Edificio 20, sono cominciati i lavori

“Finalmente sono iniziati gli interventi di ristrutturazione dell’edificio 20”, esclama soddisfatto il rappresentante degli studenti in Corso di Laurea Costantino Mancusi. Gli fa eco Agostino Buonauro, presidente del Consiglio degli Studenti di Medicina: “Ho visto un via vai di operai. Seppure un po’ in ritardo, le cose si stanno muovendo”. Un container di supporto ai lavori è stato montato nel parcheggio dell’edificio: “Hanno cominciato dal tetto della biblioteca e proseguiranno con quello della parte centrale dell’edificio”, spiega Costantino. Una volta che avranno impermeabilizzato la copertura, lavoreranno al rifacimento degli interni. “La biblioteca è inaccessibile da prima di Natale – afferma Costantino – C’è un po’ di disagio perché gli studenti non sanno dove andare a studiare ma ci hanno assicurato che si cercherà di chiudere le aule a cavallo del periodo d’esame in modo da non creare problemi allo svolgimento dei corsi”. L’ideale, a suo avviso, sarebbe ristrutturare gli spazi interni tra giugno ed agosto: “Ci hanno detto che i lavori dureranno complessivamente almeno un anno. Oltre a rimodernare le strutture, si dovrà mettere pure l’edificio a norma”. Nonostante i problemi, Costantino riconosce l’assoluta necessità dell’intervento: “I lavori erano indispensabili. Nelle aule d’inverno faceva freddissimo, d’estate caldissimo e quando pioveva gocciolava acqua dappertutto”. L’unica parte dell’edificio rimodernata di recente sono i servizi igienici. Per migliorarne la fruizione, gli studenti hanno avanzato delle richieste: “Qualche mese fa abbiamo scritto una lettera di protesta perché tutti i bagni del Policlinico, compresi quelli dell’edificio 20, erano privi di dispensatori di sapone e di carta per asciugarsi le mani”. A gennaio sono stati istallati i primi dispenser per il sapone e a breve verranno sistemati anche gli areatori. “Devo dire che purtroppo alcuni dispenser appena montati, prima ancora di essere riempiti, sono stati danneggiati”, denuncia Costantino. 
Per quanto riguarda, invece, l’organizzazione della didattica, tutto fila liscio. Si sono verificati solo alcuni problemi con le prenotazioni on line dovuti al cambiamento delle matricole per il passaggio al Nuovissimo Ordinamento. “Molti studenti hanno chiesto aiuto alla Segreteria o alla Presidenza ed il sig. Gianluca Di Palma si è fatto carico di risolvere i singoli casi”.
LA PROPOSTA
 Un premio 
per i migliori 
al Progress Test
Gli studenti a febbraio sono concentrati sugli esami. Alcuni attendono che a giorni escano il bando per l’Erasmus e quello per le Scuole di Specializzazione. Tutti sono curiosi di conoscere i risultati del Progress Test a cui si sono sottoposti il 18 novembre scorso. “I docenti hanno finito di correggere i compiti. Si sta aspettando di avere un quadro completo per riflettere sui risultati”, afferma Buonauro.  Capire in quali materie gli studenti sono più preparati e dove presentano delle lacune è importante per adottare delle migliorie all’organizzazione didattica. “I risultati, una volta analizzati, potrebbero avere implicazioni importanti a livello nazionale”, sostiene Agostino. Il test è composto di domande a risposta multipla ‘all’americana’: “I quiz a cui siamo abituati chiedono di indicare i sintomi di una determinata malattia. Nel Progress Test, invece, si procede all’inverso: in ogni quesito vi è la descrizione di una serie di sintomi e allo studente viene chiesto di risalire alla malattia di cui il paziente potrebbe soffrire. Se andasse avanti questa impostazione e si decidesse di adottare il modello americano, occorrerebbe cambiare i metodi di insegnamento. I docenti dovrebbero presentare dei casi clinici e discuterne con gli alunni per guidarli nell’individuazione della patologia”. L’affluenza al Test è stata molto alta, soprattutto quella degli studenti dei primi anni. “Il I anno era quasi al completo”, sostiene Agostino. Ma non è detto che tutti i presenti abbiano superato la prova, perché quest’anno la sola partecipazione non basterà ad assicurarsi lo 0,1 punti sul voto base di Laurea. Verrà, infatti, fissato un punteggio minimo da raggiungere perché la prova sia convalidata. 
“Dal confronto con gli altri studenti mi aspetto che i ragazzi del VI anno abbiano risposto correttamente ad un 60% di domande, vale a dire circa 80 quesiti su 150 – asserisce Costantino, sottolineando che il test è piuttosto difficile – La prima parte richiede nozioni di base molto specifiche, la seconda presenta casi clinici la cui risoluzione ha suscitato perplessità anche da parte di alcuni docenti”. Il test viene somministrato a tutti gli iscritti al Corso di Laurea per valutare l’efficacia del percorso didattico, tuttavia Costantino sottolinea come gli studenti dei primi due anni non abbiano competenze sufficienti per rispondere ai quesiti: “Soprattutto le matricole finiscono per mettere le crocette a caso, non sanno rispondere quasi a nulla. Perciò abbiamo proposto al Presidente del Corso di Laurea – la prof.ssa Paola Izzo – di somministrare il test solo agli studenti degli ultimi quattro anni”.
Poi un’ulteriore proposta: “Sarebbe carino che lo studente che ha realizzato il migliore punteggio per ciascun anno venisse premiato con un buono libri o con uno sconto sulle tasse. Potrebbe essere un incentivo per spronare gli studenti a partecipare alla prova e a confrontarsi in maniera competitiva”.
