Gabriella, laureata a pieni voti, sogna di diventare tour operator

“Mi piace la Storia Economica e la ricerca storica mi ha sempre affascinato”, afferma Gabriella Riccio, 25 anni, napoletana emigrata a Caserta da dieci anni, è una delle due prime laureate Specialistiche in Scienze del Turismo al Federico II. Dopo il conseguimento della Triennale alla Seconda Università, ha scelto di cambiare ateneo per proseguire gli studi. “Volevo un titolo completo ed ho scelto Napoli perché ero convinta che mi avrebbe dato maggiori possibilità. Alla Federico II ho trovato professori molto in gamba e disponibili anche quando, trattandosi di un corso appena istituito, dal punto di vista organizzativo o burocratico organizzativo, qualcosa non era chiaro”. L’amore per i viaggi ha determinato la scelta universitaria. “Viaggio molto durante l’anno e ho pensato che farlo per lavoro mi avrebbe sia gratificata che divertita. Ho sacrificato molto tempo libero, ma il mio obiettivo era laurearmi  presto e bene. Ce l’ho messa tutta e sono stata premiata con un bel 110 e lode. Spero di lavorare come tour operator in Campania perché mi piace organizzare viaggi”. L’abitudine a viaggiare ha permesso a Gabriella di mettere a fuoco gli aspetti principali del suo lavoro. “Quando ho studiato esami di Marketing o di Economia, ho rivisto me stessa turista. Credo che l’assistenza al cliente, sia qui che altrove, andrebbe maggiormente curata. Mi piacerebbe molto occuparmene”. Inusuale l’argomento della tesi che ha richiesto un lungo lavoro di ricerca: la storia del turismo a Caserta. “Ho dovuto cercare le informazioni tra i documenti conservati nell’archivio di Stato di Caserta, dove ho fatto lo stage”. Il primo turista della zona, fu il filosofo inglese di origine irlandese George Berkley, che arrivò a Caserta nel 1720, prima che fosse  costruita la Reggia, ospite dei Duchi di Sermoneta. “Probabilmente, fu questo il motivo che si spinse fin nell’entroterra campano, dove allora solo pochissimi si avventuravano. Solo dopo la costruzione del palazzo borbonico, cominciarono ad arrivare ospiti provenienti da altri paesi e dal nord Italia”. Nel corso del tempo, il profilo dei viaggiatori, cambiò radicalmente. Se nel primo Ottocento erano soprattutto i nobili a disporre di tempo e denaro per spostarsi, dopo l’Unità, quando la classe media iniziò ad affermarsi, il numero dei viaggiatori aumentò. “Caserta si rivelò ben presto una meta molto amata, perché, grazie al rinnovamento urbanistico,  era particolarmente ospitale. La Reggia, la città vecchia e gli l’opifici del Belvedere di San Leucio, rappresentavano, insieme al paesaggio, i principali poli di interesse”. 
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