Gioco a premi, studenti-volontari per un progetto di ricerca europeo

Studenti universitari di tutti gli indirizzi ed Atenei diventano ‘cavie’ di un esperimento utile alla ricerca economica. La Parthenope, con il Laboratorio informatico AA2, è sede ospitante del progetto partito all’Università di Salerno. Gli esperimenti LabESS hanno interessato volontari – l’11, 12 e 13 febbraio – che si sono prestati ad un gioco a premi: “devono prendere  decisioni interagendo con il pc, in base a queste possono vincere dai 5 ai 25 euro”, spiega il prof. Niall O’Higgins, che insegna Economia del Lavoro e Sperimentale presso il Campus di Fisciano. Il Progetto, finanziato dall’Unione Europea, coinvolge venticinque Università in tutta Europa, solo tre sono italiane, tra le quali Salerno. “In partenariato con l’ARLAS e la Parthenope, è rivolto soprattutto ai ragazzi iscritti al progetto ‘Garanzia giovani’. Il senso: una ricerca in campo economico riguardante la fiducia e la reciprocità”, prosegue il docente. “La prima parte del questionario sottoposto agli studenti è incentrata sullo status occupazionale, proprio per renderci conto se un certo status determina un tipo di decisione. Il giocatore A riceve del denaro che deve decidere se trasferire o meno al giocatore B di cui ignora l’identità perché le coppie vengono abbinate tramite pc”. La somma che arriva al giocatore B viene automaticamente moltiplicata per tre: “a questo punto B deve decidere se tenere per sé la somma o restituirne parte al giocatore A. Gli economisti sostengono che A non invierà mai niente, perché la scelta è troppo rischiosa, non avendo la certezza d’investimento. La misura della fiducia sta proprio in questo: il rischio su cui si fonda il capitale sociale”. L’esperimento dimostra l’opposto rispetto al pensiero degli economisti: “generalmente lo studente tende ad inviare il capitale iniziale, pur nell’incertezza, di conseguenza B, che riceve gratuitamente qualcosa, si sente quasi in obbligo di restituire, e spesso lo fa aumentando la somma. Si parte dalla supposizione che i disoccupati o i ragazzi in cerca di occupazione dopo la laurea siano più sfiduciati e tendano a tenere per sé il capitale iniziale”. Un’ottantina i partecipanti alle tre giornate, che in mezz’oretta devono operare queste scelte: “il nostro compito è verificare se la sfiducia cresce con le difficoltà occupazionali. Preferisco studenti non di Economia poiché ragionano come gli economisti, si sentono quindi in dovere di operare una scelta piuttosto che un’altra in base agli studi che li condizionano, non lo fanno in piena libertà”.
Il risultato, al termine dell’ultima giornata: la mancanza di una netta differenza di comportamento tra chi ha un’occupazione e chi no. I partecipanti al gioco raccontano le loro impressioni. “Ho vinto 22,50 euro. Ero il componente A. Ho rischiato perché credo che, se hai un capitale, devi assumerti il rischio di farlo circolare, infatti sono tornata a casa con più del doppio, rispetto all’importo iniziale”, sottolinea Assunta Esposito, iscritta alla Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie alla Federico II. “Io, invece, ho totalizzato 18 euro dando sempre la metà di quello che ricevevo, in quanto componente A. In pratica ho guadagnato la differenza tra il gettone che inviavo e quello che tornava indietro. Il gioco è diviso in tre parti, l’ultima è una lotteria, un semplice lancio di moneta che ti permette, a fortuna, di accumulare ulteriore capitale”, chiarisce Antonio Regina, che studia Igiene Dentale alla SUN. Giulia Esposito, iscritta a Scienze del Turismo, ha vinto 21,50 euro, perché ha operato scelte simili. Diversa la situazione per il componente B, come ci spiega Gaetano, studente di Scienze Politiche: “dovevo decidere quanto trattenere per me e quanto rinviare della somma ricevuta, ma a volte arrivava solo un euro, quindi c’era poco da inviare. Infatti sono riuscito a guadagnare solo 14,00 euro”. Valentina, studentessa di Giurisprudenza alla Federico II e babysitter: “in quanto studentessa – lavoratrice sono stata un po’ più egoista, ho preferito tenere per me sempre la metà della somma ricevuta, talvolta anche più, nell’incognita della restituzione. Se conosci il valore dei soldi, perché li guadagni, ci vai più soft con le elargizioni”.
Allegra Taglialatela
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