Economia al fianco dei ricercatori

Economia decide nel Consiglio di Facoltà del 7 giugno di appoggiare l’agitazione dei ricercatori contro il disegno di legge Gelmini. “Riteniamo opportuno rinviare il punto all’ordine del giorno che ha come oggetto affidamenti e supplenze, tenuto conto che tale elemento non può prescindere né dal contenuto della riforma, né dalla ristrutturazione della Facoltà”, dice Massimo Aria leggendo il documento dei ricercatori che chiedono una seria riflessione sull’argomento. “Per discutere della riforma e della ristrutturazione della Facoltà, non credo sia indispensabile rinviare l’approvazione dei bandi per affidamenti gratuiti. Rischiamo di deliberare con eccessivo ritardo”, suggerisce il Preside Achille Basile che aggiunge: “sono fortemente d’accordo con la protesta dei ricercatori. Sarebbe grave se restasse il doppio canale nella loro valutazione, perché quelli a tempo determinato guadagnerebbero di più. Del resto le simulazioni dell’influenza della manovra sui nostri stipendi dimostrano che sta cambiando in maniera significativa anche la retribuzione dei docenti di prima e seconda fascia. Non leggete nel mio tentativo di approvare i bandi una contrapposizione con i colleghi di terza fascia, fra i quali auspico maggiore unanimità. Può cambiare qualcosa solo se, in blocco, scoppia una bomba”. “Dobbiamo aderire alle richieste dei ricercatori e per quanto riguarda gli stipendi, soprattutto per quelli degli ordinari, la decurtazione è applicata allo stipendio lordo e supera il 20%”, interviene il prof. Francesco Lucarelli. “La scarsa coesione deriva dalla mancanza di dialogo al nostro interno. Per questo scorporare gli affidamenti dalla discussione non sarebbe giusto. Ci occorre sapere che la Facoltà è al nostro fianco per mettere in atto forme di lotta più forti e raffinate”, replica Paolo Donadio. “Quello dei ricercatori è solo un aspetto del problema. Dovremmo aderire per solidarietà verso noi stessi”, insiste la prof.ssa Simona Balbi. L’aula alla fine approva, quasi all’unanimità, il documento dei ricercatori. 
Altro argomento di rilevanza, la proroga in servizio dei docenti prossimi alla pensione. Dal prossimo anno i criteri saranno più restrittivi. La Facoltà si ritroverà ben presto con ventidue docenti in meno – più del previsto – perché molti, anche tra coloro che avrebbero potuto godere della proroga, hanno anticipato il proprio pensionamento. Alcuni resteranno comunque in attività come docenti a contratto, ma la loro decisione libererà risorse preziose. Tra i nomi spiccano quelli dei professori Sergio Sciarelli e Guido Cella. “È questo il modo di fare ricambio generazionale, precarizzando un docente anziano?”, domanda il prof. Ernesto Briganti. “Dobbiamo garantire un bilancio sano per fare pressioni sui nostri futuri organi di Governo, altrimenti dovremo chiederci quali Corsi di Laurea chiudere, o quanti studenti ammettere. Abbiamo discusso quaranta provvedimenti, che equivalgono a circa 4 milioni di euro. In tutto l’Ateneo, hanno dato le dimissioni un’ottantina di docenti, alcuni ricoprivano cariche accademiche”, risponde il Preside che, alla luce della decisione della Facoltà di Economia di Salerno di introdurre il numero programmato, preannuncia disagi. “Se anche un quinto di questi studenti venisse da noi, i nostri numeri salirebbero tantissimo. La progressione per gli anni a venire è impressionante. Nel 2016 avremo meno di 100 docenti e dovremo cercare di garantire il miglior servizio possibile, ma potremmo non essere più in grado di garantire l’università a tutti”, conclude. La prossima seduta è convocata fra quindici giorni.
(Si. Pa.)
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