Esami, discipline del primo anno, caratteristiche e sbocchi professionali dei Corsi di Laurea

LETTERE MODERNE. 19 esami per la Triennale di Lettere Moderne. Ad accogliere i nuovi iscritti ci saranno al primo semestre i corsi di Letteratura italiana, Storia della lingua italiana e una lingua straniera a scelta tra Inglese, Francese e Spagnolo, tutti da 12 crediti. “L’inserimento di un esame di lingua straniera è una novità importante”, evidenzia il prof. Nicola De Blasi, Presidente del Corso di Laurea. Diversi i cambiamenti strutturali apportati dal Nuovissimo Ordinamento. “Quando tutti gli esami erano da 4 crediti, buona parte del tempo dei docenti e degli studenti veniva dedicata agli esami. Con il nuovo sistema invece, premesso che la frequenza rimane sempre libera, ritornano al centro della vita universitaria i corsi, come momento di dialogo e approfondimento. In questo senso bisogna abituarsi a vedere l’esame come il compimento di un percorso più ampio, che non deve assorbire tutta l’attenzione degli studenti”. Con l’ordinamento precedente a Lettere Moderne gli esami nella Triennale superavano i 40; per questo probabilmente quest’anno alle 450 nuove matricole si sono sommati ben 150 studenti che hanno deciso di passare al nuovo sistema.  Per quanto riguarda i tanto discussi sbocchi occupazionali, invece, studiare Lettere Moderne non vuol dire indirizzarsi soltanto verso l’insegnamento: “c’è una nostra ex studentessa che sta facendo la sceneggiatrice per programmi televisivi, altri si sono indirizzati verso il giornalismo… Incoraggiamo gli studenti a seguire anche altre strade. Ma questo non vuol dire che l’insegnamento debba essere svalutato”, precisa De Blasi, “anche perché dall’anno scorso abbiamo previsto che già dalla Triennale si possano acquisire i crediti necessari alle classi di concorso ministeriali”.
LINGUE, CULTURE E LETTERATURE MODERNE EUROPEE. Per il Corso di Laurea in Lingue, Culture e Letterature Moderne Europee, l’introduzione del Nuovissimo ordinamento ha significato, invece, dare ancora più spazio allo studio delle lingue. Ogni studente dovrà infatti scegliere due lingue da portare avanti per tutto il triennio, ogni anno con un esame da 12 crediti. “I corsi di lingua sono annuali, da ottobre a maggio – spiega la prof.ssa Silvana La Rana, Presidente del Corso di Laurea – A gennaio i ragazzi avranno una prova intercorso, mentre da giugno in poi sarà possibile sostenere l’esame completo”. Insieme ai primi due corsi di lingua gli studenti seguiranno al primo anno Letteratura Italiana (9 crediti come per  le altre letterature del Corso), Linguistica Generale, da 6 crediti, e la letteratura straniera corrispondente alla lingua scelta. Dal secondo anno, invece, ci sarà più spazio anche per la scelta di materie affini, come Geografia o Storia. Ma a rimanere in primo piano sono sempre le lingue. “Il corso di lingua comprende diversi livelli in parallelo, dalla linguistica alle esercitazioni con i docenti madrelingua”, continua la prof.ssa La Rana, “e l’esame finale tiene conto di tutte queste componenti. Dopo lo scritto, più incentrato sulla parte grammaticale, abbiamo, ad esempio, ideato un esame orale basato sul dialogo degli studenti, cercando di stimolarli ad acquisire un vocabolario più ampio”. A chi è interessato allo studio delle lingue la prof.ssa La Rana consiglia infatti di avvicinarsi al corso con un’attitudine pronta all’uso “attivo” della lingua in tutte le sue componenti, non solo della grammatica, spesso insegnata anche male nei licei. “Siamo aperti a tutti, la selezione si fa poi sul campo, con i primi esami. I ragazzi dovrebbero arrivare dai licei con un livello B1/B2 di conoscenza della lingua, mentre spesso arrivano con un A1-A2; è necessario in alcuni casi lavorare molto per raggiungere C1 che è il nostro obiettivo per la fine del triennio”.
