Prima il sit in con megafonaggio nella sede della facoltà in via Porta di Massa, poi il corteo di un centinaio di persone fino al Cortile delle statue, nella sede centrale dell’ateneo. Lì giunti, mentre il presidio si spostava sullo scalone della Minerva, una delegazione di cinque persone è stata ricevuta a colloquio dal Rettore. La giornata di mobilitazione indetta il 5 aprile contro le Scuole di Specializzazione a numero chiuso ed obbligatorie ai fini dell’accesso alle professioni legali –notariato, magistratura ed avvocatura– si è conclusa con un buon successo conseguito dagli studenti. L’avevano indetta il collettivo Giurisprudenza in Lotta, la Sinistra Universitaria, le associazioni Magna Charta, Hic et Nunc, Icaro. “Noi abbiamo spiegato al rettore i motivi della nostra opposizione”, sottolinea Mauro Buono, di Giurisprudenza in Lotta. “Lui condivide alcune delle nostre critiche: è contrario al numero chiuso ed all’obbligatorietà delle scuole stesse. Ritiene peraltro che chi le frequenta debba pagare una tassa, laddove noi invece auspichiamo che siano gratuite”. Alla delegazione Tessitore ha fornito una buona notizia, che incentiva a proseguire nella lotta. “Ci ha detto che sicuramente le Scuole non partiranno nel prossimo anno accademico, anche perché l’Università non ha ricevuto nessuna indicazione dal Ministero. Potrebbero essere istituite nel 2001 –2002. E’ più imminente è l’attivazione delle Scuole di Specializzazione per i futuri docenti”. Insomma, nonostante il decreto istitutivo delle Scuole di Specializzazione per l’accesso alle professioni forensi sia ormai entrato in vigore, qualcosa può ancora essere modificata, nel senso richiesto dagli studenti. “Noi non siamo contrari alla qualificazione del giurista in sé”, aveva detto in proposito Alfonso Trapuzzano -presidente di Magna Charta- nel corso dell’assemblea svoltasi a Giurisprudenza il giorno precedente il corteo. “Importante è che l’accesso a queste Scuole di Specializzazione non sia riservato a pochi eletti e che si faccia chiarezza di alcune ambiguità. Per esempio: cosa vuol dire che il titolo è valutabile ai fini della pratica forense? La sostituisce in toto, in parte, per nulla?”. Considerazioni analoghe erano state espresse da Genny Tortora, presidente di Icaro. “Alle scuole devono accedere tutti i laureati in Giurisprudenza i quali ne facciano richiesta. Valutabile ai fini della pratica forense è una dichiarazione equivoca. La partecipazione dei privati a tali Scuole sarebbe scandalosa”. Margherita Interlandi aveva a sua volta evidenziato alcune contraddizioni: “ci selezionerebbero quelle stesse lobby che oggi gestiscono il mercato del lavoro, non si può far laureare un certo numero di studenti all’anno e poi ammettere alle Scuole solo il 10%. Gli altri che fanno?”
Perplessità circa l’attivazione delle Scuole di Specializzazione e la struttura che ad esse vorrebbe dare il Ministero sono state d’altronde espresse in questi mesi anche da alcuni esponenti delle stesse professioni forensi. I giudici di Magistratura Democratica, nel corso di una riunione svoltasi a Palazzo Serra di Cassano, hanno recentemente criticato sia la riforma sia l’attuale sistema di preselezione tramite quiz che dovrebbe sondare la capacità dei candidati al concorso. Gli stessi Avvocati sono scettici; a favore delle Scuole, così come progettate dal Ministro, si è pronunciato soltanto l’Ordine dei Notai.
Anche alla luce di queste considerazioni, oltre che dell’impegno assunto dal Rettore Tessitore di organizzare un incontro tra gli studenti ed il Ministro Zecchino, al quale ha girato un loro volantino con una sua lettera di accompagnamento, la lotta continua.
Perplessità circa l’attivazione delle Scuole di Specializzazione e la struttura che ad esse vorrebbe dare il Ministero sono state d’altronde espresse in questi mesi anche da alcuni esponenti delle stesse professioni forensi. I giudici di Magistratura Democratica, nel corso di una riunione svoltasi a Palazzo Serra di Cassano, hanno recentemente criticato sia la riforma sia l’attuale sistema di preselezione tramite quiz che dovrebbe sondare la capacità dei candidati al concorso. Gli stessi Avvocati sono scettici; a favore delle Scuole, così come progettate dal Ministro, si è pronunciato soltanto l’Ordine dei Notai.
Anche alla luce di queste considerazioni, oltre che dell’impegno assunto dal Rettore Tessitore di organizzare un incontro tra gli studenti ed il Ministro Zecchino, al quale ha girato un loro volantino con una sua lettera di accompagnamento, la lotta continua.








