Esame di Stato, aule studio, finanziamenti

22 anni, al quinto anno della tabella XXX, alla sua prima esperienza nella politica universitaria, Delia Evangelista si definisce una portavoce, una sorta di “rappresentante del gruppo”, piuttosto che un presidente: “La mia idea è di privilegiare il gruppo e non il singolo, in linea con il modus agendi di Confederazione. Ciò significa che qualsiasi decisione andrà presa di concerto con tutti i membri del Consiglio”. Una maggiore chiarezza sul sistema dei tirocini e sull’attribuzione dei crediti alle attività esterne alla Facoltà, le priorità da affrontare secondo il neopresidente. Che non dimentica gli studenti del vecchio ordinamento: “all’atto dell’iscrizione abbiamo siglato un ‘contratto’ con questa Facoltà. Pertanto, ci spetta di diritto sostenere l’esame di Stato secondo la vecchia modalità. Mi impegnerò a fondo per vedere consacrato questo diritto”.  
Esame di Stato che è al centro della battaglia del vicepresidente del Consiglio degli Studenti di Facoltà, Alessandro Stentardo, che da anni se ne sta occupando. Già, perché Alessandro, laureando della tabella XXX, è alla sua seconda volta come rappresentante in CdF (dopo i trascorsi nella lista Arché, ora Hyram). “Ho seguito tutto l’iter della legge – afferma lo studente – e, in base alle ultime modifiche, la vecchia procedura per l’iscrizione all’albo è ancora valida sino al 2006. Il nostro impegno sarà quello di procrastinare almeno per altri due anni la scadenza, se non addirittura abolirla del tutto”. La questione delle sedi, altrettanto importante per Stentardo. “Anzitutto, bisogna restituire la dignità di edificio storico a Palazzo Gravina. Ciò significa niente più ragazzi seduti nei corridoi a studiare; recupero degli spazi momentaneamente inaccessibili; maggiore igiene”. Quanto alla nuova sede, “è necessario chiarire quali strutture ci saranno in via Forno Vecchio: avremo aule studio?”. 
E poi un progetto ambizioso, già portato al vaglio delle consulte competenti: “per evitare lo scempio di piazza Dante o i teschi di piazza Plebiscito, questa Facoltà dovrebbe dire la sua sulle scelte urbanistiche per la città. Palazzo Gravina potrebbe diventare la sede di presentazione dei vari progetti”.
Scelta raziocinante quella di affidare ad Antonio Minutaglio, 30 anni, ingegnere per forza col pallino dell’architettura, la rappresentanza in seno al Polo delle Scienze e delle Tecnologie. “Bisogna portare Architettura al livello di Ingegneria, quest’ultima con strutture e servizi di eccellenza. Ma per farlo ci vogliono finanziamenti più cospicui. Confido nelle linee guida indicate dal rettore Trombetti, volte a dare  maggiore autonomia ai Poli”, dice.  
Sempre al Polo, ma nella Commissione per la didattica, si accomoda Luigi Di Girolamo, alla prima esperienza di rappresentanza. Che con un occhio al vecchio e uno al nuovo ordinamento, cercherà di tutelare gli interessi dei suoi colleghi. “Spero di riuscire ad avere un quadro chiaro sui crediti esterni – dichiara Di Girolamo -. Nel contempo, come studente al quinto anno della tabella XXX, mi sembra giusto monitorare la situazione dei vecchi iscritti, cercando di salvaguardare i loro diritti. La questione dell’esame di Stato può trovare riscontro anche all’interno della Commissione”. Fondamentale, quindi, l’appuntamento del 16 marzo con il forum sulla didattica, “un’opportunità per gli studenti di confrontarsi con il mondo accademico e cercare di migliorare la vita della Facoltà”, il parere degli studenti di Confederazione.
Sebbene all’opposizione, anche i rappresentanti dell’Hyram lavoreranno per realizzare i tanti punti programmatici annunciati in campagna elettorale. “La nostra lista – chiosa Augusto De Cesare – nasce anzitutto per tutelare gli studenti che frequentano i corsi del nuovo ordinamento, senza tuttavia dimenticare le difficoltà dei vecchi iscritti, cui sono stati soppressi una serie di corsi”. In tema di didattica, dunque, “chiediamo che sia indicata la modalità per acquisire i crediti liberi per gli studenti che frequentano Scienze dell’Architettura triennale. Inoltre, reclamiamo finestre più ampie d’esame per tutti i nuovi corsi”, afferma Alberto Grasso.
Quindi gli spazi. “Abbiamo un bisogno disperato di aule studio – l’appello accorato di Francesco Bernardo, coordinatore di Hyram – e non credo ci basteranno quei quaranta posti (per giunta poco illuminati) previsti nella nuova sede di via Forno Vecchio, dove, come al solito, il numero maggiore dei locali è stato destinato a dipartimenti e uffici vari”.
Infine, l’informazione. “È bene che i vari livelli istituzionali – presidenza, segreteria, dipartimenti – imparino a comunicare tra di loro per offrire agli studenti informazioni univoche e coerenti”, dichiara De Cesare. Inoltre, “alla luce dei continui cambiamenti dei piani di studio cui sono soggetti i nuovi corsi di laurea, gli studenti possono rivolgersi a noi per ogni chiarimento o spiegazione di sorta”.
Paola Mantovano
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