Umiltà se “non si maneggia bene la lingua italiana”
ARCHEOLOGIA E STORIA DELLE ARTI. Il Corso di Laurea in Archeologia e Storia delle Arti è più marcatamente incentrato “sulle discipline formative di base di un curriculum umanistico”, come spiega il Presidente del Corso Francesco Aceto. Una base che poi viene integrata, a seconda dei diversi curricula, con le discipline caratterizzanti dei diversi settori. Chi si iscrive ad Archeologia dovrà, infatti, scegliere tra tre indirizzi diversi: Archeologico, Musica e Spettacolo, Storico-Artistico; gli esami sono in tutto 15, di cui 10 comuni a tutti i percorsi e 5 differenziati. Rimane alto il numero di iscrizioni a quello che è uno dei Corsi di Laurea più giovani della Facoltà –  quest’anno erano 164 le matricole, a cui vanno aggiunti gli studenti già iscritti che quest’anno sono passati al Nuovissimo ordinamento, circa 80.  I primi corsi che partiranno ad ottobre saranno quelli di Letteratura latina, Letteratura italiana, Storia romana; al secondo semestre, invece, a seconda del percorso prescelto, ci sarà Storia greca per il percorso archeologico, Storia del teatro per il percorso di Musica e Spettacolo e Storia dell’arte medievale per l’indirizzo storico-artistico. Comune a tutti, invece, il corso di Archeologia, così come quello di Museologia al secondo anno. “Vorrei raccomandare agli studenti – sottolinea Aceto – di fare una sorta di test di autovalutazione prima di iscriversi al Corso. Nella platea dei nostri iscritti cresce la componente proveniente da licei artistici o istituti professionali, dove si fanno spesso studi  umanistici ridotti. Si pensa forse che lo studio della Storia dell’Arte possa essere più leggero, ma vorrei invece sfatare questo equivoco: il profilo del nostro Corso di Laurea è teso a formare lo storico dell’arte e dell’archeologia, e in quanto tale richiede un’adeguata formazione storica e letteraria di base. Cerchiamo, per quanto possibile, di farci carico delle carenze formative degli studenti, ma è necessaria anche una forte motivazione”.
CULTURA E AMMINISTRAZIONE DEI BENI CULTURALI. “Rispetto all’anno scorso abbiamo effettuato una piccola variazione del piano di studi”, spiega la prof.ssa Maria Antonietta Picone, Presidente del Corso in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali. “Prima erano obbligatori almeno due esami da 12 crediti nei settori dell’Archeologia classica e della Museologia, cosa che lasciava poco spazio alle altre discipline caratterizzanti del Corso come Arte, Spettacolo, Archivistica. Quest’anno abbiamo, invece, diviso quegli esami in due moduli da 12 crediti: lo studente così potrà scegliere se sostenere i due moduli di una stessa materia o due esami diversi da un modulo ciascuno; lo stesso vale per i 12 crediti delle attività a scelta. Se prima gli esami erano in tutto 15, ora sono potenzialmente 17, ma i crediti e i moduli rimangono gli stessi”. Per il resto, i contenuti rimangono costanti anche rispetto all’ordinamento precedente: pur a costo di limitare gli esami a scelta, si sono mantenuti come obbligatori i tre esami di ambito economico-gestionale, da sempre caratterizzanti del profilo del Corso, e quello di Filosofia teoretica. Un altro elemento fondante del Corso rimane il tirocinio: “ultimamente stiamo anche stimolando gli studenti ad attivare nuove convenzioni per tirocini in provincia, nei loro comuni di residenza: molti enti locali non hanno nessuna gestione dei loro beni culturali e la proposta di uno stage da parte dei ragazzi può aprire nuove prospettive. Oltre a questo abbiamo già attive convenzioni con enti, musei e Fondazioni in tutta Italia”. Anche a Beni Culturali è in crescita il numero di iscritti provenienti da istituti professionali. “Può capitare che alcuni siano bravissimi”, riconosce la prof.ssa Picone, “ma a chi è consapevole di non maneggiare bene la lingua italiana consiglio, con un po’ di umiltà, di fare delle ripetizioni o ricominciare daccapo, dalla grammatica e dalla sintassi”. A chi volesse mettere alla prova, invece, i propri interessi nel settore dei Beni Culturali, la professoressa suggerisce semplicemente di “cominciare ad avvicinarsi a qualcuna delle ricchezze artistiche della città: dalle stazioni della metropolitana collinare al museo di Capodimonte e a quello Archeologico”.
