Ferrara inaugura la nuova sede a Monte di Dio

“Durante gli ultimi venti anni è stato fatto molto per migliorare la vivibilità del nostro Ateneo, in particolare sul versante dell’edilizia”, ha detto il prof. Gennaro Ferrara il 28 ottobre nell’aprire la cerimonia di inaugurazione della nuova sede a Monte di Dio – Palazzo Pacanowsky (ex Palazzo Telecom). Una manifestazione che è coincisa con l’ultimo, applaudito ed emozionante intervento pubblico da Rettore di Ferrara che dopo una lunga reggenza passa la mano. 
Nella nuovissima e multimediale aula che ha ospitato la manifestazione c’erano studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. Al fianco del Rettore erano seduti tutti i Presidi di Facoltà: Raffaele Santamaria, Claudio Quintano, Giuseppe Vito, Federico Alvino, Alberto Carotenuto. “Questa nuova sede farà rivivere ai giovani Pizzofalcone, il luogo dove è nata Napoli”, ha detto Ferrara. Che poi ha raccontato l’impegno nel reperire nuove e definitive sedi per far fronte ad una utenza moltiplicatasi negli anni grazie “alla qualità dell’offerta didattica”. “Mi sono quasi sentito come nel film ‘Totò cerca casa’ – ha ironizzato Ferrara – nella continua ricerca di altre sedi”. Costretto a malincuore a qualche fitto, la Parthenope però ha anche usufruito di posti straordinari: “abbiamo tenuto lezioni in un chiostro del ’600, che poi abbiamo scoperto essere stato teatro del processo a Masaniello, e perfino di una Chiesa”.  Qualche rimpianto: “non ci è stato concesso di impiegare gli spazi di Castel Capuano (ex Tribunale) e dell’ex Filangieri, attualmente inutilizzati”. L’edificio al Centro Direzionale (attuale sede di Ingegneria e Scienze e Tecnologie) “è stato finanziato nel 1986 ma per problemi burocratici i lavori sono rimasti fermi per 20 anni”.
La ristrutturazione del Palazzo Pacanowsky – che accoglierà la Facoltà di Economia e parte di Giurisprudenza a partire da gennaio – è stata possibile grazie ad un finanziamento di 130 miliardi di vecchie lire concesso dall’ex Ministro dell’Università e della Ricerca, ora Senatore, Ortensio Zecchino, per sostenere la nascita della Facoltà di Scienze Motorie. L’edificio si sviluppa su una superficie complessiva di circa 35.000 mq , 25 aule per circa 2.300 posti a sedere, 4 ascensori per l’accesso da via Chiatamone e uno in costruzione per arrivare da via Santa Lucia, 149 uffici, aule informatiche, sale riunioni, sale lettura, segreteria studenti, mensa, bar, parcheggio multipiano con una capienza di circa 170 automobili, oltre ad aree esterne per percorsi pedonali ed aree verdi. Le aule, gli uffici e gli spazi comuni sono distribuiti su undici livelli, dei quali sette completamente fuori terra. Gli uffici destinati ai Dipartimenti, alle Presidenze ed all’Amministrazione, con esclusione della Segreteria studenti posta al piano terra, sono ubicati negli ultimi cinque piani.
La struttura è in grado di accogliere 2.500 studenti contemporaneamente e sarà un punto di riferimento per 7.000 utenti. 
Ferrara ha sottolineato quanto sia stata importante la continuità della sua gestione per la programmazione a lunga scadenza e la crescita dell’Ateneo: “Quando sono stato eletto per la prima volta Rettore, l’attuale Ministro della Pubblica Istruzione aveva solo 12 anni. Sono rimasto in carica per un quarto di secolo, cosa che ha consentito di raggiungere  tanti obiettivi e sostenere la crescita del nostro Ateneo. Probabilmente se si fossero susseguiti 6 o 7 Rettori, questo Ateneo si chiamerebbe ancora ‘Istituto Universitario Navale’ e rappresenterebbe soltanto una piccola nicchia all’interno del sistema universitario campano”. Poi il passaggio di consegne. “La nuova governance va nella direzione giusta, e cioè di un lavoro che non si interromperà con la fine del mio mandato. Con il neo Rettore Claudio Quintano ho lavorato bene per tanti anni e per il futuro sarà affiancato dal prof. Giuseppe Vito, mio allievo. C’è ancora molto da fare, soprattutto in termini di qualità ed efficienza, e dunque il compito dei miei successori sarà tutt’altro che agevole, anche perché i fondi a disposizione sono sicuramente minori. Tuttavia è importante partire dalle cose già fatte”. Si è poi rivolto ai docenti: “non incappate nell’errore di farvi prendere dal complesso di Nettuno, perdendo di vista un valore importante: quello della gratitudine”.
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