Gisonni: “in Campania siamo gli unici e rappresentiamo una piccola eccellenza”

“È un’offerta didattica fortemente innovativa, nella quale il Dipartimento di Ingegneria ha fortemente creduto. È un’operazione che avrà più possibilità di successo, tanto più sarà collaborativa la realtà territoriale. Sappiamo che il nostro territorio costituisce una realtà a sé stante, a tratti molto complessa, specialmente se confrontata con quelle del Nord Italia, che conoscono un maggiore interesse contributivo sotto ogni aspetto. Noi però non ci abbattiamo; in Campania siamo gli unici e rappresentiamo una piccola eccellenza, nel Meridione oltre a noi è partito soltanto il Politecnico di Bari. Sono queste iniziative a fornirci la possibilità di diminuire il divario di competenze tra il nord e il sud della penisola”, afferma il prof. Corrado Gisonni, Coordinatore del Corso di Laurea Triennale Professionalizzante in Tecniche per l’Edilizia, il Territorio e l’Ambiente (in sigla Teta) attivato quest’anno, indicato per tutti coloro che intendano inserirsi celermente nel mondo del lavoro e particolarmente consigliato a chi abbia già affrontato un percorso di studi superiori presso gli ex Geometri, oggi Costruzioni, Ambiente e Territorio.
Le lezioni per gli studenti che lo hanno scelto – non è stato necessario ricorrere alla selezione perché le domande sono state inferiori ai 50 posti disponibili – sono partite il 7 ottobre. Teta, improntato, come tutti i percorsi di Ingegneria, “all’arte del saper fare, oltre che del sapere”, prevede che al  primo anno vengano affrontate “le discipline di base, come la matematica e la fisica. Dunque si passa ad una serie di discipline caratterizzanti tradizionali, come meccanica dei fluidi e meccanica dei solidi, che vengono però interpretate in chiave più pratica e professionale, in riferimento al futuro impiego e in virtù dell’assimilazione di certe nozioni piuttosto che di altre. Anche un assetto più impostato sull’aspetto legislativo in materia di costruzioni e ingegneria definisce il profilo, ma l’aspetto che più di ogni altro contraddistingue questo Corso di Laurea è la presenza di cinquanta crediti, che corrispondono quasi ad un anno accademico, che gli studenti otterranno mediante il perseguimento di stage formativi e tirocini presso aziende e società d’ingegneria e costruzioni, con le quali sono stati stipulati accordi d’intesa. Aspetto, questo, che funge da effettivo avviamento nel mondo del lavoro”.
Dopo la Triennale, “non è preclusa la possibilità di accedere ad una Laurea Magistrale, ma è chiaro che ciò sarebbe contro gli obiettivi per cui il Corso  nasce. Questi si prefigge di formare esperti da inserire in tempi relativamente brevi nel mondo del lavoro. Nei decreti legislativi di riferimento per questa categoria di Corsi, è previsto che, dopo un anno dal conseguimento della laurea, almeno l’ottanta per cento dei laureati venga impiegato”. Circa le possibilità d’impiego cui la nuova figura professionale può auspicare: “il neolaureato può trovare impiego presso enti pubblici che si occupano di tutela dell’ambiente e del territorio, come uffici tecnici comunali o autorità ambientali; può inoltre lavorare nel settore privato, per conto di società di costruzioni o d’ingegneria. Lo spettro del campo di abilitazione è in verità molto ampio, dal momento in cui si tratta del settore ingegneristico, che conosce annualmente un buon indice di impiego”. 
Consigli agli studenti: “Chi sceglie Ingegneria sa che si tratta di un percorso impegnativo che necessita di frequenza, così come della consultazione dei docenti; è necessario anche interfacciarsi con i colleghi di università, quindi è auspicabile lo studio in gruppo. Per quanto riguarda gli esami, suggerisco di sostenere prima quelli inerenti alle materie che interessano di più, per partire con il piede giusto e affrontare il percorso con regolarità”.
Nicola Di Nardo
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