Gli spazi studio non bastano

La mancanza di adeguati spazi per lo studio diventa fonte di quotidiane problematiche per gli studenti di Scienze e Tecnologie, i quali condividono la sede del Centro Direzionale (isola C 4) con gli iscritti di Ingegneria. Da quanto riferiscono, pare che già dalla mattina presto sia impossibile trovare un posto per studiare. “Ci sono due biblioteche, ben attrezzate, dove si può studiare serenamente – afferma Francesco, coordinatore dell’Udu (Unione degli Universitari) – ma i punti-studio sono impraticabili, in quanto affollati fin dalle 8:30 del mattino, nel periodo dei corsi ovviamente, e, in fin dei conti, risulta difficile concentrarsi”. Altra questione: la carenza di prese di corrente nei punti wireless. “Ce ne sono davvero poche, e ciò assume particolare rilievo se si pensa che i quattro laboratori informatizzati non sono ad accesso pubblico e sono spesso occupati dalle lezioni del Corso di Laurea in Informatica”. La maggior parte degli studenti, così, è solita recarsi in biblioteca per studiare in tranquillità, ma anche lì sorgono problemi legati alla presenza di qualche dipendente che fa osservare le regole in maniera “un po’ troppo rigorosa”. Carente anche il servizio di manutenzione, ordinaria e straordinaria, che, Francesco precisa, “dovrebbe dipendere direttamente dall’amministrazione centrale”. “In alcune aule (aula 1) ci sono delle perdite di acqua piovana dai terrazzi che si verificano da oltre un anno e che ancora non sono state sistemate. Recentemente si sono staccati dei lastroni della copertura esterna dell’edificio ed ancora non si è provveduto alla riparazione, così come per alcune porte di punti studio oppure bagni guasti rimasti chiusi ed inaccessibili quasi per mesi”. Resta l’aspetto positivo, legato ai docenti “sempre disponibili a chiarimenti e delucidazioni, senza dover aspettare infinite liste di attesa”. Un’iniziativa Udu, strettamente legata al polo scientifico, e quindi alla Facoltà, è l’idea di intervenire per un maggiore riconoscimento della lingua inglese. “Attualmente, la prova di Inglese è un’idoneità, e quindi non influisce nemmeno sulla media generale. In una Facoltà scientifica, dove ci troviamo spesso a studiare da testi tecnici in lingua, è impensabile non dare una maggiore importanza, anche perché l’Inglese, come esame, stimolerebbe i ragazzi ad impegnarsi di più”. Abbiamo girato le questioni al Preside prof. Raffaele Santamaria. “Gli studenti hanno il dovere di lamentarsi – afferma – ma devono farlo nelle forme e nei luoghi giusti, io non li vedo nemmeno nei Consigli di Facoltà. Non ho avuto mai segnalazioni del genere. Personalmente sono sempre aperto al dialogo e gli studenti lo sanno bene, tanto che avevo pensato all’istituzione di un osservatorio per il monitoraggio di tutte le attività studentesche, ma i ragazzi non ne hanno recepito l’importanza”. Santamaria ci tiene a sottolineare, poi, che le perdite d’acqua piovana “non ci sono più” e che si sono create a causa di eventi meteorologici di particolare intensità.
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