Evento a 50 anni dal lancio dello Sputnik

Il lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale, da parte dell’Unione Sovietica, il 4 ottobre 1957 è stato l’evento che ha aperto, ufficialmente, la corsa allo spazio. L’intero programma Sputnik, che durò tre anni, permise di mettere in pratica il volo orbitale, di studiare i pericoli e le reazioni, fisiche ed emotive, degli esseri viventi durante le fasi del lancio e del volo e aprì la strada ai primi viaggi umani nello spazio. In occasione del cinquantenario dell’avvenimento, la Facoltà di Ingegneria, ha organizzato nell’Aula Magna, lunedì 12 novembre, a partire dalle 9.30, una mattinata di incontri e dibattito sulle frontiere delle osservazioni e sperimentazioni nello spazio. Previsto l’intervento di esponenti di spicco del mondo della ricerca, della politica e dell’industria nella nostra regione. “In questo settore d’avanguardia, la nostra università, è entrata grazie all’attività pionieristica svolta dal prof. Luigi Gerardo Napolitano, ed ha assunto rapidamente e consolidato negli anni una posizione di eccellenza italiana ed internazionale. Vorremmo presentare agli studenti un breve excursus di questa storia e fornire un orientamento su potenziali scelte formative nel settore spaziale” dice il prof. Antonio Moccia, ingegnere aerospaziale, che si definisce ‘più spaziale che aero’. Il settore aerospaziale ha rappresentato per tutto il ‘900, fino all’avvento delle nanotecnologie, uno dei motori principali del progresso. Se ne parlerà nel corso della mattinata quando verranno affrontati e approfonditi molti temi. A cominciare dal telerilevamento, per la cartografia, la topografia e la tutela delle risorse agricole e forestali. Per passare all’aerodinamica ipersonica e agli studi sulla microgravità. Biologia, Medicina, Fisica, il convegno fornirà una vasta panoramica delle frontiere che l’esplorazione dello spazio ha aperto. “Concluderemo la giornata ascoltando le parole degli scienziati dell’osservatorio di Capodimonte, che ci parleranno delle loro osservazioni, al limite della fantascienza”, anticipa il professore.
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