GIURISPRUDENZA. Carriere promettenti per i giovani Dottori di Ricerca

La Facoltà di Giurisprudenza come “cantiere di professionalità”. Alla Seconda Università il Dottorato di Ricerca in “Diritto Penale e Internazionalizzazione”, coordinato dal prof. Stefano Manacorda, docente di Diritto Penale, avvia verso carriere promettenti. E’ il caso, ad esempio, di Luca D’ambrosio e Paola Caserta. Trentunenni, entrambi laureati del Vecchio Ordinamento in Giurisprudenza (percorso Istituzionale), rispettivamente presso la “Federico II” e la “Seconda Università”, hanno scelto di approfondire la conoscenza del diritto, in particolare quello di natura internazionale, frequentando il Dottorato presso la Facoltà di Santa Maria Capua Vetere. 
“La motivazione che mi ha spinto verso il Dottorato nasce in parte dalle mie pregresse esperienze, in parte dal profilo accademico del suo coordinatore, il prof. Manacorda, che rappresenta, nel panorama accademico italiano, uno dei principali punti di riferimento di questo innovativo settore del Diritto. Dopo la laurea, ho frequentato un Master in Diritto Penale Internazionale e Transnazionale nell’ambito del quale ho realizzato uno stage presso l’Ufficio del Procuratore del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda ed una ricerca sui Tribunali Gacaca (Tribunali tradizionali istituiti in Ruanda al fine di giudicare i reati meno gravi commessi durante la guerra civile)”, racconta D’ambrosio. L’esperienza ha accresciuto la sua passione verso le tematiche internazionali, così ha proseguito con il Dottorato.
Caserta, invece, ha frequentato il Dottorato per ampliare le sue conoscenze, “acquisire competenze nell’ambito della ricerca ed apprendere una corretta metodologia di studio”. La dottoressa – che ha appena superato il concorso per entrare in Magistratura – non ha più abbandonato il prof. Manacorda fin dai tempi della tesi di laurea in Diritto Penale Internazionale, in quanto il docente  le ha trasmesso “la volontà di affrontare lo studio in maniera critica, con passione e consapevolezza. La voglia di migliorarmi mi ha spinto, a due anni dal conseguimento della laurea, a seguire il Dottorato; era mio interesse, infatti, crescere professionalmente proprio in quel settore del Diritto”. 
Sia D’ambrosio che Caserta sono pienamente soddisfatti delle competenze acquisite grazie al Dottorato. “Nonostante la collocazione ‘periferica’ della Seconda Università, il Dottorato si inserisce in una rete scientifica nazionale e internazionale che gli offre un respiro – appunto – internazionale, cosa difficile da trovare non solo in Campania ma in tutta l’Italia centro-meridionale”, dice D’Ambrosio. La collaborazione con altre realtà “ha permesso a noi dottorandi di assistere non solo a lezioni frontali e seminariali tenute dai massimi esperti nazionali ed internazionali del settore, ma anche a riunioni di progetti di ricerca, così ci siamo confrontati anche con alcuni aspetti di questo lavoro. Cosa molto rara durante un corso di dottorato”. D’ambrosio, grazie alla rete in cui è inserito il Dottorato, ha potuto realizzare una tesi in co-tutela con l’università di Parigi1 – Panthèon-Sorbonne conseguendo, così, il doppio titolo. La ‘dinamicità’ del Dottorato è confermata da Caserta: “il prof. Manacorda è molto attento agli scambi con le Università straniere; il dottorato prevede, infatti, periodi di soggiorno all’estero (Francia e Inghilterra)”. Diversi sono poi i convegni di respiro internazionale organizzati sia a Santa Maria che in altre città d’Italia cui i dottorandi partecipano. 
I buoni motivi per ‘formarsi’ al Dottorato della Sun: “lo consiglio non solo a quei giovani giuristi che desiderano lavorare in Organizzazioni Internazionali (Tribunali ‘ad hoc’, Corte Penale Internazionale, Nazioni Unite, Unione Europea e Corti Europee), ma anche a coloro che aspirano alla Magistratura e all’Avvocatura”, dato che ormai “il Diritto Internazionale, soprattutto quello dell’Unione Europea, è penetrato a tal punto negli ordinamenti giuridici penali nazionali che anche per un giurista che opera in tale contesto la conoscenza del Diritto Sovranazionale e una certa familiarità con la comparazione tra Ordinamenti Giuridici costituiscono un bagaglio tecnico e culturale imprescindibile”, dice D’ambrosio mentre Caserta lo suggerisce “a chi voglia allargare il proprio orizzonte di conoscenze”.
Barbara Leone
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