Diplomandi in visita a Veterinaria

Sono molto motivati e determinati i diplomandi che aspirano ad iscriversi a Medicina Veterinaria. “Non proverò nessun altro test. Voglio studiare Veterinaria, questo è il mio sogno”, le parole di Valentina Costantino, iscritta all’ultimo anno del Liceo Scientifico ‘Pitagora’ di Napoli, raccontano bene l’entusiasmo dei ragazzi che hanno partecipato alle due giornate di orientamento dell’8 e il 9 aprile promosse dal Dipartimento. Per Valentina, e non solo, lo scoglio è il test di ammissione che per decisione ministeriale quest’anno si terrà il 4 settembre. Un ostacolo da superare per chi aspira ad intraprendere il Corso di Laurea a ciclo unico (dura cinque anni). Storia diversa per chi opterà, invece, per il Corso Triennale ad accesso libero in Tecnologie delle Produzioni Animali, per il quale si deve sostenere solo un test valutativo delle conoscenze, centrato soprattutto sulla matematica. 
“Non iscrivetevi a Veterinaria se vi spinge solo l’amore per cani e gatti. Il mercato occupazionale in questo ambito è saturo, se ci si limita a considerare la cura degli animali d’affezione di piccola taglia. Per voi oggi è fondamentale comprendere che è necessaria una specializzazione mirata perché è questa la chiave per accedere a maggiori possibilità di lavoro”, ha raccomandato la dott.ssa Power nel team di tutor dediti all’orientamento coordinati dalla prof.ssa Manuela Martano. Prima di aprire la visita all’interno della sede storica del Dipartimento, in via F. Delpino, di fianco l’Orto Botanico, ha poi illustrato l’articolazione del Corso in cui si è laureata e sottolineato le principali differenze con il percorso formativo della Triennale. Medicina Veterinaria prevede molte ore dedicate all’attività pratica e 30 crediti al tirocinio che si svolgono in varie strutture: dall’Ospedale Universitario Veterinario “Frullone”, al caseificio sperimentale ‘Improsta’ di Eboli, al macello, al CReMoPar (Centro Regionale di Monitoraggio delle Parassitosi). I tirocini hanno l’obiettivo di consentire ai ragazzi di affacciarsi al mondo del lavoro e a ciò che li aspetta una volta usciti dall’università, indirizzandoli verso una specializzazione. Tecnologie delle Produzioni Animali forma la figura dello zootecnico, professionista che non può far visite agli animali, né fornire diagnosi o prescrivere cure, ma che si occupa, passaggio per passaggio, di ciò che avviene in una filiera agricola, ad esempio, o, ancora, segue meticolosamente la produzione di un prodotto di origine animale, dall’allevamento alla macellazione, alla lavorazione, fino ad arrivare all’imballaggio. Chi voglia proseguire dopo la Triennale in alternativa alla Magistrale (biennale) già attiva in Scienze e Tecnologie della Produzioni Animali, il nuovo Corso ‘Precision livestock production’ che si svolgerà interamente in lingua inglese, in una nuova sede distaccata del Dipartimento ad Eboli, presso il caseificio Improsta. I punti di forza di questo nuovo Corso: l’adozione della lingua inglese e la collaborazione interdipartimentale, ad esempio con l’area ingegneristica per ambiti quali l’informatica e la robotica. Tantissime le ore dedicate all’attività didattica pratica, particolare attenzione sarà rivolta all’impatto ambientale. “Tenete presente che un allevamento mal gestito può rappresentare un grosso problema per l’inquinamento”, ha sottolineato la dott.ssa Power.
Gli studenti, poi, hanno visitato le aule didattiche, i laboratori e le biblioteche. Hanno attirato particolarmente la curiosità il Museo di anatomia animale, cicerone il dott. Antonio Calamo, e gli spazi dedicati alla clinica e alla chirurgia veterinaria, come le sale di accettazione e chirurgica per animali di piccola e quelli di grossa taglia, la stanza di ricovero per gli animali in fase di guarigione. Ad alcuni studenti il dott. Molinaro, dottorando in Clinica medica animale, ha dato la possibilità di auscultare il cuore di un cane in visita in quel momento. 
Una bella iniziativa per i diplomandi, rassicurati anche dalla possibilità di poter transitare senza perdite di tempo dalla Triennale – il cui primo anno è quasi interamente convalidabile – a Medicina Veterinaria, nel caso di più   tentativi prima di superare con successo il test. E si intravedono anche i primi interessi specifici: Martina, Liceo Classico ‘Pontano’, si immagina ginecologa o ostetrica, Gabriele, che frequenta l’ultimo anno dell’Istituto Agrario ‘Stefanelli’, aspira a diventare buiatra, altri ancora sono proiettati alla branca degli animali esotici. 
Agnese Salemi
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