Diritto Pubblico fa proseliti

Anche quest’anno Elementi di Diritto pubblico si conferma corso dalla forte capacità attrattiva nella Facoltà di Sociologia della Federico II. “Un centinaio di studenti affolla le mie lezioni, per me una grande vittoria didattica”, riferisce il prof. Enzo Pedaci, titolare dell’insegnamento. 
Da sempre materia invisa agli studenti di Sociologia – vuoi per la poca attinenza del diritto con la sociologia, vuoi per la severità eccessiva di alcuni docenti del passato – da qualche tempo il Diritto pubblico fa proseliti in Facoltà. “Si sta cominciando a capire – spiega il professore – che il Diritto pubblico è una disciplina rilevante per i sociologi, poiché molti laureati potrebbero trovarsi ad operare nel settore pubblico”. Da quattro anni docente a contratto della Facoltà di Sociologia (in passato assistente di Diritto amministrativo a Giurisprudenza), secondo Pedaci “si è creato un ottimo feeling con la preside Enrica Amaturo e la struttura tutta”. 
Splendida intesa anche con gli studenti, “che ricambiano con la loro crescente presenza in aula”. A riprova delle affermazioni del docente, le parole di Gabriella Notaro e Nunzia Montesano, studentesse al secondo anno del CdL in Sociologia. “Elementi di Diritto pubblico – dichiarano le ragazze – è un corso molto interessante perché tratta temi inerenti ad alcuni aspetti del lavoro del sociologo. Il prof. Pedaci, inoltre, è molto chiaro nelle spiegazioni”. E quest’anno anche la gioia dell’assegnazione di due tesi di laurea in Diritto pubblico. “In questo caso – si schermisce il docente – non parliamo di grandi numeri, ma una tesi in Diritto in una Facoltà come Sociologia è un po’ un evento”. 
Insegnamento opzionale dei CdL della Facoltà ma fondamentale nel curriculum socio-economico del CdL in Sociologia, Elementi di Diritto pubblico vale sei crediti. Tre ore di lezione a settimana, tutti i giovedì dalle 15 alle 18 nell’aula T3, il corso si snoda su temi che vanno dai concetti base del diritto (definizione del diritto e della norma, interpretazione delle norme, ecc.) sino alle parti più interessanti della Pubblica Amministrazione e delle autonomie locali. “Le mie – commenta Pedaci – sono lezioni tradizionali; in genere, dedico l’ultima mezz’ora agli interventi degli studenti”. L’esame si compone di due parti, una generale da preparare su “Corso di Diritto Pubblico” di Barbera e Fusaro, di cui si portano solo alcuni capitoli, e la parte speciale “La vicenda dello Stato moderno” di Gianfranco Poggi, “uno studio evolutivo in chiave storica e sociologica delle vicende dello Stato dal feudalesimo ai giorni nostri”.
Unico il rammarico del docente: la riduzione del monte ore in vigore da quest’anno. “Per questioni di budget d’Ateneo, ho a disposizione solo 48 ore di lezione. Pertanto, bisognerà lavorare parecchio per completare il programma”.
 Paola Mantovano
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