E’ fatta: numero chiuso per i Corsi dell’area biologica

Consiglio spartiacque a Scienze. Mercoledì 14 aprile la Facoltà si è riunita per prendere delle decisioni che ne cambieranno il volto negli anni a venire, in un clima però estremamente ostile, cominciato durante una precedente seduta interrotta in seguito alle proteste degli studenti dei Collettivi contro l’introduzione del numero programmato ai Corsi di Laurea biologici e proseguito nei giorni successivi. Due ore prima dell’inizio del consesso, le delegazioni studentesche si erano già date appuntamento per distribuire dei volantini di protesta. Al divieto del Preside di entrare in massa chiedendo ai responsabili della struttura di bloccare loro l’accesso al Centro Congressi, oppongono un ulteriore blocco che impedisce l’ingresso a tutti, anche ai membri del Consiglio. Le mediazioni successive e qualche tentativo di forzare il passaggio non fanno altro che scaldare gli animi. Solo urla e qualche spintone, niente di più, ma non è comunque uno spettacolo piacevole. La seduta si apre in un clima poco sereno, con la Facoltà prigioniera da un lato e dall’altro la doppia barriera costituita dai bidelli e dai ragazzi. I pochi che riescono a passare si fanno aprire le porte di servizio da chi sta all’interno. Il regolare accesso viene ripristinato a metà della seduta. “Oggi è stato tolto agli studenti il diritto di partecipare e seguire il Consiglio di Facoltà. Non capiamo quale pericolosità possa rappresentare la nostra presenza. Abbiamo già svolto altre assemblee e avevamo dato assicurazioni che non ci saremmo comportati come la volta scorsa. Voi decidete di negarci il diritto allo studio, senza fare niente contro le leggi di questo Governo, e noi non possiamo nemmeno distribuire un volantino con una poesia”, dicono a più riprese gli studenti sventolando la ballata di Brecht sulle deportazioni in versione universitaria stampata su cartoncino rosso. “Visto come è andata l’altra volta, ho invitato ad entrare solo due rappresentanti. Sono anche andato a parlare con gli studenti, ma non c’è stato modo di arrivare ad un accordo”, dice il Preside Roberto Pettorino rivolto all’aula, chiedendo ai ragazzi presenti di mostrarsi. In effetti, gli studenti in aula ci sono e fra di loro anche i membri del Collettivo. 
Il Consiglio, poi, procede con insolita celerità. In rapida successione vengono deliberati provvedimenti che aprono un capitolo nuovo della storia della Facoltà. Vengono approvati i numeri programmati ai Corsi di Laurea in Biologia Generale e Applicata e Scienze Biologiche che dal prossimo anno accademico apriranno le porte, rispettivamente, a 500 e 660 studenti. A ruota, viene introdotto il numero programmato anche a Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura che estenderà la sua platea studentesca a 150 studenti (le immatricolazioni a questo Corso oscillano mediamente intorno alle settanta persone), mentre con profondo rammarico da parte del Consiglio di Corso di Laurea, espresso attraverso un lungo documento, si decide di spegnere il primo anno di Biologia delle Produzioni Marine e di portarne ad esaurimento il percorso triennale. Prima di chiudere questa prima fase di disattivazioni, il Preside preannuncia un’altra radicale trasformazione che certamente animerà il dibattito in futuro. “Abbiamo avuto diversi incontri con Presidenti ed ex Presidenti dei Corsi in Chimica, per andare entro il 2011 ad una unificazione delle triennali, rimandando le specificità alle Magistrali, che tra l’altro appartengono a classi diverse. I due Corsi hanno una storia, ma dobbiamo farlo. Non perché ce lo chieda il Ministero, ma perché le Triennali devono essere formative”, spiega Pettorino. La seduta prosegue riprendendo il filo là dove era stato bruscamente interrotto la volta scorsa, approvando le disattivazioni, a causa di un numero di immatricolati inferiore a quindici, delle Lauree Magistrali in Geofisica e Geofisica Applicata ed in Astrofisica e Fisica dello Spazio, declassate entrambe al ruolo di curricula Magistrali, rispettivamente di Geologia e Fisica. “Abbiamo dovuto accettare le decisioni del Senato Accademico, ma vorremmo che questa formazione restasse comunque strategica. Abbiamo una convenzione con l’ENI e i nostri studenti trovano soddisfacente collocazione sia in Italia che all’estero. In un momento in cui c’è un forte bisogno di tecnici capaci, si risponde impoverendo le strutture, è assurdo. Per questo motivo tutti i membri del gruppo Geomineralogico si asterranno dal voto”, commenta con amarezza il prof. Silvio Di Nocera, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geologiche, preannunciando anche una riduzione dei giorni riservati alle attività di campo per mancanza di fondi, mentre un ricercatore di Geologia dimostra come la soppressione del percorso formativo non produca in realtà alcun vantaggio economico. “In Italia siamo ben collocati. Siamo una grande Facoltà, con grandi ricercatori, ma dal punto di vista didattico siamo indietro. Molte grandi Facoltà dell’Ateneo stanno facendo scelte importanti e queste decisioni ci rafforzano”, risponde il Preside ripetendo il mantra che tutte le persone con responsabilità di governo nell’accademia sono costrette a ripetere all’infinito da alcuni mesi a questa parte. “I musicanti continuano a suonare mentre il Titanic affonda. Non si capisce più niente. Si parla di competitività tra Atenei e di tener conto del territorio, riducendo, tagliando. Il Senato Accademico non è mica il Vangelo”, interviene il prof. Gaetano Ciarcia, ex Presidente del Corso di Laurea in Biologia delle Produzioni Marine. Tutte le decisioni vengono approvate. Poco più di un’ora per iniziare una nuova storia. “La Facoltà ha votato compattamente, quando le cose sono preparate e condivise si raggiungono buoni risultati. Credo che abbiamo dato un segnale importante”, dirà Pettorino nei giorni successivi.  
Simona Pasquale 
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