Elsa, l’esperienza svizzera della squadra napoletana

La prima volta dell’Italia all’Emc2 raccontata dai protagonisti. Amedeo Arena, Jacopo Martire, Raimondo Nocerino e Andrea Torino sono i componenti della squadra italiana che ha preso parte all’edizione 2005 dell’Elsa Moot Court Competition, la simulazione processuale organizzata da Elsa International in collaborazione con il WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio. Dal 27 aprile al 1°maggio hanno vissuto a Ginevra un’esperienza entusiasmante, ricca di stimoli sia dal punto di vista scientifico che umano, confrontandosi con studenti e giovani laureati provenienti da diverse parti del mondo. Chiamati a discutere su un complesso caso di commercio internazionale, hanno difeso i colori italiani con preparazione e abilità. Il loro percorso però si è arrestato dopo due dibattimenti, uno contro la squadra del Messico e uno contro la squadra della Svezia. “La valutazione della giuria è stata complessiva -spiega Andrea Torino- le nostre argomentazioni sono state apprezzate dal punto di vista della sostanza, ma ci è stato anche posto un problema di strutturazione dell’intervento. Veniva richiesto un approccio piuttosto metodico, mentre noi abbiamo un modo di esporre diverso, frutto di una cultura più passionale”. La maggior parte dei partecipanti proveniva da ordinamenti di tipo anglosassone e aveva grande dimestichezza con l’inglese, lingua ufficiale della manifestazione. Non a caso a vincere è stata la squadra del King’s College di Londra, in una rigorosa finale con i ragazzi di Hong Kong. Oltre alle squadre europee, infatti, erano presenti anche gruppi provenienti dall’Oceania, dall’America Latina, dagli Stati Uniti. La possibilità di incontrare giovani di tante parti del mondo è del resto una delle grandi attrattive dell’Emc2. “E’ stata un’esperienza molto coinvolgente – dice Raimondo Nocerino- Ci ha dato la possibilità di entrare in contatto con un ambiente multiculturale e di arricchirci umanamente”. L’altro elemento di interesse è dato dalla materia che la Moot Court consente di approfondire, il Commercio internazionale. “Partecipare a quest’evento ci ha aperto a un campo di studio non molto conosciuto – prosegue Nocerino- Ormai non c’è più spazio per un mercato interno che non guardi al mondo. Personalmente saluterei con favore la nascita di una cattedra per lo studio di questi temi nella facoltà di Giurisprudenza”. 
La manifestazione elsiana ha fatto dunque nascere un nuovo interesse nei quattro membri della squadra italiana, che supportati dalla prof. Giovanna Adinolfi dell’Università di Milano, uno dei massimi esperti del settore, hanno studiato approfonditamente il caso oggetto della simulazione processuale. “La settimana prima di partire ci vedevamo tutte le mattine alle cinque a casa mia o a casa di Andrea per studiare”, ricorda Amedeo Arena. E così sono nate nuove e belle amicizie. La squadra italiana si è fatta notare a Ginevra anche per questo, per il suo affiatamento e la sua vitalità. Racconta Jacopo Martire: “scientificamente la manifestazione è stata molto formativa, ma dal punto di vista sociale l’organizzazione non era molto attiva. Ci abbiamo pensato noi napoletani a ravvivare l’ambiente, con i nostri room’s party, ai quali invitavamo anche i professori, e le strimpellate di chitarra in riva al lago di Ginevra”.
Sa. Pe.
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