Ingegneria Gestionale delle Costruzioni (GeCo) rafforza la propria impostazione fortemente applicativa attraverso un articolato programma di attività sul campo, con visite tecniche presso opere infrastrutturali di rilevanza nazionale e internazionale. “Il 23 aprile abbiamo organizzato una visita tecnica al cantiere della diga di Campolattaro, in provincia di Benevento, un’opera di grande rilievo per dimensioni e complessità”, spiega il Coordinatore del Corso di Laurea Gianluca Dell’Acqua.
Il progetto rappresenta un’infrastruttura strategica per il sistema idrico regionale. I benefici attesi sono significativi: “L’intervento consentirà il potenziamento dell’approvvigionamento idrico per oltre 2,5 milioni di persone e il supporto all’irrigazione di vaste aree agricole”. Le attività didattiche coinvolgono l’intera comunità studentesca: “Alle visite partecipano tutti gli allievi, dal primo al terzo anno, provenienti sia dalla sede di San Giovanni sia da quella di Fuorigrotta”.
Il programma prosegue con un secondo appuntamento di grande valore storico e tecnico: “Il 21 maggio saremo alla centrale dello Scudillo di Napoli, per un percorso che unisce ingegneria idraulica e storia delle infrastrutture”. L’iniziativa offre anche uno sguardo sulle origini del sistema idrico cittadino: “Già in età romana il problema dell’approvvigionamento idrico era centrale, risolto con la costruzione dell’acquedotto del Serino, un’opera straordinaria lunga circa 96 chilometri dalla sorgente del Serino fino alla Piscina Mirabilis di Bacoli”.
Rientrava nell’ambito di un programma imperiale di ammodernamento di una delle zone più ambite dal turismo romano. “In età Flavia furono integrati lunghi tratti di condotta, mentre si deve a Costantino la ricostruzione del percorso principale dell’acquedotto sino a Napoli”. Negli anni Cinquanta, dopo un periodo di siccità, si rese necessario realizzare un acquedotto integrativo, alimentato da una falda profonda.
La visita consentirà di osservare da vicino tecnologie e sistemi di diverse epoche: “Gli studenti potranno ammirare elementi significativi come il venturimetro per la misura della portata, antichi contatori e la centrale di telecontrollo, che consente un itinerario virtuale a ritroso lungo la rete idrica”. Non mancherà l’esperienza diretta negli spazi infrastrutturali: “È previsto anche un percorso sotterraneo all’interno delle gallerie e degli impianti di sollevamento, per scoprire una parte preziosa e poco conosciuta dell’acquedotto di Napoli”. Le visite tecniche rappresentano un elemento chiave del percorso formativo: “Si inseriscono pienamente nella filiera dell’ingegneria idraulica, dalle risorse idriche alla progettazione di grandi opere, fino agli aspetti economici e alla sicurezza dei cantieri: sono la spina dorsale del nostro Corso di Laurea”.
Parallelamente, il Corso prosegue le attività di orientamento sul territorio. Un impegno necessario anche per aumentarne la visibilità: “Si tratta di un percorso con caratteristiche molto specifiche, presente in Italia solo alla Federico II, mentre è molto diffuso e apprezzato in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e in diverse realtà emergenti asiatiche”.
El.Me.
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 25