FILOSOFIA. Sono 17 anche gli esami del Corso di Laurea Triennale in Filosofia. Al primo anno i nuovi iscritti troveranno i corsi di Filosofia teoretica, Filosofia morale, Storia delle discipline politiche ed altri a scelta, ad esempio, tra Storia greca o romana, Storia medievale e delle religioni, come spiega la prof.ssa Renata Viti Cavaliere, Presidente del Corso di Laurea. “Gli insegnamenti del primo anno sono tutti da 12 crediti: sono corsi completi, più articolati, non più frammentati come nell’ordinamento precedente; possiamo dire che l’offerta formativa forma di più”, afferma la professoressa. In generale il Corso di Laurea, sostiene la docente, mantiene “un’attenzione alla varietà delle discipline. Al terzo anno, ad esempio, gli studenti dovranno scegliere una lingua antica o moderna per un esame da 6 crediti, da integrare eventualmente con 12 cfu delle ulteriori conoscenze”. Rimane forte la componente delle discipline storiche, che permette di accumulare già nel triennio i 36 crediti utili per le classi di concorso per l’insegnamento. “Ma c’è spazio anche per materie come Filosofia della scienza, Logica”, continua la professoressa. La maggior parte dei laureati tende a continuare con la Specialistica interna alla Facoltà, ma molti si specializzano anche in altri settori, dalla Comunicazione alla Sociologia. “Una nostra ex studentessa, approfittando dell’Erasmus, si è specializzata in una lingua sfruttando la doppia competenza linguistico-filosofica”, racconta la prof.ssa Viti Cavaliere. “Da qualche anno poi abbiamo istituito un Master che mira a delineare un profilo professionale, il Consulente filosofico, che nel Nord Italia comincia ad essere molto richiesto. Ma nel nostro caso rimangono le difficoltà del contesto campano”. Se cambiano le prospettive lavorative, rimane però costante il numero degli iscritti, ogni anno circa 150.
STORIA. Anche a Storia la riduzione del numero complessivo degli esami non si trasforma in una diminuzione del carico di impegno per gli studenti, come sottolinea il Presidente del Corso di Laurea, prof. Roberto Delle Donne. “Ci sono più materie istituzionali e i moduli sono maggiori rispetto al passato, con una concentrazione maggiore su alcune materie. Il percorso è unico, pochi gli esami a scelta”. Una nuova impostazione che ha fatto registrare finora “effetti positivi, anche se alcuni ragazzi hanno chiesto di dividere gli esami in prove parziali intercorso, il che segna paradossalmente una sorta di ritorno al sistema precedente”. A chi ha intenzione di iscriversi a Storia, il prof. Delle Donne ricorda solo che “è necessaria una buona disposizione allo studio; gli esami sono impegnativi, inevitabilmente sarà più facile per chi è più abituato a studiare”. Al primo semestre del primo anno i nuovi iscritti troveranno i corsi di Storia greca e Geografia; al secondo Storia della filosofia, Storia romana e Letteratura italiana, tutti da 12 crediti. L’anno scorso gli iscritti sono stati 147, continuando il trend di lieve crescita già presente negli anni scorsi.
LETTERE CLASSICHE. “Un potenziale nuovo iscritto a qualsiasi Facoltà deve innanzitutto possedere l’entusiasmo di apprendere ed il desiderio di inserirsi al più presto con le conoscenze acquisite nella società”, sottolinea la prof.ssa Giuseppina Matino, Presidente del Corso di Laurea in Lettere Classiche. “Il Corso prevede l’acquisizione di una solida formazione di base, metodologica e storica, negli studi linguistici, filologici e letterari, con particolare riferimento al mondo greco-romano”, spiega la professoressa; ma si guarderà anche e soprattutto “agli sviluppi di queste discipline nelle epoche successive ed al loro influsso sull’età? moderna e contemporanea”. Al primo anno i nuovi iscritti troveranno i corsi di Letteratura italiana, Letteratura latina, Letteratura greca, Storia greca, Linguistica italiana. La maggior parte dei laureati della Triennale in Lettere Classiche continua con la Specialistica interna in Filologia, Letterature e Civiltà del Mondo Antico. 
Anche a Lettere Classiche, già a partire dalla Triennale, si acquisiscono i crediti necessari alle classi di concorso per l’insegnamento, in questo caso del Latino e del Greco. Insegnamento che rimane, quindi, lo sbocco lavorativo privilegiato, ma non l’unico. Tra gli altri, come ricorda la prof.ssa Matino, bisogna infatti considerare “l’editoria, le Fondazioni e gli istituti culturali e librari, la gestione delle risorse umane, la pubblicità?, la comunicazione”.
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