Dalle politiche sanitarie alla gestione dei big data, fino alla guerra e alla crisi climatica: sono alcuni dei temi affrontati dagli studenti della Magistrale in Filosofia nel corso di Filosofia Politica del prof. Alessandro Arienzo. Un percorso costruito, nel primo semestre, attorno alle categorie foucaultiane di governamentalità e biopolitica.
Ora, da quel lavoro condiviso, prende forma un nuovo passaggio: la scrittura e la pubblicazione. “Abbiamo aperto una call, che si chiuderà il 30 aprile, per raccogliere i contributi dei frequentanti a partire dalle lezioni svolte, con l’obiettivo di pubblicare un volume entro la fine dell’anno – spiega il docente – Abbiamo già ricevuto una decina di proposte e siamo molto soddisfatti: crediamo di aver intercettato un bisogno reale degli studenti, quello di mettersi alla prova con una scrittura scientifica capace di avere anche un impatto sul presente”.
Il progetto, in realtà, si inserisce in un percorso ormai consolidato. “Siamo al terzo anno di questa esperienza e abbiamo avviato il terzo ciclo di pubblicazione dei lavori degli studenti”. Accanto a questa linea di lavoro, si affianca anche quella del prof. Pedro Sebastianelli, docente di Storia del pensiero filsoofico, che ha sviluppato un laboratorio analogo da cui è nato un ulteriore volume, dedicato a Spinoza, ‘Etica della potenza’. Tutti i lavori sono pubblicati su FedOAPress.
Al centro dell’attività di quest’anno resta il pensiero di Michel Foucault, in particolare due categorie oggi sempre più utilizzate per interpretare la contemporaneità. “La biopolitica è fondamentale, ad esempio, per comprendere le politiche sanitarie messe in campo dagli Stati, mentre la governamentalità riguarda le forme del governare nelle democrazie contemporanee”. A partire da questi strumenti teorici, gli studenti hanno sviluppato percorsi differenti, intrecciando filosofia e attualità: “C’è chi ha lavorato sulla gestione dei grandi dati e sulla governamentalità algoritmica, chi sulle politiche sanitarie, chi sulla guerra o sul cambiamento climatico. Foucault diventa così un’occasione per leggere il presente, ma con rigore filosofico”.
Alla base dei contributi c’è un’attività laboratoriale strutturata, fatta di letture, discussioni e lavoro in piccoli gruppi. Ed è proprio da questa dimensione condivisa, già tratto distintivo del corso, che nasce il passaggio alla scrittura. “Chiediamo testi che rispettino i requisiti scientifici di un articolo, ma che siano anche problematici e critici, capaci di interrogare l’attualità. Non ci interessa solo la ricostruzione storica: vogliamo che queste categorie vengano utilizzate per leggere il presente”.
Per molti studenti, l’esperienza rappresenta anche un modo per superare la dimensione solitaria dello studio universitario: “qui lavorano in gruppo, si confrontano, costruiscono insieme un percorso”. Il traguardo è la pubblicazione, che costituisce il valore aggiunto dell’attività. “La possibilità di vedere il proprio lavoro pubblicato è un riconoscimento importante: significa scrivere in modo scientifico, essere letti, validati, entrare in un circuito di produzione del sapere”.
L’obiettivo finale è dare continuità e una struttura più definita al progetto.
“Con il collega Sebastianelli stiamo lavorando per rendere questo percorso più istituzionale. Abbiamo già avviato un confronto anche con altri colleghi, tra cui il prof. Roberto Delle Donne, oltre che con FedOAPress, con l’obiettivo di trasformare questa esperienza in una vera e propria collana, aperta al contributo di altri docenti”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 19








