Esami e rispetto delle regole

Frequentare l’Università non significa solo sostenere con successo un certo numero di esami, ma anche e soprattutto imparare a gestire al meglio il proprio percorso formativo, nel rispetto delle regole. È quello che cerca di inculcare agli studenti il prof. Sergio Vellante, ordinario di Economia e Organizzazione dell’Impresa e del Territorio del Corso di Laurea in Ingegneria civile e ambientale di Aversa, il quale, di recente, ha pubblicato sulla propria pagina web un avviso col quale comunica ad uno studente che non potrà sostenere l’esame nelle sedute di dicembre e gennaio in quanto “ha arrecato danni ai propri colleghi, non rispettando le regole e facendo una doppia prenotazione in entrambi i mesi”. Quella del prof. Vellante è un’organizzazione davvero metodica. “Credo di essere l’unico docente che ha organizzato il programma diviso per moduli, unità formative e didattiche, titoli delle lezioni e numero di ore, oltre a fornire informazioni circostanziate per rintracciare i singoli argomenti nei testi consigliati – afferma – Ribadisco, tuttavia, agli studenti che innanzitutto vanno studiate le materie di base fondamentali (Matematica e Fisica) e che devono utilizzare l’Economia come materia integrativa e non interstiziale o riempitiva del libretto, come invece fanno, perché è propedeutica alle discipline dell’Estimo, della Pianificazione e della Gestione ambientale”. All’inizio di ogni semestre, Vellante fa un’attenta stratificazione della classe “a seconda della formazione, della provenienza”. Programma le sedute ogni quindici giorni, nelle finestre d’esame, e può anche capitare che, in un mese, come giugno e luglio scorsi, ci siano ben tre date utili per sostenere l’esame. “Svolgo esami tutti i mesi dell’anno accademico, ma distinguo chi è in corso e chi non lo è, e pongo dei limiti alla prenotazione – continua il docente – Organizzo, dunque, tre sedute di esami per mese a luglio e settembre: una con il limite di 15 prenotati è destinata ai fuori corso; le altre due, ciascuna con il limite di 25, sono per gli studenti in corso. A giugno e ottobre le sedute sono due per mese, una per gli studenti in corso e l’altra no, mentre nei restanti mesi, da novembre a maggio dell’anno successivo, sostengo una sola seduta mensile per 20 unità aperta a tutti. Il limite delle prenotazioni si inserisce in un sistema di programmazione che mi permette di sostenere più di 150 esami l’anno su 250 immatricolati e, allo stesso tempo, dà la possibilità ai ragazzi di organizzare lo studio in un determinato lasso di tempo e nel miglior modo possibile”. È ovvio che il sistema vacilla se non vengono rispettare le regole, e lo studente che ha effettuato una doppia prenotazione non ha fatto altro che arrecare danno agli altri, occupando un posto e togliendo la possibilità ad un’altra matricola di prenotarsi all’esame. “Questo lavoro di programmazione è uno sforzo non indifferente che si inserisce in una situazione critica di forte deficit culturale, più che formativo, di ragazzi intelligenti che vengono però da un contesto sociale e istituzionale spesso molto degradato e che individua nel non rispetto delle regole un elemento di sopraffazione diffuso da parte di pochi”. 
Il lavoro del professore continua anche al biennio specialistico, in quanto titolare della cattedra di Politiche economiche di gestione dell’ambiente e del territorio, dove imposta lo svolgimento degli esami in modo differente. “Per porre riparo alle incongruenze del ‘3+2’, cerco di condividere competenze con gli studenti e attivare percorsi specialistici con pratiche di campo. Due anni fa, prima del totale prosciugamento di risorse a vantaggio di Atenei con maggiore potere accademico ed economico, ma non sempre scientifico, siamo stati a Casamicciola a studiare le dinamiche della frana e, nell’Ecoregione del Matese, le recenti formazioni calanchive, ambedue fenomeni connessi al manifestarsi degli eventi estremi nei cambiamenti climatici – conclude – Sono dell’idea che i ragazzi vanno seguiti, perché l’Università ha anche un’importante funzione educativa”.
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