? Perché per una laurea in discipline umanistiche “è garanzia di versatilità, senso critico e problem solving: abilità richieste in qualsiasi professione”. 
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