Due petizioni a sostegno dei lettori madrelingua

Due diverse petizioni, una portata avanti dai docenti e un’altra dagli studenti, circolano in questi giorni su internet, riportando al centro dell’attenzione la gravissima situazione contrattuale dei lettori madrelingua negli atenei italiani. Una categoria, quella dei “collaboratori linguistici”, da sempre in Italia sottopagata e con diritti sindacali ai minimi termini, conquistati solo a forza di battaglie legali – per quanto qualsiasi studente e docente possa testimoniare quanto sia centrale il supporto didattico di un madrelingua per chiunque voglia insegnare o apprendere una lingua straniera. I due appelli sono partiti da qualche settimana, entrambi indirizzati alla Conferenza dei Rettori delle Università italiane, e chiedono che si trovi finalmente una soluzione unitaria a livello nazionale per inquadrare professionalmente la categoria dei lettori o collaboratori linguistici che dir si voglia. Anche perché, tra contratti vecchi e nuovi, temporanei o a tempo indeterminato, tra quelli che hanno un contratto per un determinato monte ore e quelli che sono inquadrati come tecnici amministrativi, ogni ateneo ha una situazione a parte. Nell’appello, che possono firmare i docenti (reperibile all’indirizzo http://www.petitiononline.com/bfmf0408/petition.html) si legge: 
“I firmatari, docenti e ricercatori delle università italiane, chiedono che venga al più presto definita la figura professionale dell’insegnante universitario di madrelingua, in sostituzione dell’attuale profilo di ‘Collaboratore ed Esperto Linguistico’, distinguendola dal personale tecnico-amministrativo. L’attività di questi insegnanti include tutte le fasi che definiscono la funzione didattica: programmazione, lezione, verifica e valutazione. Tale attività, quindi, non può essere ridotta a mero supporto tecnico”.  Le firme raggiunte finora sono 568, ma potrebbero essere molte di più – difficile d’altra parte che un docente possa essere contrario ad una regolarizzazione dignitosa del personale con cui si trova a collaborare quotidianamente. Già più consistenti i numeri della petizione firmata dagli studenti, che ha raccolto finora 3.629 adesioni. Anche gli studenti ritengono i corsi tenuti da questi insegnanti indispensabili per la propria formazione e qualificanti per l’ingresso nel mondo del lavoro, sempre più competitivo e caratterizzato da una forte mobilità internazionale (http://firmiamo.it/sign/list/insegnamentodellelinguealluniversita). 
A Napoli la situazione non è certo più regolare. Molti sono i lettori, come Molly Rogers, lettrice di Inglese della Facoltà di Lettere della Federico II, che lavorano da 25 anni senza vedere riconosciuto nessun tipo di anzianità, e quindi nessun aumento. “All’inizio non avevamo neanche diritto all’assistenza medica e molti di noi per avere un figlio hanno dovuto prendere un anno di aspettativa dal lavoro, la maternità non era contemplata. L’università ha poi riconosciuto alcuni diritti ma molto lentamente, prendendo tempo, e sempre passando attraverso il tribunale. Credo che dopo tutte queste cause portate avanti dai lettori – alcune delle quali ancora in corso – l’università dovrebbe avere interesse a trovare una soluzione a livello nazionale che metta tutti d’accordo. Speriamo che questa volta ci sia una reale volontà di risolvere un problema che va avanti da troppi anni”, racconta Molly.
Viola Sarnelli
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