Gli studenti promuovono la tensostruttura

La tensostruttura -inaugurata lo scorso luglio- piace agli studenti di Scienze Biotecnologiche. Il progetto, nato  dall’esigenza di dare un’ulteriore casa ad una Facoltà alle prese con una utenza sempre più cospicua, sembra incontrare dunque il favore degli studenti. La struttura, situata all’interno del Policlinico di via Pansini, tra l’edificio 5 ed il 20, sei aule per un totale di 1.100 posti (alcune con capienza di 250 posti), sempre tirate a lucido, nonostante la grande affluenza, raccoglie giudizi positivi.
“Seguo tutti i giorni – afferma Massimiliano Buonsenso, studente al secondo anno della Laurea triennale in Biotecnologie per la salute- La struttura è bellissima, ampia e, cosa ancor più importante, non vive il trambusto che si respira negli altri edifici del Policlinico”. Questo aspetto è stato rimarcato più volte dagli studenti. La tensostruttura, infatti, si trova in una posizione più distaccata rispetto alle altre del nosocomio, immersa nel verde e nella tranquillità. “Abbiamo aule spaziosissime. Nonostante siamo in parecchi, fino ad ora non ho mai accusato lo stress della corsa ai posti. Tutto è organizzato per poter far rendere al meglio noi studenti”: il commento di Giacomo Maglione, anche egli iscritto alla triennale. Secondo Rossella Acunzo, la nuova struttura ha veramente trasformato le abitudini degli studenti: “ricordo quando si diventava matti, a furia di seguire i corsi da una parte all’altra. Ora è tutta un’altra cosa. Spesso mi fermo, addirittura, oltre l’orario dei corsi perché, al di là dei giardini, ci sono degli spazi ideali per poter studiare in tutta tranquillità”. Anche per Ida Crifò, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà, lo scenario è nettamente diverso, rispetto al passato: “siamo di fronte ad una struttura molto dinamica e versatile, che ha dato un taglio netto alla difficile ed estenuante situazione, fatta di corse da un padiglione all’altro, che si viveva prima. Sia come spazi, che come attrezzature, siamo finalmente in prima linea”. Ma sono veramente tutte rose e fiori? “In fin dei conti, si!”, ci risponde. “Certo, ci sono cose che potrebbero andare meglio, ma non riguardano la struttura. Abbiamo chiesto come Consiglio studentesco, la possibilità di ottenere degli appelli straordinari, specie per alcune materie più ostiche, come Chimica Generale. Al momento, però, non abbiamo ricevuto risposta, ma continueremo a far sentire la nostra voce”.  Giovanna Marino, Specialistica in Biotecnologie del Farmaco, aggiunge: “se si fa riferimento solo ai miglioramenti giunti con questa nuova sede, allora non ho nulla da recriminare. Abbiamo fatto tutti, non solo noi studenti, un passo in avanti incredibile, un vero paradiso, rispetto al passato. Però c’è qualche problema sulla didattica… spesso, infatti, seguire le lezioni è un’impresa, ci sono delle materie – (bisbiglia il nome, Biotecnologie microbiche…) –  che proprio non si capiscono”. Tutto sommato, se non è proprio un paradiso (visto una lamentela c’è: la mancanza di punti ristoro o distributori automatici), la tensostruttura può essere definita il Purgatorio della Federico II.    
Gianluca Tantillo
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