Finanziamento più ricco e partecipazione allargata anche ai ricercatori senior: le novità del programma Star

Ritorna STAR, il programma di sostegno alla ricerca cofinanziato dall’Ateneo Federico II e dalla Compagnia di San Paolo. “La principale novità – dice il prof. Luciano Mayol, che coordina da alcuni anni il progetto ed è il Direttore del Coinor (Centro di Servizio di Ateneo per il Coordinamento di Progetti Speciali e l’Innovazione Organizzativa), la struttura nella quale Star è incardinato – è che questa volta potranno partecipare anche i ricercatori più maturi. Le prime edizioni, fi no al 2018, erano riservate ai ricercatori con non più di dieci anni di anzianità di dottorato. Dopo tanti anni nei quali si sono favoriti i giovani, è giusto pensare anche ai ricercatori che hanno più anzianità ed esperienza e possono concorrere per progetti europei più ricchi. Il che, naturalmente, non esclude certamente che possano partecipare e vincere anche coloro che muovono ora i primi passi nell’ambito della ricerca”. Un’altra novità: “dovrebbe esserci, dico dovrebbe perché il bando è ancora in fase di definizione, un finanziamento un po’ più ricco rispetto alle precedenti edizioni. Dovrebbe essere di circa tre milioni di euro, parte provenienti dall’Ateneo Federico II e parte dalla Compagnia di San Paolo, che ci segue fi n dall’inizio in questa avventura, giunta ormai alla sesta edizione”. Lo scorso anno sono stati presentati circa 120 progetti e quelli finanziati sono stati una ventina. Questa volta, grazie al ritocco dell’ammontare complessivo della somma, potrebbe crescere leggermente il numero dei progetti vincitori. “Al di là dei premi – sottolinea peraltro il prof. Mayol – l’obiettivo fondamentale di Star è indurre i ricercatori a presentare progetti per concorrere all’Erc, i bandi europei. Non è un caso, dunque, che il 30 per cento del totale assegnato per Star sarà liquidato solo se i vincitori presentano un progetto europeo”. Intenzione dell’Ateneo era di partire con il nuovo bando di STAR tra febbraio e marzo, ma ci sarà un leggero slittamento. Il motivo? “A fi ne 2019 avrebbe dovuto esserci il bando di finanziamento di ricerca di Ateneo, poi rimandato. Sarà stabilita la somma esatta di quest’ultimo nel prossimo Consiglio di Amministrazione. Poiché questo progetto si alterna con STAR, c’è stato un certo ritardo. Spero comunque che il bando sarà pubblicato tra marzo ed aprile”. Come nelle precedenti edizioni, i progetti saranno valutati da un organismo terzo che ha sede a Strasburgo e si chiama European Science Foundation. “Consegniamo loro i progetti e ci danno loro la graduatoria. Trattano in maniera molto rigorosa il conflitto d’interesse. Ci rivolgiamo a loro per un motivo ben preciso. Anche escludendo la malafede, se noi limitassimo la valutazione ai ricercatori italiani, sarebbe impossibile o quasi che un progetto non capitasse nelle mani di qualcuno che fa lo stesso lavoro dei ricercatori che lo hanno presentato. Un amico o un concorrente”. Al di là della graduatoria, peraltro, ribadisce Mayol, “l’aspetto forse più importante di questa iniziativa è che pure chi non vince compie uno sforzo notevole, riceve un ritorno di giudizio da super esperti. Ognuno riceve due valutazioni molto articolate e puntuali, diverse da quelle per i Prin, i progetti di ricerca nazionali, nelle quali si leggono tre righe spesso non tutte coerenti sulla valutazione. Qui c’è un commento punto per punto, poi i ricercatori possono rispondere e la valutazione finale tiene conto anche dell’argomentazione delle controdeduzioni di chi ha presentato il progetto”. Il passaggio successivo, quello della partecipazione all’Erc europeo, non è d’altra parte precluso a chi non vinca Star. “Anche quelli non finanziati, ma che si piazzano nella parte alta della graduatoria, possono partecipare al programma Erc. Nell’ultima edizione, per esempio, ha vinto un progetto Erc una ricercatrice in Chimica che aveva partecipato sì a STAR, ma non era stata finanziata. Un altro Erc è andato invece ad un vincitore di STAR, un fisico”. Mayol andrà in pensione tra poco più di un anno. Questa, dunque, sarà l’ultima edizione che curerà STAR. Il bilancio, dice, è molto positivo. “Al di là della mia valutazione – sottolinea – fa fede quella dei cofinanziatori, della Compagnia di San Paolo. Pensi che nel 2018 si contrattava per stipulare la nuova convenzione e dunque, poiché si era in una fase transitoria, non avrebbe dovuto esserci nessun bando. Ebbene, la Compagnia di San Paolo decise di finanziare lo stesso il Progetto Star. Valutano moto positivamente l’iniziativa e ci tengono a sostenerla”. Tra un paio di mesi Mayol lascerà anche la direzione del Coinor. “La mia nomina – dice – sarebbe scaduta nella primavera 2020, ma a marzo o ad aprile prossimi sarà eletto il Rettore. Poiché è lui che nomina il Direttore di Coinor, rimetterà il mio mandato. Lo feci già nel 2014, quando Manfredi subentrò a Marrelli, che mi aveva scelto. Il nuovo Rettore ritenne di confermarmi e ne fui molto gratificato. Stavolta, però, non sono più nominabile perché ormai prossimo alla pensione”. Conclude: “Lascio una bellissima realtà ed un gruppo di giovani favolosi tra strutturati ed assunti a progetto. Coinor, con le sue molteplici iniziative, è certamente uno dei punti di forza dell’Ateneo. Sono sicuro che continuerà a svolgere questa funzione essenziale di sostegno alla ricerca, apertura verso l’esterno, promozione di iniziative culturali che ha dato in questi anni il senso della presenza forte e stimolante di un Ateneo come la Federico II nel contesto cittadino e nazionale”.
Fabrizio Geremicca
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