Golino alla guida di Scienze mediche traslazionali

Dopo tre anni di mandato il prof. Giovambattista Capasso lascia la direzione del Dipartimento di Scienze mediche traslazionali. Il 15 settembre si sono svolte le elezioni ed è stato scelto il prof. Paolo Golino. “Lascio l’incarico – dice Capasso – perché non potevo ricandidarmi. Sto per andare in quiescenza ed il regolamento impedisce a chi non potrà svolgere il ruolo di Direttore per tutto il triennio di proporsi alla guida del Dipartimento”. Ecco il suo bilancio: “Scienze mediche traslazionali è cresciuto in numeri ed in qualità, nonostante ci siano stati non pochi pensionamenti negli ultimi tre anni. Ha numeri più consistenti. Abbiamo reclutato nuovi giovani ricercatori e questa credo sia la cosa più bella che ho fatto perché abbiamo scelto giovani molto validi o con assegno di ricerca triennali oppure con concorsi per ricercatore di tipo a e b. In più, abbiamo premiato chi all’interno del Dipartimento aveva prodotto, chiedendo ed ottenendo, anche grazie all’aiuto del Rettore uscente Paolisso, che su questo ci ha sempre appoggiati e sostenuti, avanzamenti di carriera. Ricercatori sono diventati associati e non pochi tra questi ultimi hanno realizzato il passaggio ad ordinari”. Un altro dato positivo, secondo Capasso, è che nel periodo del suo mandato si è fatto squadra. Sottolinea: “Nonostante questo sia un Dipartimento che è nato dalla confluenza di diverse discipline, si è creato amalgama attraverso la proposizione di obiettivi comuni. Un esempio? Abbiamo creato due premi nei quali le aree disciplinari si sono unite per presentare progetti. Si sono unite”. Capasso ricorda, ancora, che Scienze mediche traslazionali ha vinto finanziamenti europei per importanti progetti di ricerca Grent. “Solo nell’ultimo anno – riferisce – ce ne siamo aggiudicati due ed in uno di essi siamo capofila. Nei prossimi quattro anni il Grent nel quale il Dipartimento è capofila si occuperà dello stato mentale dei pazienti con insufficienza renale. Coinvolge 52 ricercatori in Europa di 21 Stati e si propone di indagare sul perché la malattia renale cronica implica anche un decadimento delle funzioni cerebrali. L’altro Grent indaga il rapporto tra il microbiota intestinale – la popolazione batterica dell’intestino – e la funzione renale. Non basta. Abbiamo vinto un Telethon e ci stiamo affermando nel campo delle malattie rare. Per la cardiologia e la nefrologia siamo diventati punto di riferimento europeo per le malattie rare. L’Unione Europea riconosce attraverso una selezione centri specializzati in patologie rare su una certa materia. Siamo nella rete europea sulle malattie rare in ambito cardiologico e nefrologico”. Capasso lascia, dunque, con un bilancio positivo. “Sono molto contento – aggiunge – che ora ci sia il professore Golino, un valente cardiologo, alla guida del Dipartimento. Non potevo lasciarlo in mani migliori. Sono sicuro che nei prossimi tre anni proseguirà il processo di crescita, che non ha lasciato indietro nessuna area disciplinare, e di rafforzamento di Scienze mediche traslazionali”. Golino raccoglie il testimone con spirito di servizio. “Mi sono candidato – esordisce – perché, come si suole dire, è un lavoro sporco ma qualcuno doveva pur farlo. Mi conforta che mi troverò alla guida di una struttura la quale, nell’ultimo triennio, è stata diretta molto bene. Si tratterà di proseguire il percorso intrapreso e, se possibile, di potenziare alcuni aspetti”. In particolare, prosegue, “vorrei attivare collaborazioni di tipo scientifico con altri Dipartimenti della Vanvitelli e di altri Atenei. I prossimi anni saranno decisivi, ci proviamo, e con l’aiuto di tutti spero di fare un buon lavoro”.
Fabrizio Geremicca

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