Più date d’esame
 con il nuovissimo 
Ordinamento
Il periodo di assestamento per la transizione al Nuovissimo Ordinamento è superato. Quasi tutti gli studenti hanno effettuato il passaggio. Anche quelli del VI anno. “Non hanno presentato la domanda solo una ventina di studenti dell’ultimo anno, quelli più bravi che prevedono di finire gli esami entro la primavera”, afferma Costantino.
Gli iscritti del III, IV e V anno traggono beneficio dal fatto che ora non vi siano più due ma tre date di esame per ciascuna sessione. “I ragazzi ci stanno ancora ringraziando per questo – asserisce Agostino – I docenti temevano che gli studenti potessero provare gli esami senza avere un’adeguata preparazione. Questo pericolo è stato scongiurato ribadendo che non si può sostenere lo stesso esame per più di due volte di seguito. Significa che, se sai organizzarti bene, puoi sostenere in un’unica sessione anche tre, quattro, cinque esami..“. Ovviamente per riuscirci sono importanti vari fattori, prima di tutto l’aver studiato a casa ogni giorno al ritorno dai corsi. “La velocità con cui procedi non dipende solo dalla preparazione ma anche dal voto che ti aspetti – precisa Agostino – Per lo studente avere un maggior numero di appelli è una manna dal cielo. E’ utile soprattutto nel primo semestre nel IV anno in cui ci sono 5 esami e nel primo semestre del V in cui ne sono previsti 4”.
L’anno scorso grazie alle norme transitorie tutti gli iscritti sono stati ammessi all’anno successivo. Da ottobre 2010 vi saranno un primo sbarramento tra il secondo e terzo anno ed un secondo tra il quarto e il quinto. “E’ una grande vittoria di noi rappresentanti l’aver ridotto il numero dei blocchi a due – prosegue Agostino – Istituendo due momenti di verifica abbiamo diviso il corso di studi in tre parti. In ciascuno dei tre trienni bisogna superare un determinato numero di esami. Per molti ha significato avere una preoccupazione in meno. La presenza di un blocco dietro l’altro limitava le possibilità di recupero di chi era un po’ indietro. Ora è possibile organizzarsi meglio”.
Primo anno 
più leggero,
per Anatomia 
solo lo scritto
Più agevole è divenuta anche la gestione delle prove del primo anno. Due degli esami del II semestre – Anatomia I e Inglese scientifico – sono, infatti, state trasformate in idoneità. “Il primo anno è stato alleggerito anche se c’è stata una redistribuzione di crediti. Il fatto che la prova di Anatomia I non preveda più l’orale è una facilitazione – spiega il Coordinatore del II ciclo del I anno prof. Corrado Garbi – Istologia e Biologia hanno mantenuto la consueta prova scritta di accesso all’orale”. Il professore assicura che chi non supera lo scritto può presentarsi all’appello successivo nella stessa sessione: “In teoria si può riprovare lo stesso esame a giugno, luglio e settembre”.
Alcuni studenti temono che a causa dell’eliminazione della prova orale di Anatomia, l’esame scritto sia diventato più difficile. “E’ rimasto esattamente lo stesso – afferma la prof.ssa Stefania Montagnani – Anzi, un argomento, l’apparato respiratorio, è passato nel programma di Anatomia II. La seduta di gennaio ha dato buoni risultati”. La docente ammette che l’esame di Anatomia presenta un’oggettiva difficoltà: “Non è un problema di complessità degli argomenti ma di vastità del programma. Anatomia resta Anatomia. Non posso mica far studiare un apparato in meno!”. Non esistono scorciatoie per velocizzare l’apprendimento del manuale: “L’unico consiglio per approcciare la materia nella maniera giusta è studiare”.
Anche l’esame di Medicina interna è diventato un’idoneità. “I docenti hanno preparato una prova scritta molto difficile. I promossi sono stati proprio pochi – afferma Mancusi, sottolineando che la prova scritta risulta più impegnativa di quella orale – E’ necessario conoscere dettagli che all’orale non vengono chiesti. Dal punta di vista emotivo rispondere per iscritto è più agevole ma richiede una maggiore preparazione. Alcuni studenti si erano illusi che la trasformazione di alcune prove in idoneità le avrebbe semplificate, era ovvio che non sarebbe stato così”.
Invariate sono, invece, rimaste le prove del primo anno che in questi giorni vedono impegnate le matricole. “I primi esami sono importanti. Se vanno bene, ti stimolano ad andare avanti  – afferma Buonauro – Non è affatto facile l’impatto con un sistema di studio del tutto nuovo. Quest’anno non ci sono stati problemi eclatanti ma qualche difficoltà è fisiologica”. Buonauro, che è iscritto all’ultimo anno, ricorda così i suoi esordi: “L’approccio con la Statistica per me fu un po’ particolare. Anche Fisica fu impegnativo”. 
Agli studenti del primo anno il prof. Garbi consiglia di seguire con assiduità i corsi: “Venire a lezione è molto importante per acquisire la sequenza logica degli argomenti e capire il livello di approfondimento che il docente richiede per ciascuno degli argomenti”. Per superare gli esami del II ciclo in scioltezza l’unico metodo è “studiare. Se necessario approfondire. Impegnarsi fin da subito, non ridursi agli ultimi giorni. E, se ci sono lacune, contattare i docenti. Soprattutto quelli del I anno sono molto disponibili”. 
Manuela Pitterà
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