Gli studenti: maggiori difficoltà nelle materie di base

“Le maggiori difficoltà sono legate alle materie di base – Analisi, Fisica, Geometria e Chimica – perché l’approccio è completamente diverso da quello delle superiori: quello che si è studiato durante tutto il triennio del liceo adesso si concentra in un solo esame. E’ importante avere delle buone basi”, racconta Francesca Pettinati, iscritta alla Specialistica di Ingegneria Gestionale. Anche Antongiulio Grande, iscritto al secondo anno di Ingegneria Biomedica, ha ancora vivo il ricordo di Analisi I: “E’ stato l’esame più difficile, perché viene riproposto quello che si è studiato al quinto anno delle superiori. Chi proviene dallo scientifico pensa di sapere già tutto e questo è un grave errore”. Non sopravvalutare le proprie capacità e non sottovalutare gli esami è la regola numero uno. “Anche gli esami da pochi crediti possono nascondere insidie se il docente è particolarmente esigente – avverte Simone Scognamiglio, al secondo anno di Ingegneria Gestionale dei Progetti e delle Infrastrutture – Per cui bisogna adottare sempre un giusto metodo di studio: alle superiori si studia una o due ore al giorno, mentre all’Università bisogna dedicare ai libri minimo sei ore. Bisogna studiare  quotidianamente perché in questo modo si ha la possibilità di risolvere facilmente i propri dubbi, magari chiedendo spiegazioni al docente durante il corso. Seguire serve anche per testare la propria motivazione perché con delle aule sovraffollate non tutti arrivano alla fine del primo semestre”. Seguire quotidianamente e studiare in gruppo è il metodo consigliato da tutti, il motivo lo spiega subito Pettinati: “Bisogna alternare lo studio in gruppo con lo studio individuale. Quando si affronta il libro per la prima volta è bene farlo da soli perché si è più concentrati, ma dopo è utilissimo confrontarsi per abituarsi a lavorare in team”. “L’ideale sarebbe di poter restare due o tre ore in sede dopo i corsi, in modo da rimanere concentrati e avere la possibilità di studiare con i colleghi. Ma non sempre è possibile studiare in Facoltà perché – denuncia Scognamiglio – le aule studio non sono sufficienti”. 
Le sole quattro aule studio da 200/300 posti dislocate tra le sedi di Fuorigrotta e Agnano non sono abbastanza secondo i ragazzi. Studiare in Facoltà, comunque, è essenziale anche per “sviluppare legami personali con i compagni – come ricorda Pettinati – E’ una ricchezza che ti porti dentro per tutta la vita. Partecipare alla vita universitaria è quello che fa la differenza con le superiori e ti forma in maniera diversa anche rispetto al mondo del lavoro. Ti rende migliore sotto l’aspetto scientifico e sotto l’aspetto umano”.
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