Cambio al vertice del Corso di Laurea Triennale in Fisica. Si dimette il prof. Rodolfo Figari, docente di Metodi Matematici della Fisica, il quale aveva già annunciato qualche tempo fa la volontà di lasciare l’incarico. Ha atteso che fosse nominato un successore, però, prima di dare corso alle intenzioni. Gli succede Vincenzo Canale, professore di Fisica Sperimentale.
Professore Figari, qual è il bilancio della sua esperienza al vertice del Corso di Laurea?
“Negativo purtroppo. Vado via, infatti, a causa dei troppi problemi irrisolti che non è stato possibile affrontare”.
Quali in particolare?
“È da tempo, ormai, che si discute circa la necessità di modificare il regolamento del Corso di Laurea. Urgono interventi per renderlo più efficiente e razionale. Era uno dei punti qualificanti del mio mandato, ma non ho avuto l’opportunità di concretizzarlo”.
Per quale motivo?
“La nuova architettura dell’Ateneo prevede una miriade di passaggi burocratici, tra molteplici strutture. Tutte hanno voce in capitolo, ma nessuna si assume, poi, le responsabilità decisionali. Pensi che la bozza del nuovo regolamento è stata inviata al Presidio di qualità dell’Ateneo, poi tornerà in Dipartimento. Non si capisce per quale motivo una struttura come la Scuola Politecnica e delle Scienze di base, della quale anche Fisica fa parte, non si assuma la responsabilità di decidere su questi temi”.
Cosa altro avrebbe voluto realizzare durante il suo mandato?
“Un altro punto qualificante sarebbe stato la riorganizzazione della didattica. Fisica un tempo durava 4 anni. Con la riforma del tre più due, che personalmente non ho condiviso per niente, ma che ormai è un fatto e dalla quale non si può prescindere, anche noi siamo diventati Laurea Triennale di primo livello e laurea di secondo livello, biennale. Naturalmente, tutti proseguono con il biennio, come credo accada anche nel resto dell’Ateneo. La nuova architettura avrebbe richiesto che i colleghi rivedessero sostanzialmente i programmi proposti nel triennio. C’è, invece, chi pretende ancora di insegnare in tre anni quello che un tempo era distribuito su 4. Un errore. Bisognerebbe ricalibrare i programmi di non pochi insegnamenti della Triennale. Non ci siamo ancora riusciti”.
Quali altre priorità avrebbe voluto affrontare?
“C’è sicuramente un problema sul tutoraggio. Intendiamoci, a Fisica non siamo certo all’anno zero. Si fa. Però va certamente migliorato e calibrato sulle esigenze dei singoli studenti. È necessario per abbattere la percentuale degli abbandoni tra primo e secondo anno”.
In che modo potrebbe essere migliorato il tutoraggio?
“Dovrebbe essere svolto all’interno dei singoli corsi ed in maniera programmata. Adesso, invece, è affidato alle iniziative individuali di alcuni docenti del primo anno. Certamente meritorie, sia chiaro, ma va fatto di più da tutto il Corso di Laurea”.
Che Corso di Laurea consegna al suo successore?
“I problemi sono quelli che ho detto. Di positivo c’è che, finalmente, dopo tanti anni nei quali molteplici mutamenti legislativi ci hanno costretto a concentrare tutte le nostre risorse su questioni amministrative, in futuro sarà possibile tornare a focalizzare i riflettori sulla didattica”.
Professore Figari, qual è il bilancio della sua esperienza al vertice del Corso di Laurea?
“Negativo purtroppo. Vado via, infatti, a causa dei troppi problemi irrisolti che non è stato possibile affrontare”.
Quali in particolare?
“È da tempo, ormai, che si discute circa la necessità di modificare il regolamento del Corso di Laurea. Urgono interventi per renderlo più efficiente e razionale. Era uno dei punti qualificanti del mio mandato, ma non ho avuto l’opportunità di concretizzarlo”.
Per quale motivo?
“La nuova architettura dell’Ateneo prevede una miriade di passaggi burocratici, tra molteplici strutture. Tutte hanno voce in capitolo, ma nessuna si assume, poi, le responsabilità decisionali. Pensi che la bozza del nuovo regolamento è stata inviata al Presidio di qualità dell’Ateneo, poi tornerà in Dipartimento. Non si capisce per quale motivo una struttura come la Scuola Politecnica e delle Scienze di base, della quale anche Fisica fa parte, non si assuma la responsabilità di decidere su questi temi”.
Cosa altro avrebbe voluto realizzare durante il suo mandato?
“Un altro punto qualificante sarebbe stato la riorganizzazione della didattica. Fisica un tempo durava 4 anni. Con la riforma del tre più due, che personalmente non ho condiviso per niente, ma che ormai è un fatto e dalla quale non si può prescindere, anche noi siamo diventati Laurea Triennale di primo livello e laurea di secondo livello, biennale. Naturalmente, tutti proseguono con il biennio, come credo accada anche nel resto dell’Ateneo. La nuova architettura avrebbe richiesto che i colleghi rivedessero sostanzialmente i programmi proposti nel triennio. C’è, invece, chi pretende ancora di insegnare in tre anni quello che un tempo era distribuito su 4. Un errore. Bisognerebbe ricalibrare i programmi di non pochi insegnamenti della Triennale. Non ci siamo ancora riusciti”.
Quali altre priorità avrebbe voluto affrontare?
“C’è sicuramente un problema sul tutoraggio. Intendiamoci, a Fisica non siamo certo all’anno zero. Si fa. Però va certamente migliorato e calibrato sulle esigenze dei singoli studenti. È necessario per abbattere la percentuale degli abbandoni tra primo e secondo anno”.
In che modo potrebbe essere migliorato il tutoraggio?
“Dovrebbe essere svolto all’interno dei singoli corsi ed in maniera programmata. Adesso, invece, è affidato alle iniziative individuali di alcuni docenti del primo anno. Certamente meritorie, sia chiaro, ma va fatto di più da tutto il Corso di Laurea”.
Che Corso di Laurea consegna al suo successore?
“I problemi sono quelli che ho detto. Di positivo c’è che, finalmente, dopo tanti anni nei quali molteplici mutamenti legislativi ci hanno costretto a concentrare tutte le nostre risorse su questioni amministrative, in futuro sarà possibile tornare a focalizzare i riflettori sulla didattica”.








